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…e il quarto giorno risuscitò… PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Domenica 02 Luglio 2017 23:44

Riprendiamo a dialogare dopo quattro giorni di silenzio. Un silenzio forzato, da addebitare esclusivamente a una disfunzione del servizio ADSL fornito da Tim (o Telecom che dir si voglia) da queste parti.

Da Giovedì scorso in poi, i clienti privati non avevano più accesso a internet. Servizio di cui, invece, hanno continuato a fruire regolarmente i clienti business.

La ragione?

Un guasto alla rete ADSL nella sua zona e che i nostri tecnici sono impegnati a ripristinare. Ci scusiamo del disagio”. Così ci ha ripetuto fino alla noia il risponditore del 187.

Ringraziamo per la tempestività dell’informazione e per il tono cortese con cui ci veniva di giorno in giorno fornita. Ma, a pensarci bene, ci sembrano troppi quattro giorni per rimediare a un guasto. Ancorché grave.

A noi è parso un tempo biblico, tenuto conto dei progressi straordinari fatti dalla tecnologia. Soprattutto negli ultimi anni. Vero è che più si è tecnologici e più si è fragili, perché esposti a mille e una malesorti. Che vanno dagli inconvenienti tecnici a quei burloni di hackers dislocati in ogni dove. Come pure ai disastri che gli agenti atmosferici (leggi fulmini) possono provocare agli apparati sofisticati che sovrintendono al funzionamento della rete internet.

E così neppure i tre giorni evangelici sono stati sufficienti a risuscitare il web in casa nostra. Ce ne sono voluti ben quattro di giorni. Infatti l’auspicata resurrezione si è compiuta nel primo pomeriggio di oggi. Guarda caso, di Domenica.

Tutto è bene quel che finisce bene.

 
Commenti (1)
All'assalto, dunque!
1 Lunedì 03 Luglio 2017 07:32
c.coda

Mi viene in mente un'inefficienza, e conseguente incazzatura e forte protesta dei chiaramontesi che, nel 1926, posero in atto per difficoltà del servizio postale.


Un acuto chiaramontese se ne lamentò pubblicamente, annotando l'accaduto, e, se lo leggiamo nell'oggi, interpretando la sua immaginaria visione del futuro, pare un “avanguardista” di quanto, in termini di notizie, avverrà all'incirca 70 anni dopo con l'Web che, stando seduti a tavola, le notizie ci corrono, o meglio ci dovrebbero correre sopra, tra una pietanza e l'altra, in h24. Non fosse altro, perché ne sosteniamo il costo.


E il tal dei tali così annotò: [ “ ...la nostra bizzarria corre attimi di feconda fantasia e quello che sarà il fuorilegge Chiaramonti fra mille anni, nell'avvenire, quando la radio sarà un ricordo lontano, e lo vediamo sorvolato da macchine aeree postali mentre il pacifico abitante nella comodità della sua abitazione riceve assiso a pranzo la corrispondenza puntualmente in risposta a quella che lui ha impostato mezz'ora prima. Tutto va sa sé; ma non appena apriamo gli occhi sulle nostre casupole riprendendoci bruscamente dalle allucinazioni che ci portava nel regno dei sogni ripensando alle nostre condizioni postali, diciamo e noi stessi: lasciamo gli scherzi e veniamo al sodo, alla cruda realtà. È un'indecenza che oggi la nostra corrispondenza, da e per Sassari, impieghi ben 36 ore. Tanto non occorre da Sassari a Torino, su di un percorso di circa 1000 km. Chiaramonti, che per la sua posizione viene tagliato fuori dal consorzio civile...].


Eleviamo le nostre proteste e incavolature come fecero i paesani nel 1926, trascinati dal sagace "tal dei tali", ottenendo i dovuti risultati. All'assalto, dunque!

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