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Lo storico sagrestano dei piemontesi
Scritto da Ange de Clermont   
Martedì 14 Febbraio 2017 15:15

Credo che il Manno, lasciandosi trascinare dall'antourage del viceré Rivarolo, che aveva tutto l'interesse a demonizzare al massimo grado il nobilato sardo ereditato dalla Spagna, non abbia fatto un buon servizio a Donna Lucia Delitala-Tedde (non dimentichiamo che l'origine dei Delitala nell'elenco dei nobili stampato nel 1913 dalla Corte figurano di origine chiaramontese, i Grixoni napoletana).

Stessa litania dal Casalis (in ricognizione a Chiaramonti nel 1834, ma studioso di grande scrupolo come rivelano i suoi appunti).

Altro chiarimento che sfugge al Falchi è che eisteva il Collegium dei Gesuiti a Ozieri con tanti alunni che poi andavano a graduarsi presso una delle due università, a questa istituzione Donna Lucia lascia in beni mobili (mofentes) e immobili un patrimonio di diecimila scudi (Cfr. Compagnia di Gesú nel territorio della provincia torinese: memorie storiche / compilate in occasione del primo centenario dalla restaurazione di essa Compagnia dal P. Alessandro Monti. - Chieri : Ghirardi, 1914-. - v. ; 24 cm.). Vedi vol. III in cui è descritto il testamento di Donna Lucia con quanto lascia al Collegio gesuitico di Ozieri.  I tre volumi presso la sala sarda della Biblioteca dei Beni culturali-Ospedale Civile del Varesini in PIazza Fiume- (già detta universitaria, diretta dalla dr. Panzino figlia del noto giornalista cattolico e della celebre pittrice Liliana Cano).

Altra osservazione, per citare donne abili a cavalcare non occorre andare lontano perché Andreuccia Busellu-Lezzeri e la di lei figlia Anna Lezzeri-Busellu, vengono ricordate dalla memoria locale come donne ottime cavallerizze e nella corsa capaci di spararti con precisione senza lasciarti il tempo di un segno di croce. Non metto la mano sul fuoco anche le dicerie vanno vagliate! E chissà quante altre donne claramontane sapevano cavalcando spedirti in Cielo o all'Inferno.

Per ora, ultima osservazione: attendiamo con ansia le carte, o meglio il libro documentato della pluridottoressa Maria Antonietta Solinas e del suo prof. Giuseppe Mele (esperto di nobiltà tempiese) magari dal titolo Banditi a Chiaramonti nel Settecento, già perché a quanto pare il Rivarolo fece questo dono alla nobile Donna Lucia con i proposti cinque anni di esilio, ridotti poi a due.

Mi guarderei anche dalla storia documentata, i documenti, infatti, possono nascondere macroscopiche falsità accanto ad alcune verità e bisogna vagliarli, pesarli e saperli leggere in un contesto. D'altra parte il documento viene letto e interpretato dallo storico che ideologicamente potrebbe essere bianco, rosso, verde o grigio.

Per concludere,la storia "vera" è quella che vede Nonnoi, noi tentiamo di ricostruire come possiamo la storia degli storici e le loro verità o falsità. Indubbiamente questo personaggio va collocato anche nell'illecito cotrabbando che vide i Tedde contro i Tedde in quel momento storico contrassegnato per dieci anni dalla presenza degli Austriaci, degli Spagnoli e poi dai Piemontesi.

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Grazie per le precisazioni e integrazioni, puntuali e documentate. (c.p.)

 
Questo è un commento di "Lucia Tedde-Delitala, virago[1] anglonese"