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1874 – Notizie in breve da Chiaramonti PDF Stampa E-mail
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Sabato 28 Gennaio 2017 20:07

di Giorgio Falchi


Violento temporale

 

Da un violentissimo temporale verso la metà del mese di Giugno vennero completamente distrutti i seminati esistenti nella così detta vidazzone[1] di Prias.

Questa giunta municipale rivolgevasi a tutte le amministrazioni dell'Isola onde avessero a soccorrere i tanti infelici privi persino del necessario sostentamento. Però soltanto i comuni di Ittiri e di Cabras unitamente alla azienda provinciale di Sassari vennero in soccorso degli sventurati imploranti la carità; mentre invece gli altri non provarono per essi nessun sentimento di pietà.


Costruzione della caserma dei Reali Carabinieri

In seguito alle ripetute istanze fatte da questo comune all'amministrazione provinciale ed al continuo interessamento dell'avvocato Bachisio Madau si poté riuscire ad ottenere la costruzione dell'attuale caserma.

Ma siccome anche il vicino comune di Martis aveva inoltrata la domanda eguale alla nostra, nonché offerto un caseggiato alla provincia in proprietà; perciò si rese necessaria l'offerta da parte di questo comune di lire tremila in danaro, nonché l'area ove nel 1874 un tal edifizio venne costrutto.

 

Cfr. CARLO PATATU, Chiaramonti - Le cronache di Giorgio Falchi, ed. Studium adp, Sassari 2004, pag. 109.

 


[1] Vidazzone: terreno seminato a maggese, oppure a grano, orzo etc.

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2017 20:14
 
Commenti (1)
1892: Deputazione e Municipalità
1 Sabato 28 Gennaio 2017 23:12
c.coda

Nel 1892 la Regia Caserma dei Reali Carabinieri (anno costruz. 1874) ebbe i primi problemi strutturali: infiltrazione dal tetto, poi demolito e ricostruito, umidità dai muri, il muro del pagliaio delle stalle crollante, riparazione delle finestre etc..


I lavori autorizzati dalla Deputazione Provinciale erano stabiliti in £ 400, a fine interventi fu presentato un conto di £ 1.114,95. Già da allora una lievitazione dei prezzi. Come tutt'oggi avviene.


Il Presidente Dep.ne – Abozzi – s'incacchiò di brutto: quasi “un scintillar di moschetti” tra Municipalità e Deputazione Provinciale. Ma si misero d'accordo, poi, per tramite del buon ing.cavalier Cordella -progettista dell'edificio- che mise pace. Quando morì, nel 1917, la Municipalità gli dedicò una via e, chissà perché proprio quella adiacente alla Caserma, ora via Rossini.


Oggi, dopo 125 anni, ci vorrebbe un altro "Ingegnere e Cavaliere" per sbrogliare la matassa. Ci impegneremo ad intitolargli non una via, ma tutto il rione de Lìttu e Carrèla 'e Caserma. Se proprio è necessario.

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