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Al referendum ha stravinto il No: mi dispiace PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Dicembre 2016 18:41

Una sberla sonora a Renzi e a chi ha votato Sì rimanda a data da stabilire una nuova riforma costituzionale

di Carlo Patatu

Il No ha stravinto, travolgendo il Sì e, con esso, il Governo di Matteo Renzi.

Una vittoria secca, netta, che non dà adito a dubbi o fraintendimenti di sorta: più o meno, 60% a 40%, con un divario di quasi venti punti percentuali. Una enormità. Inoltre c’è da dire che la partecipazione degli elettori è stata incredibilmente alta, sfiorando il 70% su base azionale. A conferma dell’interesse sollevato dal dibattito elettorale, lungo, vivace e, come ho già detto, a volte persino noioso.

Io sono uno dei 190 elettori di Chiaramonti che hanno votato Sì, contro i 486 che hanno optato per il No. In paese è stata registrata un’affluenza incredibilmente bassa: 48, 43%!

Ovviamente mi dispiacciono sia il risultato locale che quello nazionale. Anche se, per il vero, ero certo anch’io che il No avrebbe prevalso. In ogni caso, m’inchino di fronte alla decisione dell’elettorato. Ha vinto il popolo italiano. I risultati elettorali si possono discutere finché si vuole; ma vanno rispettati, perché questo è il gioco della democrazia.

Che accadrà ora?

Intanto, fra qualche ora, il presidente del Consiglio, dopo una breve riunione coi ministri, salirà sul Colle e rimetterà il proprio mandato nelle mani del presidente Mattarella. Al quale spetterà ogni ulteriore decisione. Il percorso lo traccia chiaro e netto la carta costituzionale.

Concordo con Renzi sulla opportunità di dimettersi irrevocabilmente. Io avrei fatto altrettanto. La riforma costituzionale, checché se ne dica, faceva parte del programma di governo. L'aveva chiesta apertamente il presidente Napolitano nel discorso del suo secondo insediamento, interrotto, a ogni passo, dagli applausi nutriti e frenetici di quasi tutti i parlamentari, grillini esclusi. Quindi la riforma era da fare proprio perché sollecitata dal Parlamento, che poi l'ha approvata a maggioranza semplice perché una fetta importante di parlamentari si è sfilata dall'accordo fatto in precedenza.

Staremo a vedere quel che accadrà d'ora in avanti.

C’è da augurarsi che, quando a qualcuno verrà in mente di porre mano nuovamente alla Costituzione, si tenga conto di tutto ciò che, a proposito e a sproposito, è stato detto in questa circostanza. Compresa l’esigenza di procedere ai cambiamenti registrando in Parlamento un consenso quanto più largo possibile. In modo tale da dribblare il referendum confermativo. Che presenta pur sempre più di un’insidia.

La verità è che noi italiani non siamo un popolo rivoluzionario. Di fronte alle novità ci irrigidiamo e, sovente diciamo no di primo acchito. Altre modifiche alla Costituzione le abbiamo accettate perché non incidevano profondamente nel tessuto di quel documento fondamentale. Ma quando si è trattato di andare più in profondità, vedi la riforma di Berlusconi e questa di Renzi, il popolo italiano ha risposto picche.

Così ha voluto l’elettore, così sia.

 
Commenti (2)
Voto di pancia
2 Mercoledì 07 Dicembre 2016 16:51
Ange de Clermont

La variegata plebe italiana era da un pò che non votava per cui chi per un motivo e chi per un altro ha votato No alle modifiche costituzionali. Pare che la gente voglia restare ferma ad attendere che?


Sicuramente i veneti hanno fatto pagare a Renzi l'embargo che li ha danneggiati, si parla di 5 miliardi. Molti giovani forse per invidia e molti vecchi per essere stati rottamati.


Sono contentissimo d'aver votato Si con i Toscani, i Trentini e gli Emiliani.


La cosa che più mi turba è il livore senza senso che continua anche dopo il referendum. Frustrazioni? Transfert non indirizzati verso i terapeuti?


Già un anno fa a Radio Radicale ho ascoltato un convegnetto di Bersani e C. che parlavano di mancanza di concertazione, di assemblee, di meditazioni. Penso che questa gente sa far di tutto fuorché rendersi conto che il cianciare a vuoto ci ha già tanto danneggiati.


Prendersela con una squadra di governo giovane, laboriosa, spiccia, è da folli. Abbiamo perso mille giorni per approdare a nulla.


Adesso inizia la sarabanda dei governi di scopo, dei governi istituzionali, dei governi tecnici, dei governi di busa! In pochi anni siamo già, mi pare, al terzo governo.


Ma come si fa.


La Merkel si prepara al quarto mandato! Che differenza. Da noi se un governo dura mille giorni è da abbattere.


Meno male che non vedo più la TV, non leggo giornali, a parte qualche consultazione online e cerco di guardare se la valle si sbriga a diventare verde. E' come se fossi già all'altro mondo. Che schifo impallinare un governo di giovanissimi che hanno cercato di innovare.


---


Concordo su tutto e sottoscrivo ogni parola. (c.p.)

Referendum
1 Mercoledì 07 Dicembre 2016 10:33
Italo Pulina

Anch'io ho votato si.


Non mi è piaciuto come Renzi abbia così personalizzato questa riforma e forse essa non era perfetta. Gli riconosco però il coraggio di averla portata avanti.


Non dobbiamo avere paura di innovare e rinnovarci in nome del "va bene come s'è sempre fatto". Questa è colpevole ignavia. Non è saggio affidare il nostro futuro a chi la pensa in questo modo. E nemmeno a chi ha detto no solo per mandare a casa Renzi.


Tutti inneggiano al trionfo della democrazia ma la vera democrazia è che il giudizio su chi ci governa possa venir espresso alle elezioni politiche.


Rispetto il risultato ma non condivido il metodo.


---


Caro Italo, sottoscrivo parola per parola. (c.p.)

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