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Venerdì 05 Maggio 2017 00:00

1926: Giagu, il futuro campione sardo, vince la gara

di Claudio Coda

In occasione del 100° Giro d'Italia, eccone uno, con dovuto distinguo, organizzato nell'estate di novantuno anni fa: la “Ploaghe-Chiaramonti” e ritorno.

I ploaghesi, per la bicicletta, hanno sempre avuto una grande passione, di cui si narrano e si scrivono molteplici manifestazioni. Ma anche i chiaramontesi non da meno.

Eccone una per un “giretto tutto nostro” e... immaginiamolo in rosa!

Sintesi di un evento[1]

Il Club Sportivo Ploaghese (C.S.P) organizza una corsa ciclistica per la domenica del 3 agosto 1926. Numerosi gli iscritti, tra l'altro anche diversi che avevano partecipato al Giro dell'Anglona, disputato nel giugno precedente e vinto da Giagu, campione sardo, dell'Unione Sportiva Pattadese (U.S.P.).

A Ploaghe, già dalla mattinata, un rombo di motori di motociclette. La giuria, su moto Indian Scout - di fabbrica americana con motore bicilindrico a V di 596 cm3 messe a disposizione dai signori Giovannino Isgrò e Ciccio Camboni (quest'ultimo, per cognome, immagino ploaghese).

Alle 16.00 tutti in corso Spano per la partenza, prevista per le 16.30. Partiti sono! Come diremmo noi.

Già all'uscita di Ploaghe, nella prima salita, vede in vantaggio il gruppo guidato da Giagu. A seguire gli altri, ma da subito il corridore ploaghese Mulas scende dalla bici per sistemare la catena. Si prosegue davanti alla tenuta dei Pirastru e la velocità media è di 40 km/h. Un buon passo. Il corridore Ico Brundu, idolo delle due ruote ploaghese, passa, con uno scatto, in vantaggio e con Giagu distanziano di parecchio gli altri nel tratto vicino al monte Limpidu. La strada è pessima, il manto era in brecciolino provoca un'andatura rallentata.

Al ponte, la motocicletta Indian della giuria, li supera per controllare il percorso, ma alle prime curve un gregge, in mezzo alla strada, ne impedisce il passaggio e, nonostante il pastore cerchi di truvàrle, quelle fanno a modo loro. Fermi Giagu e Brundu.

Intanto arrivano i ciclisti Simula (libero) e Polo (U.S.P.). Liberata la strada, ripartono i garretti di Giagu e Ico Brundu ma, a quest'ultimo, nella salita Scala Lampada, arriva la sventura di bucare: fermo!

Giagu “scappa”, distanziandolo di circa un km e tutto in solitudine entra in Chiaramonti accolto da una grande folla plaudente e vociante a s'Istradòne e dai signori Baiardo e Murruzzulu, appartenenti all'organizzazione della gara. Neanche il tempo di cogliere l'entusiasmo del paese, l'antesignano Fabio Aru riparte e, nella discesa de Bilìu, a velocità sostenuta, incontra il corridore Sechi appiedato e supplicante a chiedere agli spettatori e compagni, una chiave inglese.

Nel percorso, contadini e pastori, abbandonati i propri tancati, salutano con urla di incoraggiamento e alla maniera fascista. Sempre in testa il pattadese Giagu, seguito, ma in leggero ritardo per aver incontrato un cavallo in mezzo alla strada, da Simula e Polo. Nell'ultima salita, all'ingresso di Ploaghe, una gran folla attende il loro beniamino -Ico Brundu- e numerosi i pattadesi per Giagu il quale taglia il traguardo alle ore 17.05.

A seguire: 2° Piliu (U.S.P.) - 3° Simula (libero) – 4° Polo (U.S.P.) - 5° Ico Brundu (C.S.P.) - 6° Musio (Milizia ferroviaria) – 7° Mulas Giovanni (C.S.P.) - 8° Francesco Sechi (C.S.P.).

Ritirati: G.M. Sini (C.S.P.). Forfait di Franceschino Tedde e Nino Montesu.

Il premio: una grande bicchierata offerta dal Club ploaghese nei locali del Circolo della Lettura, messo a disposizione del signor Vincenzo Pulina.

 


[1] Da archivio privato dell'autore.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Maggio 2017 21:45
 

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