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Un monumento all'Alfiere Sardo PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 11 Gennaio 2017 17:51

Combattenti e caduti chiaramontesi nella II e III Guerra d'Indipendenza.

di Claudio Coda

A Torino, in piazza Castello, la statua dell'Alfiere dell'Esercito Sardo, proprio davanti a Palazzo Madama[1].

Realizzata in marmo bianco dallo scultore Vincenzo Vela[2], venne commissionata da cittadini milanesi. Ciò che mosse il sentimento di riconoscenza è, in sintesi, espresso in un documento, inviato alle autorità del Regno di Sardegna, dove si riconoscevano interpreti devoti per l'ammirazione e l'affetto al glorioso Esercito Sardo.

Nelle intenzioni dei donatori, la richiesta che la statua fosse collocata in una piazza simbolo della città sabauda: piazza Castello. Volontà esaudita dopo circa due anni, tant'è che venne inaugurata il 10 aprile del 1859, qualche giorno prima dell'inizio della II Guerra d'Indipendenza[3].

Ai piedi dell'Alfiere è posta la targa: I MILANESI ALL'ESERCITO SARDO IL DI 15 GENNAIO 1857.

La statua, per non pregiudicare ulteriormente la gravità del momento, venne tenuta coperta per due mesi, in quanto i milanesi erano sotto il blocco austriaco. Comunque, storicamente, gli austriaci, la presero come una provocazione e difatti, il 26 aprile del 1859, dichiararono guerra al Regno di Sardegna.

Ebbe inizio così la Seconda Guerra d'Indipendenza e diversi chiaramontesi[4] vi parteciparono (tra parentesi, per alcuni, indico l'età e le generalità):

Accorrà Cossiga Nicolò (ventinove anni); Brundu Francesco Antonio (ventotto anni, figlio di Matteo e Gavina Satta - artigliere medaglia d'argento al valore militare); Budroni Antonio Giovanni (ventiquattro anni, figlio di Francesco e Vittoria Fenu); Carta Cossiga Giuseppe; Carta Cossiga Antonio (ventisei anni, sergente di fanteria medaglia d'argento al valore militare); Carboni Pietro; Casu Giuseppe (segnalato con menzione d'onore); Casu Antonio Vincenzo (ventisei anni); Cossu Francesco Maria (venticinque anni, figlio di Leonardo  e Giovanna Maria Cossiga); Murgia Villa Gavino; Migaleddu Giacomo Salvatore (ventidue anni); Piras Paolo; Puggioni Antonio Vincenzo; Serra Antonio Maria (ventisette anni, figlio di Francesco e Felicia (!?) Carboni); Urgias Giovanni (ventisei anni, caporale di fanteria onorato di menzione d'onore).

Sfortunatamente, nella battaglia di Solferino[5], perse la vita Pietro Sale - appena ventidue anni nel 1859 -figlio di Francesco Sale e Vittoria Fresi di Ardara.

Terza Guerra d'Indipendenza (giugno- agosto 1866).

Nella battaglia di Custoza[6] cadde Andrea Pitoto, ventitre anni, figlio di Andrea e Maria Casu.

Fecero ritorno i seguenti paesani[7]:

Biddau Francesco; Budroni Angelo Maria (ventidue anni); Biddau Cabresu Giuliano (ventisette anni, figlio di Andrea e Vincenza Diaz o Diez); Carboni Pietro (ventiquattro anni, figlio di Giuliano e Giovanna Pani); Carta Alberto (ventiquattro anni -sergente- figlio di Gavino e Andreuccia Migaleddu); Migaleddu Pietro Vincenzo (trent'anni -sergente- figlio di Baldassarre e Sebastiana Capece (!?)); Migaleddu Giovanni Maria (medico); Grixoni Brunu Antonio (venticinque anni, caporale, figlio di Giovanni e Francesca Brunu); Satta Giorgio (ventitre anni, caporale, figlio di Giovanni Maria e Domenica Stincheddu[8]); Soddu Pietro Antonio (ventiquattro anni, figlio di Battista e Angela Meloni).

Nel 1902, per onorare Pietro Sale e Andrea Pitoto, nella Sala Consiliare del Municìpiu 'Ézzu, venne eseguita una pittura murale - un riquadro - dove sono indicati i loro nomi. Nella Sala del Consiglio, di via Brigata Sassari, figurano tra i nomi in un quadro di Mario Paglietti -del 1919- commissionato da Giorgio Falchi (1843-1922).

Anche noi, in maniera meno scenografica di piazza Castello, ma carichi di sentimento, onoriamo tutti gli anni -il 4 novembre- gli Alfieri chiaramontesi dinnanzi al Monumento ai Caduti.

Proprio per non dimenticare.

 


[1] Tra il 1620 al 1720 (circa) è stata residenza della Madama Reale Cristina di Francia duchessa di Savoia e, successivamente, della Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours – L'attuale facciata barocca è del 1720 realizzata su progetto dell'architetto di corte Filippo Juvarra (1678-1736).

[2] Scultore italo svizzero (1822-1891).

[3] Aprile – Luglio 1859 contro gli austro-asburgici.

[4] Elenco ripreso da “CHIARAMONTI – Le cronache di Giorgio Falchi “ di Carlo Patatu, ed. Studium adp 2004, pag. 101.

[5] II Guerra d'Indipendenza, 1859.

[6] Giugno 1866.

[7] Elenco ripreso da “CHIARAMONTI – Le cronache di Giorgio Falchi “ di Carlo Patatu, ed. Studium adp 2004, pag 103.

[8] Nel testo “CHIARAMONTI – Le cronache di Giorgio Falchi “ è indicato come Satta-Uneddu Giorgio, ma nel registro battesimale della parrocchia di San Matteo (c/o Archivio Storico Diocesano ) è Satta-Stincheddu Giorgio. Siamo in presenza di un refuso nell'una o nell'altra ipotesi.

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Gennaio 2017 21:06
 

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