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Addio, mia cara Calipso PDF Stampa E-mail
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Domenica 12 Marzo 2017 13:53

Ho venduto la barca a vela - Con dispiacere e tanta malinconia: me lo ha imposto l’età, che non fa sconti a nessuno

di Carlo Patatu

Ho venduto Calipso, la mia barca a vela. L’ho fatto dopo lunga e sofferta meditazione. L’ho fatto con dispiacere, convinto di avere preso la decisione giusta. La vecchiaia è carogna, si dice in giro. Con questa ho dovuto fare i conti. E mi sono arreso.

L’avevo acquistata, di seconda mano ovviamente, nella Primavera 1990. Cogliendo un’occasione propizia. Era l’epoca dei sequestri di persona in Sardegna e il proprietario della barca, una Dufour 1800 di otto metri (4 posti letto, bagno, cucina e due lavandini), aveva deciso di non tornare da Milano nella nostra isola, angosciato dall’idea di dover trascorrere qualche notte all’addiaccio nel Supramonte di Orgosolo. Perciò l’aveva messa in vendita a un prezzo interessante.

Conseguita la patente, con l’abilitazione a navigare oltre le sei miglia nautiche dalla costa, ho fruito di un ormeggio stabile prima a Palau e poi a La Maddalena. A bordo di Calipso ho navigato per le isole dell’arcipelago maddalenino e i siti più gettonati della costa che va da Santa Teresa di Gallura a Porto Cervo.

In compagnia più spesso dei miei figli Giovanni e Wladimiro (allora studenti liceali) in veste di prodieri, mi sono divertito a veleggiare, soprattutto d’inverno, tenendo salda la barra del timone e non mancando di provare più di una emozione e qualche strizza quando il mare, in condizioni rassicuranti alla partenza, si era poi ingrossato, battuto dal Maestrale che spadroneggia nell’Arcipelago.

Ho avuto così la possibilità di trascorrere giornate favolose in cale e spiagge fra le più belle: Cala Napoletana, Cala Coticcio, Cala Brigantina, Cala Portese e Cala Serena a Caprera; Cala Corsara, Cala Granara, Cala Soraya, Cala Connari e Cala Ferrigno a Spargi; la Spiaggia Rosa di Budelli; la baia di Santa Maria; il Porto della Madonna, una laguna dai colori straordinari delimitata dalle isole di Budelli, Razzoli e Santa Maria; Cala di Villamarina, Al Pesce, La Fumata e Ciaccareddu a Santo Stefano. E mi fermo qui.

Poi, nel 1995, è venuto a mancare Giovanni. Quindi, trovandosi Wladimiro a Torino per il corso di laurea al Politecnico, le veleggiate invernali si sono ridotte al lumicino. La uscite in barca, da allora in poi, si sono concentrate prevalentemente nelle stagioni primaverile ed estiva.

Grande soddisfazione mi ha procurato navigare con i nipotini Giovanni e Carla. Che, come i loro genitori Wladimiro e Stefania, si sono subito innamorati della barca, provando gusto ad andare per mare. Mentre loro facevano il bagno nell’acqua limpida di spiagge splendide, io mi occupavo prevalentemente della cucina, preparando saporiti e monumentali piatti di pastasciutta o friggendo i pescetti che riuscivano a pescare.

Ma il tempo passa. Anche quando si va per mare. E, col trascorrere degli anni, si accumulano gli acciacchi e quant’altro. Insomma, mi sono dovuto arrendere. Governare una barca a vela comporta necessariamente fatica e sforzi che la mia schiena non è in grado di sopportare, oltre che un’agilità ormai non più all’altezza della situazione.

Da qui la decisione di cedere Calipso. Lo ripeto: con dispiacere e tanta, tanta malinconia. Ma con altrettanta gratitudine per le ore meravigliose che vi ho trascorso a bordo.

 

 
Commenti (1)
Anche le cose più belle porta via il tempo
1 Martedì 14 Marzo 2017 12:23
Ange de Clermont

Un'esperienza davvero esaltante quella vissuta da Carlo. è come se l'avessimo vissuta noi e ce ne rallegriamo.


Tutte le cose belle, purtroppo, passano, anche se restano ancorate al cuore tra la nostalgia e il rimpianto, un po' come le navi alla fonda.


Sia i figli sia i nipoti porteranno nel cuore per sempre questa bella esperienza di un padre e nonno che osa sfidare le onde e il vento. Ognuno di noi ha avuto esperienze fascinose, chi in mare, chi per terra, chi in itinerari spirituali. Sono tutti doni che il Cielo ci dona in mezzo ai marosi dell'esistenza.


Colmi la nostalgia il ricordo di quei giorni belli!


Ange de Clermont

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