Home » Limba Sarda » Sechi Franco » Cando fimus nieddos

Immagini del paese

p.repubblica4.JPG

Statistiche

Tot. visite contenuti : 5454700

Notizie del giorno

 
Cando fimus nieddos PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 
Giovedì 13 Luglio 2017 09:40

di Franco Sechi


Oggi, più di ieri, si parla di immigrati, di immigrazione, di neri e di bruni che sempre più numerosi sbarcano nei nostri porti.

Il problema esiste, inutile negarlo. Aggravato vieppiù dall’atteggiamento egoista e talvolta persino arrogante dei nostri partner europei. Ai quali un trattato da noi sottoscritto a Dublino (1997) e a cuor leggero, impone che gli immigrati se li gestisca il paese di primo approdo.

Discutendone, oggi più di ieri, sovente dimentichiamo di considerare il problema nelle sue mille sfaccettature e sulla difficoltà enorme a trovarne una soluzione. Chi dice di averne una o più a portata di mano non dice il vero, né parla seriamente.

Si tratta di un problema col quale dovremo abituarci a convivere a lungo, nella speranza di trovare, nel frattempo, soluzioni ragionevoli che consentano di attenuare, se non di azzerare il fenomeno.

Ma intanto noi italiani, e anche noi sardi, purtroppo, andiamo dimenticando i tempi in cui gli emigrati, e quindi gli immigrati per gli altri paesi, eravamo noi. Cando, appunto, fimus nieddos nois, come dice il cantautore chiaramontese Franco Sechi in una sua bella poesia in limba, da lui musicata, cantata con successo e che ci piace riportare di seguito unitamente alla traduzione fatta dall’autore. (c.p.)

---

Cando fimus nieddos nois

In d’unu chizolu cuados

Timende puru ‘e faeddare,

Timende ‘e imbagliare.


Fid’onzi ‘orta chi ‘essiaimus,

Che canes cue non b’intramus,

Chenza pedde de colore

Fit s’ojada a seberare.


Cando fimus nieddos nois

Che caivone, iscatzados

Drommiaimus in barraccas

E in s’ispera de mezorias.


Cando fimus nieddos nois,

A ricatu presos,

Dae sa mesa iscatzados,

Chentza numene istivinzados,


Che canes malos giagarados,

In die libera atrumados

Pro sa paghe ‘asende manos,

Pro non parrere isfrutados.


Cando fimus nieddos nois,

Che-i sa musca sebestados,

Pro nois solu sos tribaglios

Chi no cheriant fagher ateros.


Cando fimus nieddos nois,

In logu atzetados,

Che animales istrejidos,

A sa muda minatados.


Cando fimus nieddos nois,

In chizolu ‘irgonzosos,

Aimbarende ‘e mezorare

E una die pro torrare


In d’una terra mudada.

Zente noa pagu educada,

O semus nois de duos logos,

De perunu e semus solos.


Cando fimus nieddos nois,

No cumpresos, ibandados,

Fit che marcu in sa cara:

Cussu est malu, ‘enit da-e fora.


Cando fimus nieddos nois

Che caivone, iscatzados,

Drommiaimus in barracas

E in s’ispera de mezorias.


---


Traduzione, a cura dell’autore:

 

Quando i neri eravamo noi,

nascosti in un angolo

per paura anche di parlare,

paura di sbagliare.

Questo tutte le volte che uscivamo,

come cani "lì" non entriamo.

Anche se non ci distinguevano dal colore

bastava la nostra espressione per individuarci.

Quando eravamo neri noi

come il carbone, cacciati,

dormivano in baracche

nella speranza di migliorare.

Quando i neri eravamo noi,

legati al ricatto,

cacciati dalla tavola imbandita,

senza nome, sopranominati.

Cani cattivi allontanati,

nella giornata libera uniti tra noi,

per il quieto vivere "baciando mani"

per non sembrare sfruttati.

Quando i neri eravamo noi,

come le mosche individuati,

per noi solo lavori

che non volevano fare altri.

Quando i neri eravamo noi,

in nessuna parte accettati,

come animali allontanati,

in silenzio minacciati.

Quando i neri eravamo noi,

in un angolo, vergognosi,

in attesa di migliorarci,

e un giorno ritornare

in una terra cambiata,

nuova gente poco educata

o siamo noi di due patrie

o di nessun luogo e siamo soli.

Quando i neri eravamo noi,

non capiti, sbandati,

era come un marchio sul viso:

"quello è cattivo, arriva da fuori.."

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Luglio 2017 10:02
 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):