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Mercoledì 25 Gennaio 2017 10:54

1951: cronaca di una giornata particolare

di Claudio Coda

Sfogliando vecchie pagine della rivista “Libertà” - dell'Arcidiocesi di Sassari - e precisamente quella pubblicata il 22 luglio 1951, avevo letto un articolo proposto da don Giovanni Maria Dettori, al tempo vicario economo della San Matteo. La titolarità gli sarà assegnata nell'ottobre seguente.

Il 20 luglio del 1951 -era un venerdì- in paese arrivò l'arcivescovo turritano Arcangelo Mazzotti[1]

per impartire la cresima alla gioventù della frazione di San Giuseppe che, fino al 1988, apparteneva al Comune di Chiaramonti, poi passata al Comune di Erula e quindi sotto la Diocesi di Tempio-Ampurias.

Il tragitto da paese avvenne a cavallo, in un percorso abbastanza disagiato per un presule settantunenne cittadino e, per di più, continentale bresciano. Ma aveva partecipato da giovane, essendo del 1880, alla I Guerra Mondiale e, senza dubbio, qualche ricordo malagevole gli sarà pure rimasto.

Di quella cerimonia, nei documenti depositati all'Archivio Storico Diocesano, si annotava:

Rev.mo Domino Arcangelus Mazzotti confirmavit Su Sassu” die vigesima Juli 1951 in sacello campestri Sancto Josepho dicatos sequentes confirmavit:quadraginta septem pueros (47 ragazzi, n.d.a.) et quadraginta sex puellas” (46 ragazze, n.d.a.).

Del monsignore a casa mia, si conserva e per eredità di famiglia, un quadro-foto dov'è ritratto in tutta la sua pomposità che il titolo gli assegnava e con una dedica autografa, datata 2/IX 1936:

Alle R.R. Suore Vincenziane del Seminario Pont. di Cuglieri benedicendo e raccomandandosi alle loro preghiere - + f. Arcangelo Archiep.“.

Non mi sono mai chiesto perché è qui. Ma rimane e rimarrà qui.

Testo dell'articolo:

“Una giornata di sole per la natura, giornata di luce e di grazia per gli abitanti dei nostri stazzi. Monsignor Arcangelo Mazzotti, volle visitare i figli in attesa preparati nello spirito da due zelanti missionari di S. Vincenzo e da due infaticabili suore di Gesù Crocifisso. Quando lo vedemmo incedere a cavallo accompagnato dal Fratello Padre e da mons. Masia, in un viottolo duro snodandosi tra le macchie di lentischio e rocce nude testimoni secolari di odi e di vendette mi parve un sogno.

“Quella lande abbandonata e desolante sembrava avesse dimenticato il suo lungo silenzio ed il suo martoriante abbandono per abbellirsi di serenità e di speranza nella gioia di quel primo incontro del Pastore con i pastori, venuto a recarvi il canto della rinascita e dell'amore. Fu ad incontrarlo un folto stuolo di cavalieri muniti di bandiere multicolori. E quando arrivò alla chiesetta solitaria, vestita a festa per l'occasione, la folla applaudì non riuscendo a contenere la sua commossa ammirazione.

“La chiesetta fu incapace di raccogliere i numerosissimi fedeli e non tutti poterono suguire la S. Messa celebrata dall'Ecc.mo Presule.

“Notammo con piacere il Sindaco dr Madau, il Brigadiere e i consiglieri Ruiu e Canopoli. Dopo la messa Sua Eccellenza amministrò la Cresima ad uno svariato numero di cresimandi [2] e, recatosi al Cimitero impartì l'assoluzione. Poi l'ospitale casa colonica Solinas- Casu ci accolse per farci gustare il pranzo sontuoso preparato dalla Signora Adelaide in onore dell'illustre ospite.

“Di sera, nuovamente a cavallo per il viaggio di ritorno. Un'intima gioia c'inondava il cuore, anche perché Sua Eccellenza sembrava soddisfatto della sua gita apostolica, la più dura forse, e la più faticosa del suo Apostolato. E noi che ne abbiamo gustato l'intima poesia e ne abbiamo l'eccezzionale portata, mentre da queste colonne vivamente lo ringraziamo insieme a quanti hanno lavorato per la riuscita di questa giornata, non possiamo non rendere pubblico facendolo nostro alla vigilia del suo ventennio, l'ingenuo commento di una spettatrice commossa: “basterebbe questo sacrificio per assicurarle il Paradiso!”

 


[1] Arcivescovo dal 1931 al 1961.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2017 11:40
 

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