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La saggezza indiana PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Domenica 20 Novembre 2016 10:50

Un mondo affascinante di saggi, filosofi, poeti e santoni

 

Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma (Porbandar, 2 ottobre 1869 – Nuova Delhi, 30 gennaio 1948), è stato un politico e filosofo. Fautore dell’indipendenza del proprio Paese, l’India.

Importante guida spirituale per il suo paese, lo si conosce soprattutto col nome di "Mahatma" (Grande Anima), appellativo che gli fu conferito per la prima volta dal poeta Rabindranath Tagore. Un altro suo soprannome è Bapu, che in hindi significa “padre”.

Gandhi, “piccolo grande uomo”, riesce a sconfiggere il potente Impero britannico e a realizzare il suo grande desiderio: quello dell’indipendenza dello stato indiano con la forza straordinaria della non-violenza, del boicottaggio pacifico, della resistenza passiva e della ricerca della Verità cioè Dio.

 

Gandhi, quindi è considerato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha: la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India ad essere lo stato che tutti oggi conosciamo. Con le sue azioni Gandhi ha ispirato molti movimenti di difesa dei diritti civili e grandi personalità quali Martin Luther King, Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi.

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?

Gridano perché perdono la calma; disse uno di loro.

Ma perché gridare se la persona sta al suo lato? disse nuovamente il pensatore.

Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti; replicò un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: allora non è possibile parlargli a voce bassa?

Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati?

Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro.

D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano.

E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono.

È questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.

Infine il pensatore concluse dicendo: quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.

 
Commenti (1)
Dalai Lama e gli uomini dell’Occidente
1 Domenica 20 Novembre 2016 18:35
Mario Casula

“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto».


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Però, che forza! (c.p.)

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