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1917: Chiaramonti, Scioglimento della Società Cooperativa in grano PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 05 Luglio 2017 13:07

di Giorgio Falchi


Nel 25 Marzo del 1917 venne sciolta la Società Cooperativa in grano, stata fondata in questo comune nel 5 Giugno del 1898 col solo intendimento di beneficare i soci bisognosi.

Un tale scioglimento, oltre di andar dovuto a non pochi associati, che

quali debitori principali o come fidejussori non si presero cura di far onore agl’impegni contratti verso la Società, viemaggiormente dovrà essere attribuito al presidente della stessa (...); giacché per negligenza colposa o per partito preso trascurò mai sempre la riscossione del grano e non costrinse i debitori ad effettuare i dovuti pagamenti; forse per poterli avere più accondiscendenti ai suoi voleri nell’epoca dell’elezioni amministrative e politiche.

Senonché l’avvenuto scioglimento produsse nella condizione economica della classe povera; essendo per sempre niegato nel tempo del maggior bisogno di cereali di esserne provveduta quasi gratuitamente.

Cfr. CARLO PATATU, Chiaramonti – Le cronache di Giorgio Falchi, ed Studium adp, Sassari, 2004, pagg. 217-218.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Luglio 2017 13:13
 
Commenti (1)
1931: "Cooperativa Fascista di Consumo"
1 Giovedì 06 Luglio 2017 08:37
c.coda
In fatto di cooperazione, aggiungo questa memoria. Probabilmente occorre arrivare al 1931, perché venga costituito altro sodalizio in paese. Così la “Cooperativa Fascista di consumo”, per venire incontro ai bisogni della popolazione. A costituire legalmente la società, il regio notaio Italo Lobina; Nico Solinas, segretario provinciale dei Sindacate e il rag. Poddighe, Presidente provinciale delle Cooperative fasciste. A presiedere il Consiglio di Amministrazione, il podestà il dr. Antonio Luigi Madau. Membri del Consiglio: dr. Giulio Falchi, fiduciario comunale dei Sindacati; ins. Pasquale Brau, segretario politico; Carlo Franchini, agricoltore e Battista Scanu, muratore. L'intendimento era sostenere un contributo di solidarietà economica, alle famiglie, e ben sperando che, tra i dirigenti e soci, non si verificasse trascuratezza nel farla progredire nell'interesse generale. Visti i precedenti.
P.s.: il regio notaio Lobina, non volle alcun compenso per la sottoscrizione dell'atto, ben sperando buoni frutti di economia in paese.

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