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Venerdì 07 Luglio 2017 13:39

La macrostruttura burocratica del Comune di Chiaramonti suddivisa in quattro settori autonomi, con compensi supplementari ai rispettivi responsabili

di Carlo Patatu

 

Chi l’avrebbe mai detto? Il nostro Comune vanta una macrostruttura burocratica. Noi non ce n’eravamo accorti, ma così l’ha pomposamente definita la Giunta municipale con una deliberazione adottata quattro anni fa. Ed essendo macro, l’hanno suddivisa in quattro settori. Autonomi e con altrettanti generali al comando.

Macro[1] vuol dire grande, enorme e si contrappone a micro, che significa piccolo. Ebbene, del nostro Comune tutto si può dire, tranne che sia macro. E neppure che, per farli funzionare decentemente, gli uffici li si debba ripartire in aree autonome! Siamo un piccolo Comune con unità di personale a tempo pieno e in pianta stabile che non tocca la decina.

I primi quattro decreti firmati dal Commissario Prefettizio riguardano, per l’appunto, la nomina dei responsabili dei settori della macrostruttura comunale, e cioè del modesto apparato burocratico che garantisce l’erogazione dei servizi istituzionali.

I decreti sono conseguenti alle deliberazioni di Giunta n. 26 del 21 marzo 2013, n. 43 del 16 maggio 2013 e n. 122 del 31 dicembre 2013, con le quali, una volta definita la macrostruttura, si è proceduto alla suddivisione. La Giunta ha il potere d’individuare le aree di competenza su cui operano i singoli uffici e di ordinarle come crede, sentiti gli organi preposti.

Tuttavia, leggendo i decreti, datati 20 Giugno 2017, di primo acchito parrebbe trattarsi di un apparato amministrativo di ben altra rilevanza. Quello di una città, tanto per intenderci, e non di un villaggio, per giunta povero, qual è Chiaramonti. Siamo quattro gatti. In questo Comune è d’obbligo l’interscambiabilità dei ruoli fra i dipendenti, se si vuole evitare che il singolo ufficio sia legato indissolubilmente a chi ne è titolare. Come sovente accade di constatare.

Eccoli i comparti della macrostruttura nostrana:

1. Tecnico e Vigilanza, affidato alla responsabilità di Piero Canu, che ha il compito di sovrintendere all’attività della vigilessa Luisella Pinna e dell’operaio Gavino Marras. Per svolgere questa funzione percepirà un compenso accessorio pari a € 8.263,31, oltre all’indennità di risultato, commisurata al raggiungimento degli obiettivi assegnati, nella misura di un ulteriore 25%.

2. Amministrativo, affidato al segretario comunale Antonio Ara (opera qui, nel Comune di Ittireddu e, pare, anche a Erula), il quale coordinerà i servizi curati da Daniele Deperu, addetto agli affari generali ed economato; Piera Manchia, responsabile di anagrafe, stato civile ed elettorale; Anna Maria Sechi, titolare di protocollo e albo pretorio. Per questa incombenza gli è stata attribuita la maggiorazione della sua retribuzione nella percentuale del 30%.

3. Economico e Finanziario, attribuito ad Angela Pintus (dipendente al 50% in associazione col Comune di Ardara), la quale vigilerà sull’operato di Manuela Contu, addetta all’area finanziaria e della contabilità. Per tale incombenza, la Pintus riceverà una retribuzione accessoria di € 5.164,57 e l’indennità di risultato, commisurata al raggiungimento degli obiettivi assegnati, nella misura del 25% dell’indennità di posizione.

4. Socio-assistenziale e Culturale, delegato a Silvia Merler, che beneficerà di un compenso accessorio pari ad € 5.164,57 e l’indennità di risultato, commisurata al raggiungimento degli obiettivi assegnati, nella misura del 25% dell’indennità di posizione.

Insomma, il Comune di Chiaramonti, con poco più di 1.600 abitanti e un organico di otto dipendenti a tempo indeterminato più due unità a tempo parziale e qualche altra a titolo precario, vanta ben quattro generali. Ma l’esercito dove sta? E poi, con quale vantaggio per gli utenti? Questo sarà tutto da vedere.

Per esperienza maturata personalmente nell’amministrazione del Comune e nella dirigenza di diversi istituti scolastici, dove il personale dipendente era prossimo alle 100 unità fra docenti, amministrativi e bidelli, ritengo che un’unica struttura, e nemmeno macro, sarebbe più che sufficiente per mandare avanti la nostra modesta baracca municipale. Da suddividere certamente in più aree di servizio con relativi titolari, com’è sempre stato; ma non autonome, data l’esiguità dell’organico, e con l’attribuzione della responsabilità sul loro funzionamento in capo al segretario. Che ha titolo e competenza in materia e da sempre siede al vertice del cosiddetto funzionigramma comunale.

Ovviamente, le decisioni adottate dalla Giunta prima e dal Commissario poi non fanno una grinza sui versanti giuridico e procedurale. Ma su quello dell’opportunità qualche dubbio non mancano di destarlo.

P.S.: Chi di dovere è invitato ad aggiornare il sito ufficiale del Comune su internet. Vi si legge che abbiamo ancora un sindaco, una giunta e un consiglio comunale, dove figura tuttora in servizio Marina Manghina, dimissionaria da qualche anno e regolarmente sostituita.



[1] Macro significa «grande» o indica in genere dimensioni notevoli; in qualche caso assume il significato di «in grande scala, in generale, da un punto di vista complessivo. Si contrappone di solito a micro, «piccolo». (Cfr. Vocabolario Treccani)

 

 

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