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Eolico: il commento di un esperto PDF Stampa E-mail
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Scritto da Vladimiro Patatu   
Lunedì 09 Giugno 2008 22:00
di Bruno Manca
Pubblichiamo un secondo intervento dell'Ing. Bruno Manca, in relazione al nostro ultimo articolo sull'impianto Eolico che verrà installato nel territorio del nostro paese. E' doveroso informare i nostri lettori che che il suo intervento ci è pervenuto subito dopo la pubblicazione dell'articolo e che di conseguenza abbiamo fatto le opportune correzioni. Pubblichiamo l'intervento in ritardo a causa di nostri problemi organizzativi.
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Premettendo che

  • è quantomeno giusto e doveroso fare i conti in tasca a chi vuole sfruttare il territorio per operazioni che per quanto benefiche per l'ambiente sono pur sempre operazioni finanziarie;
  • se non ci fosse il tornaconto economico nessuno si sognerebbe di investire un Euro per l'ambiente ...tutto purtroppo è mosso dal Dio denaro;
  • nessuno mi paga per mettere il naso in questi conti, ma solo la voglia di capire fino in fondo la verità ... ;
  • cito solo fonti ufficiali e attendibili, documenti che sono pubblici ed è possibile consultare per verificare le cose che scrivo;

vorrei fare alcune osservazioni veloci su delle grossolane affermazioni riportate nel vostro articolo “Parco eolico: la gatta frettolosa partorisce gattini ciechi” e che non rendono giustizia alla verità dei fatti, e che riporto di seguito.

Prima affermazione: " ... Inoltre c'è da dire che l'Italia, coi certificati verdi, liquida € 200,00/Mw, mentre nel resto d'Europa la media è di € 80,00/Mw ...."

A parte la confusione (anche in articoli precedenti) tra Potenza ed Energia, MW e MWh, non so da chi avete avuto questi dati, però il valore indicato è quasi il doppio rispetto a quello reale di 112,88 €/MWh stabilito per il 2008 (vedi questo post nel mio blog), e non ha mai superato i 144,23 €/MWh. Come infatti si può verificare sul sito del Mercato Elettrico, l'unico ufficile e che ha i dati corretti e aggiornati (visto che gestisce la Borsa Elettrica) il valore dei certificati verdi negli ultimi 3 anni trascorsi è quello in tabella:



Seconda affermazione: “...Mediamente, dalla vendita dell'energia elettrica prodotta dalle turbine a vento si ricavano € 0,175/Kwh ...”

Questo valore non può essere il ricavo della vendita dell'Energia Elettrica prodotta, ma è quello totale comprensivo dei certificati verdi e che si ottiene solo per il periodo di validità dei certificati verdi (15 anni).
Bisogna sviscerarlo e chiarire bene da cosa è composto. Ci sono due voci di guadagno:

 

  1. la vendita dell'Energia al Gestore del Sistema Elettrico;
  2. I certificati verdi;

€ 0,175/Kwh non può essere il ricavato dalla vendita dell'Energia Elettrica. Infatti, controllando su una qualsiasi bolletta elettrica per utenza domestica si può verificare facilmente che il valore che noi paghiamo (a seconda delle fasce orarie e del contratto) è mediamente inferiore a quel valore. Quindi come può il gestore del sistema elettrico (GSE) pagare ai produttori una tale cifra se poi la deve rivendere ai distributori i quali la rivendono a noi con un cospiquo aumento di prezzo?

Il prezzo di vendita dell'Energia è stabilito dalla Delibera ARG/elt 24/08 "Criteri per la definizione del valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica di cui all’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 387/03 (cioè quella prodotta dagli impianti eolici) dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas nell'allegato A che può essere consultato qui.

Il prezzo medio di cessione dell'Energia Elettrica (cioè quella prodotta dagli impianti eolici) nel 2007 è stato di 0.067€/kWh cioè 2,6 volte inferiore a 0,175€/kWh...

Quindi, stando così le cose, il produttore prende:

  • 0.067 €/kWh che è il prezzo di vendita dell'energia al GSE
  • 0.11288 €/kWh (per i primi 15 anni) per i certificati verdi che gli servono per ripagarsi di una tecnologia che allo stato attuale non è competitiva con gli impianti che vanno a combustibili fossili

Avremo pertanto un totale di 0,17988 €/kWh per i primi 15 anni, e 0.067 €/kWh per la restante vita dell'impianto.

Grazie ai certificati verdi, i produttori riescono quindi a ripagarsi gli impianti in pochi anni, ma non dimentichiamo che dopo i 15 anni devono far fronte ai crescenti costi di manutenzione con il solo introito della vendita dell'Energia.
In sostanza bisognerebbe entrare più in merito a queste cifre per capire di quant'è il loro effettivo margine di guadagno...

Ricordo che i certificati verdi in soldoni sono pagati dai produttori di Energia da fonti non rinnovabili, i quali hanno l'obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale, nell'anno successivo, una quota prodotta da impianti da fonti rinnovabili. (vedi legge Bersani). La legge obbliga ogni produttore o importatore di energia a usare fonti rinnovabili per il 2% (percentuale che è in continua crescita) della propria produzione. Il produttore "non rinnovabile" acquista, presso la borsa gestita da GSE, i certificati verdi che gli occorrono per raggiungere la soglia del 2% della propria produzione.

Terza affermazione: "... aggiungiamo che, per legge, l'Enel ha l'obbligo di acquistare tutta l'energia prodotta ..."

Da quando è partita la liberalizzazione del mercato dell'Energia (vedi legge Bersani), l'Enel è diventata una dei tanti soggetti del Mercato Elettrico. L'unico riferimento al riguardo è il Gestore dei Sistemi Elettrici (GSE, per maggiori dettagli, vedi il loro sito). Non è più l’ENEL che acquista l'energia, ma il GSE.
Come si può notare dal tipo di delibere, il mondo del Mercato dell'Energia è molto complesso, richiede molta competenza, e non ci si può avventurare a dare cifre a cuor leggero senza cognizione di causa.
Per alcuni aspetti rimane oscuro anche a me, e ritengo che alcuni meccanismi siano solo per addetti ai lavori che mangiano pane e delibere tutti i giorni...

Sempre nell'interesse e nella consapevolezza di voler costruire un mondo migliore con le fonti rinnovabili senza vincoli di opinione, spero di aver chiarito almeno qualche piccolo aspetto della questione.

Ricordo inoltre che tutti noi con le nostre piccole decisioni quotidiane possiamo cambiare le sorti del nostro futuro energetico. Ad esempio, da luglio 2007 ogni singola famiglia può decidere un fornitore di Energia Elettrica diverso da ENEL. Ce ne sono tanti sul mercato. Io ad esempio ho scelto un fornitore che mi vende solo energia rinnovabile, ed anche se non risparmio più di tanto rispetto alla bolletta tradizionale sono comunque contento per la scelta consapevole per il futuro dei nostri figli (la frase è ricorrente lo so, ma è quantomai vera!).
Più siamo ad acquistare e più c'è richiesta di impianti di questo tipo e più i costi si abbattono e diventano competitivi con le fonti tradizionali...

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Gennaio 2011 21:18
 

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