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Le tele chiaramontesi di Mario Paglietti PDF Stampa E-mail
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Martedì 08 Novembre 2016 12:38

Donazione di quadri del pittore portotorrese, primo ventennio del '900, elargiti da generosi benefattori

di Claudio Coda

Chi era l'artista: “…Pittore di provincia che si esercita sui temi post-impressionisti[1] con soggetti di natura morta, ma sopratutto con i ritratti che derivano da fotografie, facendoli diventare immagini viventi...”. È l'istrionico Vittorio Sgarbi che parla del Paglietti alla presentazione della mostra del 23 maggio scorso, allestita nelle sale del palazzo Baronale di Porto Torres.

Il pittore operò, tra la fine dell'800 e metà del '900, per l'intera Sardegna. Competente ritrattista, abile pennello di articolate composizioni religiose, i suoi lavori sono custoditi ed esposti presso varie parrocchie di Sardegna: a Sassari il San Domenico, nella chiesa di S. Agostino; a Mores; a Tempio il S. Paolo, in cattedrale; a Ploaghe, Le anime del Purgatorio; a Buddusò la S. Margherita di Alocoque; a Nuoro, Le anime del Purgatorio nella chiesa del Carmelo. Sempre a Sassari, nelle collezioni private, diversi i ritratti richiesti da ricchi commercianti e aristocrazia locale e provinciale.

Era nato a Porto Torres nel 1865 e da giovanissimo fu spedito a Prato per seguire corsi d'Arte Tipografiche. Nel 1883, a Torino, frequenta l'Accademia Albertina di Belle Arti. Rientrato nell'Isola, perfezionerà il suo gusto artistico come pittore, disegnatore e decoratore.

I donatori. A Chiaramonti arrivò per commissione della signora Grazietta Cocco Falchi[2] e del dott. Giorgio Falchi[3]. Le sue opere in paese, salvo altre e di cui non sono a conoscenza:

· Santa Lucia, tela del 1904 esposta nella sagrestia della parrocchiale di S. Matteo (comandata dalla Cocco-Falchi);

le due comandate da Giorgio Falchi sono:

· San Cristoforo, tela del 1903 esposta nel presbiterio della parrocchiale S. Matteo;

· San Matteo, tela del 1905 in cui è rappresentato in posizione dominante rispetto al contesto sul crepidine del tempio orante.

In riferimento alla San Matteo, iI Falchi fece notare, nei suoi scritti, che ebbe tutta una sua notorietà pubblica in Sassari. La notizia venne attinta da una pubblicazione sul quotidiano cattolico turritano “Armonia Sarda[4] in edizione per soli due anni e mezzo. Il quadro fu esposto nel negozio Medas nell'allora via Finanza (attuale via Luigi Luzzatti, lato sinistro del palazzo Grattacielo nuovo, per chi scende da piazza Castello).

All'epoca, era una delle vie più attive commercialmente e si congiungeva con piazza Azuni e da lì verso il Corso Vitt. Emanuele. È presente il Palazzo dell'Intendenza di Finanza, oramai inutilizzato, ma nell'800 v'era la sede delle Regie Finanze. In questi uffici, il 9 luglio del 1880, si firmò l'Atto di Transazione del “Legato Tedde[5] tra l'Amm.ne Generale delle Finanze dello Stato, rappresentata dell'Intendente cav. Eugenio Fricon e i delegati del Municipio di Chiaramonti, nelle persone dei consiglieri avv. Bachisio Madau e Giuliano Satta Quadu. Presenti i testimoni Alberto Sisto (figlio del segretario verbalizzante Eugenio) e Gavino Berlinguer fu Giov. Battista. Le funzioni verbalizzanti svolte dal segretario Eugenio Sisto.

Altra opera del Paglietti:

· Targa commemorativa (1919) per i Caduti nelle Guerre, esposta nella Sala del Consiglio Comunale in viale Brigata Sassari. In alto cornice le iniziali del committente G.F. (Giorgio Falchi ndr) inserite in uno stemma.

Aggiungo un resoconto epistolare[6] dell'artista: una lettera, indirizzata al patrocinante Falchi, datata 30 luglio 1918, dove indicava precisi chiarimenti di come aveva concepito l'opera evocativa della targa, o meglio, a cosa si era ispirato. Ecco alcuni passaggi :

[… Questi prodi figli di Sardegna che in quest'ultima guerra hanno dimostrato al mondo il coraggio e la fierezza dell'antica stirpe d'Amsicora[7] io ho creduto benissimo d'immortalarli in una lastra murata su di un rude e semi diroccato Nuraghe...] … [...due leoni rappresentano i due Reggimenti della gloriosa Brigata Sassari...].

A fondo di lastra, ripreso da le Odi Barbare (1889) di Giosuè Carducci, la dicitura “ Vittoria fu il sacrificio “,

La cornice fu realizzata dai f.lli Clemente, storica famiglia di ebanisti sassaresi. La loro mobilia arredava i palazzi della Sassari fine '800: la villa liberty (del 1915) dei conti Sant'Elia; la stanza della Regina, nel Palazzo della Provincia in Sassari, realizzata, in tutta fretta, per l'arrivo, nel 1899, dei sovrani Savoia a Sasssari.

