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Renzi stai sereno! PDF Stampa E-mail
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Giovedì 08 Dicembre 2016 10:16

Lo tsunami del referendum costituzionale si è abbattuto su Renzi e il suo governo, travolgendoli irrimediabilmente – Che fare ora?

di Carlo Patatu

 

Ernesto Calindri (1909-1999), celebre e celebrato uomo di teatro, sosteneva che un grande attore dà prova di sé, non quando entra, ma quando esce di scena.

La frase mi è tornata alla mente ieri sera, quando ho ascoltato parte dell’intervento che il presidente del Consiglio ha svolto frettolosamente dinanzi alla direzione del PD. E dire che Domenica notte mi era piaciuto. Quando, constatata la batosta che gli era stata inflitta dalla valanga dei No e, soprattutto, dalla inattesa ed elevata percentuale dei votanti, si è presentato davanti ai microfoni e, addossandosi ogni responsabilità della sconfitta, ha annunciato l’immediata conclusione della propria avventura governativa.

Il tutto impreziosito da un groppo alla gola quando ha citato la propria famiglia. Il che, in questi casi, conferisce a chi lo prova un surplus di simpatia da parte dell’ascoltatore.

Immediata visita a Mattarella per rimettere il mandato di capo del Governo. Non è escluso che il Presidente gli abbia fatto un rabbuffo per avere dato al mondo, prima che a chi di dovere, l’annuncio delle dimissioni. Ma questo non conta gran che. Un modesto strappo istituzionale e basta.

Ieri, nel discorso fatto ai dirigenti del proprio partito, ha risollevato il capo e ha ipotizzato o un governo con dentro tutti (cosa impossibile, data la situazione in cui ci troviamo), oppure subito al voto. Con un Italicum ormai sconfessato e una legge elettorale per il Senato del tutto disomogenea rispetto a quella della Camera dei Deputati. Il che porterebbe inevitabilmente a maggioranze diverse nei due rami del Parlamento. Conseguenza la ingovernabilità.

Che vuol dire tutto ciò?

Mi pare di capire che Renzi, a questo punto, voglia sbrigarsela con un “ve la siete andati a cercare, quindi arrangiatevi un po’!”. Un ragionamento del genere potrei farlo io, che sono un uomo di strada senza responsabilità di Governo. Non uno come lui, che le responsabilità di governo le ha e porta anche intero l’onere del risultato di domenica scorsa.

Posto che non si può andare a votare con le leggi elettorali vigenti, può un uomo come Renzi permettersi d’ipotizzare, ponendolo come unica alternativa alle urne, un governo con tutti dentro? No, non può farlo. Non deve. Per senso del dovere oltre che per onestà intellettuale.

Il fatto è che al nostro uomo non piace stare nell’ombra e pertanto propone soluzioni inattuabili, nell’illusione, forse, di rientrare nel giro. Che magari lo richiamino in causa come salvatore della patria.

Ecco, questo atteggiamento e questo modo di uscire di scena non mi sono piaciuti. A mio parere, il presidente del Consiglio, rassegnate le dimissioni, dovrebbe mettersi da parte, perché è stato sconfitto di brutto. Dovrebbe stare sereno, placare i bollenti spiriti e passare la mano, lasciar fare ad altri. Un periodo anche lungo di riflessione e un contestuale bagno di umiltà non gli farebbero male. E farebbero bene anche a noi.

Ma, conoscendo il soggetto, sono quasi certo che non lo farà. La qual cosa sarà foriera di nuovi guai: per il Paese e per il PD.

 
Commenti (1)
Renzexit (forse)
1 Giovedì 08 Dicembre 2016 11:53
Ale sini

Il meglio di sé lo ha dato al partito suo...

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