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Il paese che non c’è più PDF Stampa E-mail
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Giovedì 06 Aprile 2017 18:46

Il 29 Aprile, a Chiaramonti, Carlo Patatu presenterà il suo ultimo libro

 

Chiaramonti com’era e com’è. Ma soprattutto com’era.

In che periodo? Poco meno di una settantina di anni fa, quando l’autore era un bambino che si avviava a varcare il confine della stagione burrascosa dell’adolescenza. Poi la giovinezza.

Questo vuole essere l’ultimo libro che Carlo Patatu presenterà ufficialmente al pubblico Sabato 29 Aprile prossimo, con inizio alle ore 18:00, nella sala del Consiglio Comunale a Chiaramonti, in via Brigata Sassari.

Il volume, che l’autore offrirà in omaggio ai partecipanti all’evento, è edito da Grafiche EsseGi di Perfugas sotto il patrocinio del Lions Club Castelsardo. La prefazione è di Luisella Budroni e la presentazione di Antonio Portas, presidente del sodalizio castellanese nell’annata sociale 2015/16.

La manifestazione, condotta dal cerimoniere dei Lions Antonio Portas, prevede gli interventi di Marco Pischedda e Maria Antonietta Solinas, rispettivamente sindaco e assessore alla Cultura del Comune di Chiaramonti. Seguiranno le relazioni di Andrea Corso, presidente del Lions Club Castelsardo, Luisella Budroni, autrice della prefazione, e di Silverio Forteleoni, curatore della grafica del libro.

L’autore, nel camminare a piedi per le stradine del centro storico, con la memoria ripercorre a ritroso storie, avvenimenti e personaggi che in quei luoghi, oggi così diversi da ieri, si sono succeduti in quegli anni ormai lontani. E così compaiono figure anche mitiche che il tempo ha pressoché cancellato e quadretti di vita quotidiana ormai impalliditi dal passare degli anni e dalla carica di polvere che vi si è accumulata.

Per gli anziani è un po’ una rivisitazione di tempi e luoghi ormai vivi soltanto nei ricordi; per i giovani si tratta di scoprire cose incredibili e apprendere vicende che oggi appaiono difficili persino da immaginare. Ma che, invece, fanno parte della nostra storia. E delle quali noi siamo figli. Siamo quelli che siamo anche perché quei fatti sono accaduti realmente e anche su quegli eventi abbiamo costruito le nostre esperienze formative, la nostra personalità.

Il volume è di quasi 400 pagine e, in appendice, contiene il censimento degli esercizi commerciali e artigiani del paese nel 1927 e un elenco (non completo) dei soprannomi in uso nel passato in questo paese; ma un po’ anche adesso.

L’invito a partecipare è esteso a tutti.

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Aprile 2017 19:49
 

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