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Santa Giusta e l’acqua miracolosa PDF Stampa E-mail
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Venerdì 06 Maggio 2016 22:57

Visita pastorale (mancata) dell’arcivescovo alla chiesa campestre nel 1851

di Claudio Coda

Leggendo la poesia giovanile del prof. Nicola Brau -Piccola chiesa- proposta in questi giorni da questo sito, mi ha richiamato alla memoria un lontano avvenimento paesano.

Nelle giornate del 9, 10, 11 giugno del 1851 l'arcivescovo turritano Alessandro Domenico Varesini[1] - Primate di Sardegna e Corsica, del Consiglio di Sua Sacra Real Maestà, Commendatore della Sagra Religione ed Ordine Militare dei Santi Maurizio e Lazzaro, Prelato Domestico di Sua Santità ed Assistente al Solio Pontificio - tenne a Chiaramonti il sacramento della Cresima a ben 435 giovani chiaramontesi: 256 maschi e 199 femmine.

Arrivò il 9 di giugno, a Chiaramonti, insieme ai convisitatori (canonico turritano e teologo Collegiato Giovanni Battista Casula; canonico teologo turritano e avvocato Collegiato Giovanni Borra; canonico della Insigne Collegiata di Osilo teologo Giuseppe Luigi Nurra e il suo segretario di cui non si cita il nome) partendo dal villaggio di Siligo alle sette di mattina, passando per Ardara e Ploaghe. Qui si fermarono “per miglior ristoro e riposo sino alle quattro e mezza del pomeriggio”.

Ripresero il cammino tutti a cavallo e, in serata, in paese ad accoglierli il vicario Ignazio Satta, il suo vice Giovanni Maria Cuadu, il vice sindaco e i consiglieri.

Le celebrazioni lo tennero impegnato per tre giorni, tanto che non riuscì, per tempo o per stanchezza, recarsi nelle chiese rurali di Sanya Maria Maddalena e Santa Giusta. Come da programma di visita.

L'ultima giornata, ovvero l'11, spedì a Santa Giusta, in sua vece, il canonico Battista Casula e il suo segretario. Nessun cenno ai nomi degli accompagnatori nostrani.

Visitato l'eremo, al rientro, riferirono al presule. Questi, in una successiva epistola indirizzata alla parrocchia e datata 19 agosto 1851, rendicontò l'ispezione alla chiesa di Santa Giusta:

[…] la chiesetta di Santa Giusta la trovammo in buonissimo stato, bella e decente per la celebrazione dei divini misteri e con una piccola ma bellissima sacrestia.

L'altare è pure decente, ma la pietra sacra è esecrata, essendovi state tolte le reliquie non si sa da chi per cui volendosi celebrare la Santa Messa, converrà che vi si porti dalla Parrocchia un’altra pietra Sacra.

Nella sacrestia vi vorrebbe un passatoio di.... (ndr: illeggibile) per i sacerdoti che ogni tanto, e nelle due feste vi si portano per celebrare. Vi sono due confessionali in buono stato, mancanti però di tutti e due delle tabelle dei casi riservati al di dentro, e di portine al davanti.

Sotto il Presbiterio a cui vi si accede per due scale laterali, una sorgente d'acqua buonissima, che è portata fuori della chiesa per via di apposito canale. Molte persone divate della Santa, cui è dedicata questa chiesa, le quali vi accorrono, specialmente quando vi si celebra la festa, avendo una pia venerazione in quest'acqua, se ne servono in occasione di malattia [...].

In finale, ho piacere richiamare i primi versi di Nicola Brau:

Piccola chiesa dalla bianche mura

adagiata nel verde della valle,

ti rivedo con occhi da fanciullo,

coronata da piante secolari [...]

 

Le foto sono dell'autore, che ringraziamo.

 


[1] Arcivescovo turritano dal 1838 al 1864

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Maggio 2016 23:10
 

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