Siccome, il Paglietti, era un iperrealista, conforme nei particolari più minuscoli e nella ricerca della perfezione, quasi paragonabile alla fotografia, fece notare, in una lettera rivolta al Falchi, la difficoltà nell'inserire i nomi dei Caduti nel riquadro: [...Tutta questa spiegazione è per farle notare quanta difficoltà mi si è presentata e quanta seccatura mi è costata a fare questo lavoro, specialmente tutto ciò che è scrittura, scriverlo con un piccolo pennello e con colore ad olio che non scorre ].

Anche l'avv. Giorgio Falchi, per certi versi, apparteneva alla corrente degli iperrealisti: ha fotografato, nella forma a lui più congeniale, la scrittura, il suo amato paese.

Testo iscrizione:

AI CHIARAMONTESI

RESISI BENEMERITI DELLA PATRIA

PERENNE e DOVEROSA

RICONOSCENZA ONORE E GLORIA

AI PRODI MILITARI CHIARAMONTESI

RIMASTI UCCISI NELLE PATRIE BATTAGLIE

1859 Sale Fresi Pietro - 1866 Pitotto Casu Andrea -1896 Cossu Salvatore cap.no

1915 - 1916 – 1917 – 1918: Brundu Giov. Matteo, Biddau Solinas Giuseppe cap.le , Satta Soddu Pietro,

Addis Stefano, Migaleddu Giovanni Maria, Uneddu Matteo, Deriu Giovanni, Satta Vincenzo G.di Finanza, Seu Murruzzulu Giuseppe, Puggioni Angelo, Perinu Giov. Francesco cap.le, Cossiga Bernardino, Manchia Giuliano, Lumbardu Andrea, Delrio Puggioni Giuliano, Manchia Maciucciu Antonio, Ruzzu Bachisio, Pani Sebastiano, Cossu Pietro, Ruiu Leonardo, Brundu Antonio di Pietro, Mannu Sebastiano, Scanu Cossu Giov., Soddu Sale Giuliano, Pisano Giov. Maria, Carta Salvatore Serg.te

Nella colonna: Nicolò Vare, Reverendo Girolamo Budroni, Sacerdote Alfonso Cosssiga, Sacerdote Leonardo Cossu, Notaio Causidico Pietro Falchi, Teologo Rettore Salvatore Cosssu, Avv. Bachisio Madau, Salv. Cocco Solinas.



[1] Corrente artistica di fine '800.

[2] Consorte del prof. Francesco Falchi, fratello di Giorgio Falchi.

[3] Benefattore chiaramontese (1843-1922).

[4] Dal 17 giugno 1904 al 31 dicembre 1906.

[5] Disponibilità di un fondo testamentario creato da d.na Lucia Tedde Delitala, nel 1755, a favore della costruzione di una nuova chiesa parrocchiale -quella di San Matteo- in abitato.

[6] Da “CHIARAMONTI : Le cronache di Giorgio Falchi” - Carlo Patatu – Studium adp 2004.

[7] Accanito oppositore degli invasori romani in terra di Sardegna (500 d.C. circa).

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Novembre 2016 12:50
 
Commenti (2)
Sant'Agnese e Ange de Clermont
2 Venerdì 11 Novembre 2016 10:14
c.coda

Caro Ange de Clermont.


Per scrivere le notizie della microstoria del paesello non basterebbero 24 ore al giorno e per 365 gg. Tolte le improbabili 6 ore, di fase rem, fatte di sogni e immaginarie fantasie, ne rimangono 18. Bene: occorrerebbe impegnarle tutte per la ricognizione storica.


E chìe rèzede!


Detto questo, ho una mia convinzione, molto debole, del quadro di S. Agnese esposto nella navata della chiesa del Carmelo. Sul lato destro del gruppo figurativo è rappresentato il colle e la chiesa omonima dedicata a S. Matteo. Sin qui ci siamo. In terzo piano le colline di Ploaghe/Osilo. Sul lato sinistro, invece, come contraltare, altra collina che è ipotizzabile sia, anzi lo è, Codìna Ràsa.


Alcuni edifici, abbozzati, sono figurati alle sue pendici e sul pianoro. L'altezza, per uno di questi, è di quattro piani, un altro di tre. Ancora dietro alcuni, ma sempre abbastanza elevati.


Si potrebbe individuare la facciata di una chiesa (S.Croce /il Rosario !?). Un po' azzardata l'ipotesi di costruzioni simili, sempre per elevato, nell'abitato. A meno che, non avendo spazio nella raffigurazione pittorica, l'artista abbia voluto rappresentare il paese con tre o quattro palazzi alla maniera “condominiale”.


Ma tutto rimane, però, nella mia fantasiosa ipotesi. Le iscrizioni... sono aperte!


A nos bìdere Angeli'...!. O meglio Ange: au revoir !.

Le opere del Paglietti.
1 Giovedì 10 Novembre 2016 08:08
Ange de Clermont

Ho da qualche parte la genealogia del Paglietti i cui parenti l'ex Prorettore Paglietti dell'Uniss vivono a Sassari. Mi pare siano orginari di Genova.


Sono lieto che questi lavori vengano presentati e richiamati alla memoria dei chiaramontesi. Si tratta di opere d'arte che dovremmo valorizzare. Non trascuriamo le opere d'arte scultoree del Cimitero monumentale, anch'esse da valorizzare e richiamare alla memoria.


Tiziana Sotgiu è alla ricerca di consultare le schede sul restauro dell'olio di Sant'Agnese del Carmelo, per una datazione più adeguata. Interessante anche per lo scorcio dell'abside e del campanile di Sant Matteo al Monte e di due costruzioni su Codinarasa da meglio identificare.

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