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Lunedì 30 Gennaio 2017 21:01

1927: festa danzante di beneficenza

di Claudio Coda

 

Cronaca di una serata carnevalesca: era il sabato 29 gennaio.

A Chiaramonti si era formato un “Comitato pro erigendo Monumento ai Caduti”. Un po' tutti si erano dati da fare per la raccolta fondi. L'occasione la dette il carnevale del gennaio-febbraio del 1927. Si organizzarono delle serate danzanti dove, a partecipare, furono invitati il fior fiore della gioventù paesana, quella benestante però, e altri invitati dell'alto ceto. Perché il restante paesano era a muccarólu in mànu, ossia abbastanza povero.

, l'intraprendente sig. Giuseppe Bajardo offrì, per tutto il periodo, il suo “villino in via s'Abbadórzu[1] che antistante ha una discesa. Questa, sino agli anni del '60 del novecento, più o meno, costeggiava una fontana con vasca e riconosciuta nella toponomastica d'allora come s'abbadórzu.

L'articolista anonimo definisce l'abitazione dell'anfitrione Peppino come “villino”, ma impropriamente presumo, in quanto non ha spazi privati intorno e la struttura di per se è alquanto modesta, anche se si possono notare -con difficoltà di fantasia- alcune caratteristiche dell'architettura razionalista in voga nel ventennio.

Sfogliando una vecchia -ma tanto vecchia e ingiallita perché novantenne- pagina del quotidiano l'Isola, alcuni passaggi mi sono rimasti difficili nella lettura. Comunque, quanto basta per scorgere l'impegno dei chiaramontesi per un nobile intento: quello di costruire il Monumento ai Caduti.

E festa fu quella sera: tanghi argentini, valzer, mazurche, forse pure charleston per i più arditi/e, tutti al suono di un organetto. In su fóssu 'e funtàna, li davanti, ancora risona l'eco.

Testo: (tra parentesi le parole non interpretate).


Ballo di Beneficenza

È stato organizzato dal Comitato pro Monumento ai Caduti e da altri bravi giovanotti.

La sala allestita artisticamente, sfarzosamente, olezzante di frasche è stata offerta gratis per tutto il carnevale dal sig. Bajardo Giuseppe nel suo villino di via “s'Abbadórzu“.

Vezzose signore, formose signorine gentilmente invitate conferirono al ballo, con la loro presenza dignità e serietà e un'eletta schiera di cavalieri esuberanti di vita, di allegrezza vi sgallettava con i suoi motti vari, scherzosi, solari [...]. Al suono di un organetto, le coppie [...] multicolori [...] s'intrecciarono e Tersicore[2] le accolse. E intanto, fra uno sgambetto e l'altro lo scrigno si riempì, facendo ballare il nostro cassiere sig. Salvatore Cossiga, che adempie con impareggiabile bravura alle sue mansioni. L'incasso netto andrà tutto a beneficio del Monumento ai Caduti che s'inaugurerà nella prossima primavera.

 

Ho impiegato più tempo io, a decodificare questo ritaglio di giornale, che gli organizzatori per i preparativi e l'intero veglione.


[1] Attuale piazzetta di via Porrino.

[2] Musa greca della danza.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Gennaio 2017 21:23
 

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