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1949: come eravamo... PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 14 Dicembre 2016 18:10

Lo “Stato delle Anime” nel censimento della parrocchia di S. Matteo - Parte prima

di Claudio Coda

Sotto il campanile.

Il Concilio di Trento del 1563 stabiliva che tutte le parrocchie dovevano tenere i libri sui quali annotare i battesimi, cresime, matrimoni e morte di tutti gli abitanti.

In aggiunta ai quattro, un quinto. Da qui i quinque libri, per annotare lo “Stato delle Anime”: un vero censimento e un seguire, ma anche un controllo, passo dopo passo, la vita dei parrocchiani. La Comunità veniva “fotografata”, diremmo oggi, ogni paio d'anni. Così le annotazioni dei nuclei familiari: padre, madre, numero dei figli, il parentado più prossimo, le case, il numero delle stanze...etc. Ma anche annotazioni di carattere generale e gli appunti venivano aggiornati durante l'impartizione de s'àbba sànta[1].

Questo ragguaglio che propongo (nelle maniera per com'è scritta e che per ragioni di spazio solo una prima parte) è del parroco d'allora don dr. Pietro Dedola[2].

Poiché alcuni vocaboli non sono comprensibili, si evita di darne una personale interpretazione che potrebbe alterare l'interezza del manoscritto.

______

1)- La Parrocchia, dedicata a S. Matteo Apostolo ed Evangelista, faceva parte del Vicariato Foraneo di Ploaghe. Gli abitanti erano in numero di 2.873 e la media annuale dei battezzati, nell'ultimo quinquennio 78; 15 i matrimoni celebrati e 34 i decessi.

2)- Circa 800 vivono abitualmente in campagna, divisi in piccole Frazioni. Gli abitanti sono dediti alla pastorizia ed all'agricoltura e nella maggioranza poveri. Sono circa 21 le località con 225 famiglie, delle quali la più vicine sono quelle della regione “Su Bullòne”. Sono le frazioni sette, più o meno lontane dalla chiesa di San Giuseppe e dal Cimitero, e distano dalla chiesa parrocchiale dai 6 ai 20 km. Si provvede alle necessità spirituali con le visite periodiche del Sacerdote per le funzioni religiose, per l'amministrazione dei Sacramenti, per le Comunioni.

3)- Generalmente quasi tutti i neonati si portano al battesimo prima degli otto giorni;

4)- Vi sono due unioni civili. Nessuna senza alcun vincolo.

5)- Parecchi sono i trasgressori delle santificazioni delle feste e del riposo festivo e le scusanti sono: la lontananza dalla chiesa parrocchiale e la mancanza di manodopera.

6)- Non è consolante la frequenza ai Sacramenti. In media si fanno in certi periodi anche 500 e più comunioni alla settimana. In certi periodi anche meno. Il precetto pasquale è osservato nella media al 50 % dagli uomini e del 90 % delle donne durante l'ottavario annuale di predicazione.

7)- Nelle malattie gravi si ricevono i Sacramenti in tempo opportuno. In quest'ultimo quinquennio morirono senza sacramenti 15 e cioè: 11 per morte improvvisa, 3 per morte violenta, ed 1 per incuria della famiglia. Il viatico[3]si porta spesso in forma semipubblica, e ciò per la poca praticità delle vie ed anche per espresso desiderio dei familiari.

8)- Vi è l'Asilo infantile e si regge come Ente privato sotto l'autorità totalitaria del Presidente Mons. Grixoni. Vi sono le Suore fino ad oggi della Congregazione delle Povere Suore Scolastiche di Notre Dame in numero di 3. Aiutano la Parrocchia nel catechismo e preparano le giovani ed i fanciulli nel canto.

9)- La chiesa Parrocchiale fu consacrata da Mons. Marongio il 16-IX 1888. È sufficiente ai bisogni della popolazione. Ogni anno si provvede alla ripulitura e riparazione del tetto. Frequentemente è di prima necessità la pulitura della volta.

10)- Si è ottenuto soltanto che il Comitato della festa di S. Giovanni faccia ogni anno un po' di ...[4] nella chiesa omonima in sostituzione alla percentuale che pagheranno in... [5]. Dopo l'ultima visita non furono costruiti nuovi altari né furono acquistate nuove statue. Si è restaurata la chiesa di San Giovanni, di S. Giuseppe e di Santa Maria de Aidos.

)- Soltanto sull'altare di S. Agostino si è rimesso il quadro della Vergine di Pompei, già permesso nella precedente visita, e nell'altare dell'Immacolata il quadro di S. Agnese. I crocefissi e le pietre sacre sono secondo le prescrizioni liturgiche, mancano le pietre sacre in due altari del Carmelo per mancanza di mezzi e perché non si celebra quasi mai.

12)- Il tabernacolo del SS. Sacramento corrisponde alle norme del Codice e alle istruzioni della S. Sede. È ben fisso all'altare. La chiave viene conservata secondo le recenti prescrizioni dal parroco.

13)- Contro l'eventualità di attentati sacrileghi vi sono nella chiesa porte solidissime e forti serrature.

14)- Nell'esposizione solenne del SS. Sacramento si osservano sempre le prescrizioni canoniche e dell'Arcivescovo.

