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Bikini e burkini, ma di che parliamo? PDF Stampa E-mail
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Domenica 21 Agosto 2016 00:00

di CarloPatatu

Con abbondanza di particolari, giornali e tv ci affogano quotidianamente con notizie e pareri sul cosiddetto burkini. E cioè sul costume da bagno che copre integralmente il corpo femminile di donne islamiche.

Per ragioni che non m’interessa indagare, ci sono donne, ma anche uomini, che fanno il bagno vestiti. I più per motivi fideistici (le donne musulmane), altri per ragioni legate a problemi personali o di salute; oppure per un antico e oppressivo senso del pudore. Dobbiamo sanzionarli?

Mi capita spesso di vedere a Maddalena uomini che, diversamente da quanto accade intorno, in spiaggia non si tolgono di dosso maglietta e copricapo; nemmeno quando vanno in acqua, forse perché allergici al sole. È il caso di richiamarli all’ordine?

Quand’ero bambino, mia madre prese in affitto per alcune stagioni una casa a Castelsardo, da zia Giovannica, a pochi passi dalla spiaggia della Marina. E così noi bambini passavamo lunghe ore al mare, mattino e pomeriggio, a crogiolarci al sole o divertendoci a giocare in acqua facendo schiamazzi. Non lontani dal bagnasciuga: non sapevamo ancora nuotare.

Ebbene, mia madre, che non ha mai indossato un costume da bagno in vita sua, s’immergeva in acqua con le amiche in un tratto di mare appartato e non lontano dalla nostra spiaggia. Ma continuando a indossare la sottoveste. Che, pare ovvio, le nascondeva il bel corpo dall’epidermide morbida e chiara.

Nessun motivo religioso la spingeva a entrare in acqua in quel modo, in contrasto con quanto faceva la maggior parte delle donne. Che pure, a quel tempo, si era a cavallo fra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, non avevano ancora scoperto il bikini, santificato successivamente da Brigitte Bardot. Mia madre, di cultura agro-pastorale, non se la sentiva di mostrare forme e attributi. Che, invece, qualunque donna metteva allora già in mostra con disinvoltura e senza inibizioni di sorta.

Ebbene, forse che il Sindaco di Castelsardo ebbe a scomodarsi per tale sua stranezza? Ma neanche per sogno. Nessuno se ne preoccupò, liquidando la cosa con sorrisetti di comprensione o compatimento. E tutto finiva lì.

Ebbene, le donne musulmane ortodosse non devono (anche volendo) mostrare il proprio corpo in pubblico e si vestono nel modo che sappiamo. Da sempre. Vanno in spiaggia indossando l’abito usuale e così abbigliate fanno il bagno. Dove sta lo scandalo? E perché ce ne accorgiamo soltanto adesso? Non capisco.

In Franca, la mia cara douce France, la patria delle libertà, di tutte le libertà diceva Mitterrand, si è scatenato un putiferio. Il ministro dell’Interno ha addirittura sollecitato sindaci e prefetti a intervenire per proibire quel costume integrale ribattezzato burkini perché contrario alla cultura francese. Che pena. In Francia! Chi lo avrebbe mai detto?

La mia libertà finisce laddove inizia la vostra, asserivano Michail Bakunin (1814-1876) e, più tardi, Martin Luther King (1929-1968): ecco la soluzione del problema. Se il diverso non lede i miei diritti e non va contro la legge, che c’è da dire? Niente, proprio niente.

Lasciamo, pertanto, che chiunque frequenta le spiagge faccia il bagno indossando il costume che più gli aggrada. Con tutta l’acqua che è passata sotto i ponti, dovremmo avere imparato a capire che il mondo è vario e cammina, si evolve; e che c’è chi ama fare le cose in un modo chi in un altro. Niente scandalo, dunque, ma rispetto per chi non la pensa come noi. Nell’osservanza della legge, ovviamente.

Bakunin e Martin Luther King insegnano.

 

 
Commenti (1)
Burkini
1 Lunedì 22 Agosto 2016 02:12
Bruno Puggioni

Concordo su tutto.


Incredibile l'errore dei Sindaci di Francia e del Primo Ministro.


Per me possono fare il bagno vestite come vogliono purché riconoscibili per motivi di sicurezza! Ma mentre le nostre madri non indossavano il costume e facevano il bagno completamente vestite per una sorta di pudore, ho paura che queste signore vestite col Burkini vogliano mandare un messaggio di sfida all'Occidente! Ma noi non dobbiamo e non possiamo fare niente.


La sottomissione all'Islam continua!


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Riconoscibili, certo. Non a caso io ho sottolineato per ben due volte "nel rispetto della legge". Niente maschere.


Un messaggio di sfida all'Occidente, dici? Non credo. Ma se anche fosse? Ribadisco che il nostro grado di civiltà è più alto, siamo più accoglienti degli islamici, più tolleranti, più liberali. Un giorno o l'altro, caro Bruno, anche i più ortodossi scopriranno (come del resto tanti lo hanno già fatto) la comodità di fare il bagno con pochi accessori addosso, se non proprio nudi. E anche ai loro maschietti non dispiacerà ammirare, in spiaggia, le belle forme delle loro donne splendide, come noi ammirammo quelle di Brigitte e continuiamo ad ammirare quelle che ci capitano sotto gli occhi. Il desiderio non invecchia!


Un buon proseguimento delle vacanze a Stintino. (c.p.)



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