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Testamento D.na Lucia
Scritto da c.coda   
Martedì 07 Febbraio 2017 10:40

Di donna Lucia Tedde se ne sono dette di cotte e di crude, soprattutto negli ultimi anni. Su di lei hanno raccontato di tutto e di più, ma senza portare documentazioni a sostegno di quanto si andava a narrare.

Tutti hanno ripreso, maneggiato, volteggiato quello che il Manno ha raccontato. Così pure il Casalis , mi pare intorno al 1825/30. La sua, per sentito dire.

Chiariamo subito con una precisazione: il testamento, a favore dei Gesuiti in Ozieri, la nobildonna lo manifestò in data 16 febbraio 1755 (e non 1776 - a quella data era già morta e sepolta - da accertare ancora la date del decesso, ma alcune verifiche documentali lo confermerebbero, ovvero prima del 1776), è redatto dal notajo Joannes Vaca Guiso di Nulvi.

Chi era costui ?

Altro non era che il padrino del nipote (figlio della figlia) del bandito Juan Fajs. Ma forse ancora in più stretta parentela. Da accertare... ma sempre con documenti.

Come si diceva un tempo... "càrta cantàda in cannòne" (come pure l'errore in cui è incorso il Manno, e tutti lo hanno ripreso come se fosse veritiero: la moglie del bandito Fajs era Baingia Unale, e non Chiara).

Ma al tempo, le ricche (solo di beni) chiaramontesi, facevano a gara a battezzare i figli e i nipoti del bandito. Forse con la comparìa, ne acquistavano un servizio. Quello protettivo, e non solo. Oggi ci scandalizzeremmo, allora non più di tanto.

E, a Chiaramonti, " lo fu ".

Negli anni a venire, quelle famiglie, andavano per carrèlas, con la "puzza al naso", ostentando le pretese ossequianti da parte del povero villano (inteso come popolano).

Ma quanto è bella la storia, quella documentale. L'altra, quella "bèntulada", un pochino meno.

 
Questo è un commento di "Lucia Tedde-Delitala, virago[1] anglonese"