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Una solennità de Sàntu Juànne nel tempo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 23 Giugno 2017 09:21

A Chiaramonti, festa paesana degli anni '30 del novecento e ragazzo salvo, per miracolo.

di Claudio Coda

Cronaca breve di una circostanza.

Era una domenica, il 24 giugno del 1934, e in paese si festeggiava san Giovanni Battista, martire e protettore.

Il comitato - formato da sos oberàjos[1] Giuseppe Migaleddu, Antonio Piras e Salvatore Pulina - aveva predisposto un ricco programma per l'occasione. La solenne celebrazione religiosa venne tenuta nella chiesa parrocchiale perché la chiesetta -de Sàntu Juànne- non poteva contenere tutti e non aveva un ambone per ascoltare il valido oratore -mons. prof. Paolo Cannas, canonico della primaziale di Sassari- che il parroco, don Pietro Dedola, aveva invitato.

A conclusione delle solennità, vennero comunicati i nominativi de su comitàdu[2] dell'anno successivo, così costituito: Pietro Vincenzo Budroni, Francesco Denanni e Gavino Soddu di Gavino.

L'attesa preminente era per il pomeriggio, per le manifestazioni civili in programma: corsa podistica, corsa ciclistica e albero della cuccagna.

La podistica si sviluppava per 3 km e otto i concorrenti al via. A vincere fu il martese Paolino Debidda; secondo, Giovanni Andrea Pisanu, chiaramontese. Altri due, Montesu e Mannu, sempre paesani, a tre-quarti della corsa, si ritirarono.

Il coinvolgimento superiore, comunque, per la corsa ciclistica, che richiamò una folla dai paesi circostanti. Pure da Ozieri. Il percorso, lungo all'incirca 6 km - dàe sa Traèssa[3] a Spurulò[4] - fu fatto per sei volte, su e giù, per un totale di 36 km. Dei 14 partecipanti, solo quattro arrivarono al traguardo: 1°) il ploaghese Sebastiano Pirastru e 60 £ in palio; 2°) Giuseppe Decherchi, sassarese, e 30 £ ; 3°) Peppino Sechi, nulvese, e 20 £ ; 4°) Antonio Cantara, ozierese, e 10 £.

Nessun chiaramontese arrivò in finale, per problemi tecnici o perché ritirati, già dal primo giro. Alcuna notizia, invece, su la prova dell'albero della cuccagna, inserito in programma.

Grande fu l'allegria tra i paesani, con qualche cicchettàda[5] di troppo nei bottighìnos[6], ma tutti entro i limiti consentiti dall'ordine pubblico, seguito dai Reali Carabinieri.

Durante quella settimana sono stati tenuti altri incontri liturgici: rito del Corpus Domini e, in contemporanea, la festa del Santissimo Sacramento e delle Anime.

Ad animare i devoti, l'intervento oratorio del Canonico Damiano Filia -Vicario generale della Diocesi turritana- e una solenne processione, per tutto l'abitato, con l'esposizione del Santissimo. Ad accompagnare:  in apertura una cavalcata, composta da quaranta cavalieri; a seguire, sas cunfrarìas[7]; i Balilla e le Piccole Italiane, perfettamente inquadrate, e l'intera popolazione.

Ma quella settimana fu animata anche da un incidente accaduto ad un ragazzo -capo squadra dei Balilla: Giacomo Murgia -di Gavino- che, mentre si trovava in su Pàris de Cunvéntu, a far istruzione militare con altri coetanei, si allontanò, autorizzato, a far visita al nonno Francesco-Chìccu Cossiga, nella campagna  vicino, in regione Màtta 'e Suérzu[8].

Al rientro in abitato, provò a risalire per una scorciatoia posta su parete rocciosa e mal glie ne incolse: scivolò rovinosamente giù, procurandosi una contusione facciale, escoriazione sanguinante a braccia e gambe. Avvertiti i parenti, fu soccorso dal dott. Marcellino che lo curò nell'immediato e gli assegnò dieci giorni di cura.

Meno male, perché quel dirupo, ancora oggi, affrontarlo è piuttosto ardito. Comunque i festeggiamenti della settimana non vennero minimamente turbati dall'accaduto, che poteva finire in modo assai tragico. In paese ritennero che il Santissimo, le Anime del Purgatorio o forse Sàntu Juànne fornirono un celestiale paracadute al Balilla decenne Inzàmu[9] Murgia.

A tutti i Giovanni, buona ricorrenza!

 

Le foto sono dell'autore, che ringraziamo.

 



[1] I membri del comitato.

[2] Il comitato.

[3] Crocevia per Chiaramonti - Ploaghe crocevia per Chiaramonti - Ploaghe - Ozieri. - Ozieri.

[4] Località tra Chiaramonti-Martis.

[5] Bevuta.

[6] Bettole.

[7] Le confraternite.

[8] Vegetazione di sugherete.

[9] Giacomo.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Giugno 2017 00:02
 
Commenti (2)
San Giovanni Battista, san Giovanni Battista!
2 Martedì 27 Giugno 2017 17:18
c.coda

A Salvatore, che ringrazio.


Nell'annotazione -assai consunta e quasi illeggibile di un vecchio diario- dell'avvenimento, si menzionava San Giovanni evangelista (martire a parte) e non San Giovanni Battista com'è nella storia religiosa di paese. Chi la raccontava non ha tenuto conto, casualmente, della sostanziale differenza tra il Giovanni Battista -cugino di Gesù e martire- e l'altro Giovanni Evangelista Apostolo e longevo. Ed io, nel leggerla, non ho colto la differenza, ma che l'annotatore voleva senz'altro intendere.


Me l'ha fatto notare il tuo parente ploaghese Giommaria Pulina, sempre molto accorto, che, su pagina Fb di Carlo, mi ha accennato del fatto. Al quale ho prontamente dato una lettura con precise didascalia e, poiché impegnato fuori sede, non ho potuto chiedere -a chi mi ospita- parziale miglioria del testo. Aggiungo una nota, ma del quale avrai già osservato: il terzo oberàju è tal Salvatore Pulina, che immagino sia tuo nonno materno e del quale tu ne porti il nome.


Sperando di non incorrere in altro equivoco, salutoni !


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Autorizzati dall'autore, abbiamo provveduto ad apportare al testo originale la dovuta correzione. Battista, quindi, non Evangelista.


In effetti, Salvatore Pulina era il nostro nonno materno. Grazie. (c.p.)

San Giovanni Evangelista o Battista
1 Martedì 27 Giugno 2017 11:36
Tore Patatu

Come mai quell'anno hanno festeggiato san Giovanni Evangelista, che, tra l'altro, non era martire, ma apostolo, oltre che evangelista, che morì di morte naturale, alla veneranda età di 100 anni o giù di lì, e non san Giovanni Battista martire, come sempre hanno fatto a Chiaramonti?


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Giriamo la domanda all'autore del pezzo. Che non mancherà di chiarire la questione. (c.p.)

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