15)- La Sacra Specie si rinnovano almeno ogni settimana. Le particole[6] della Comunione sono confezionate dalle Suore del Getsemani nella misura prescritta.

16)- L'Olio Santo si conserva in parrocchia.

17)- Le grate metalliche sono pulite e disinfettate[7]. Esistono decorosi genuflessori per le confessioni degli uomini con crocefisso e tabelle dell'Atto di Dolore. Non c'è posto per fare un confessionale più dignitoso per gli uomini.

18)- So che la Via Crucis è stata canonicamente eretta e non esiste il documento.

19)- Nella Sacrestia c'è il lavabo con ...[8], il genuflessorio e tabelle per la preparazione e ringraziamento della Messa. I messali sono completi. Il rituale è quello dell'Edizione...[9] del 1926.

20)- Nella chiesa e nella sacrestia si mantiene la dovuta nettezza dappertutto.

21)- Vi sono le chiese del Carmelo, di S. Giovanni, di S. Maria de Aidos, di S. Giusta, di S. Maria Maddalena, di S. Giuseppe – filiali della Parrocchia.

22)-L'Archivio ha un armadio ben ordinato.

23)- Nell'Archivio vi sono tutti i libri parrocchiali prescritti; i duplicati vengono regolarmente spediti ogni anno in Curia.

24)- C'è lo Stato delle Anime fatto dal 1937 aggiornato.

25)- Si è in questo quinquennio provveduto al libro delle Cronache Parrocchiali ed è aggiornato.

26)- Il libro dei Battesimi porta le annotazioni delle Cresime e dei Matrimoni.

27)- Vengono regolarmente spedite le notifiche di matrimonio tanto alla parrocchia d'origine come all'Autorità civile.

28)- Gli atti di battesimo cominciano dal 1723; quelli di Cresima, di Matrimonio e di Morte dal 1780.

29)- Gli arredi sacri sono conservati nella sacrestia in convenienti cassetti. Di essi esiste l'inventario.

30)- I paramenti sacri sono di tutti i colori liturgici ed in ottima condizione. La biancheria decente e sufficiente. Si lava con frequenza ed è stirata dalle suore e lavata dai familiari del parroco e dalle suore.

 


[1] Benedizione pasquale delle case.

[2] Parroco dal 1931 al 1951.

[3] Unzione degli infermi / Estrema unzione.

[4] Vocabolo non comprensibile.

[5] Vocabolo non comprensibile.

[6] Ostie.

[7] Riferibile ai confessionali.

[8] Vocabolo non comprensibile.

[9] Vocabolo non comprensibile.

Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Dicembre 2016 09:11
 
Commenti (2)
Status animarum
2 Giovedì 15 Dicembre 2016 22:50
c.coda

È giusta la tua osservazione.


Difatti il sottotitolo porterebbe ad una lettura, ed interpretazione, verso un documento “Status Animarum”, ma nella premessa l'ho indicato come “ragguaglio”. Come un resoconto, un rapporto, una relazione. Scegli tu.


Tanti auguri di Buone Feste Angeli' e, il giorno di Natale, vai a fare la Sancta Communio... altrimenti, un altro Tedde, potrebbe finire nel liber animarum. O verrai richiamato.

Mi pare una relazione da consegnare al vescovo in visita pastorale
1 Mercoledì 14 Dicembre 2016 20:45
Ange de clermont

In genere nello Status Animarum venivano segnate le singole famiglie, ad esempio, "Della famiglia Emme non hanno fatto il precetto i figli maggiori Antonio, Matteo e Giovanni. Padre e madre sì." Oppure "La famiglia Bi non ha fatto il precetto Pasquale, verranno richiamati!"


Dall'esame dei quinque libri delle diocesi centro meridionali, gli Status animarum conservati sono pochissimi in tutte le parrocchie. Nonostante l'obbligo o pochi parroci lo compilavano, vista la delicatezza del caso, o li hanno distrutti giusto nel 1848 a causa delle rivolte, per non rischiare la pelle qualora i laici si fossero introdotti in sacrestia, oppure li hanno bruciati. Fatto sta che i Quinque libri o librorum sono teoricamente 5, ma quasi ovunque si ritrovano in varie lingue a seconda dei periodi in 4.


Alcuni parroci, come raccolto da intervista ad Ossi, Babai Sole, durante la Messa domenicale ammoniva attraverso i fedeli presenti quelli assenti perché adempissero al precetto domenicale.


A me sinceramente questa qui riportata sembra la classica relazione che i parroci dovevano preparare in vista della visita pastorale quinquennale e consegnare al vescovo che poi, prima di recarsi ad Limina Sancti Petri, cioè dal Papa, doveva inserirle nella relatio da consegnare a Roma.


Può anche darsi che questa relazione da te riportata sia stata trascritta anche nel liber status animarum. Del resto il parroco che era presente a Chiaramonti nel 1927 di Giovanni Matteo Tedde ha annotato "Morto rfiutando i sacramenti" e di un altro parente ha scritto "mortem sibi dedit". Queste frasi hanno sapore di Status animarum anche se scritte nel liber sepulturae.

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