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Domenica 23 Aprile 2017 12:44

1926: disattesa l'aggiudicazione dell'appalto

di Claudio Coda

Da casa mia, in rione San Giovanni, ho sempre osservato, dal sopraelevato, il sito de Funtàna Nòa e mi chiedevo della data di costruzione. Mi riferisco al lavatoio coperto.

Dopo varie ricerche ecco alcuni indizi, riferibili però all'appalto e, da subito, furono “acque agitate”. Male è iniziato, e male è finito: infatti da decenni è “sprofondato” tra le sue macerie cementizie per mancata manutenzione. Oramai coperto dalla vegetazione, non ci ricordiamo neppure che è mai esistito.

Con buona pace delle abitudini chiaramontesi: màle a mòrrere!

Nel 1926 -10 giugno- vennero aggiudicati i lavori a Salvatore […] per un importo di lire 103.251,17 (all'incirca, rivalutati, 80.000 euro dell'oggi) e l'aggiudicante avrebbe dovuto versare una cauzione di 3.000 lire (2.300 euro).

Era la prima opera importante del Ventennio chiaramontese; ma, nonostante la regolarità della procedura, l'impresario “sparì” dalla commessa, tanto meno si presentò alla firma del contratto e di seguito corrispondere la garanzia. Il Commissario Prefettizio sollecitò, per qualche mese, ma inutilmente, a norma delle disposizioni vigenti per gli appalti e dal Provveditorato delle Opere Pubbliche arrivò la nullità dell'appalto.

Tutto da capo e chissà quando.

Nel contempo, la popolazione, nonché le dirette interessate -le donne- che vedevano quest'opera come manna dal cielo perché le riparava dalla pioggia, in inverno, e dal sole estivo e, per di più, avrebbero smesso di lavare i panni nella vasca comune, panni di ammalati, così pure biancheria insozzata, fu grande delusione. Continuarono ad utilizzare la vecchia vasca lì presente e quella de Funtanèddha, forse per qualche anno ancora, in attesa che il Provveditorato delle Opere Pubbliche in Sardegna, autorizzasse la modifica dei prezzi e l'eventuale assegnazione diretta a nuova impresa.

Quasi per invidia, per stare nel vicinato, a Martis e da diversi anni, hanno restaurato il lavatoio pubblico costruito nel 1931.

Su una pietra inclinata le iniziali V.C., quelle dell'appaltatore: Vincenzo Cogoni.

 

Le fotografie sono dell'autore, che ringraziamo.

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Aprile 2017 12:50
 

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