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Una solennità come tante, nel tempo: Madonna del Carmelo PDF Stampa E-mail
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Sabato 15 Luglio 2017 00:00

di Claudio Coda


Tutti gli anni, come da programmazione religiosa, si onora la festività N.S. del Carmelo che in paese si tiene nella chiesa omonima in su pàris de Cunvéntu.

Una chiesetta dalle linee sobrie e certificata da rogito notarile del 1586, per la presenza di una struttura conventuale, nel quale si indicava l'accordo tra prinzipàles di paese e l'Ordine dei Carmelitani, per la costruzione di un convento che poi sarebbe stato affidato all'Ordine medesimo. La Municipalità avrebbe provveduto anche al sostentamento. E mi fermo qui, perché raccontare le storie, vicissitudine vissute in quei luoghi, sarebbe assai lungo e si finirebbe per scrivere più della scatola che del contenuto.

Questo è un ragguaglio di due eventi celebrativi degli anni '30 del novecento.

1931- nei giorni di metà luglio un Comitato, composto dagli obréris Giovanni Andrea Brunu fu Gregorio, Salvatore Spanu e Salvatore Pulina, avevano predisposto un ricco programma: una gara poetica, sviluppatasi in due serate, con i super conosciuti Salvatore Testoni, di Bonorva; Andrea Ninniri, di Thiesi e Giommaria Pulina, di Ploaghe.

La partecipazione e l'entusiasmo aveva coinvolto l'intera popolazione.

Così si raccontò.

1934- la festività venne onorata con la presenza di mercanti e giocolieri: il Circo di varietà Ibba, assortito da quattordici personaggi. Per tre giorni, le rappresentazioni furono itineranti per le piazzette del paese, che immagino a su Rosàriu, s'Ùlumu, piatta 'e Chèja, ma si prestava bene anche piàtta de s'avvocadéddhu.

In cartellone la commedia “Lauretta” che, a mio parere dovrebbe trattarsi della breve commedia “La notte veneziana” (un atto), ambientata tra le calle di Venezia e scritta dal drammaturgo francese Alfred de Musset (1810-1857).

L'altra: “Gl'innamorati” - opera del Goldoni - ambientata nella Milano del XVII sec. racconta l'amore controverso tra due giovani: Eugenia e Fulgenzio.

Nei tre giorni anche le comiche di “Cuccù”, accompagnato da “Giovanni” che sono diventati gli animatori sia del pubblico e, soprattutto, dei ragazzi per le numerose trovate burlesche.

Da notare, positivamente, che, ai tempi, si organizzavano spettacoli teatrali di certo spessore.

La chiesa del Carmelo, era da tanti anni in stato di abbandono, per mancati interventi di manutenzione, a tal punto che, nel 1930, si era provveduto ad istituire un Comitato pro restauro.

Numerosissimi i donatori, che offrirono denaro o il corrispettivo in grano.

Questo l'elenco dei sottoscrittori, relativamente al secondo e terzo elenco, in quanto il primo mi è sconosciuto:

Cossiga Giorgina, 50 £; Falchi Francesca in Brandano 50 £; Satta Brundu Domenica, 10 £; Satta Andreuccia, 3 £; Falchi prof. Francesco, 250 £; Bartoli Mario, 5 £; Grixoni canonico don Cristoforo, 100 £; Falchi Marianna 25 £; Sini Giovanni Antonio, 25 £; Merella G. Maria, 12,5 £; Unali Angela, 62,50; Tedde Filomena, 2 £; Cossu Salvatore, 2 £; N.N. 25 £; Truddaiu Salvatore, 5 £; N.N. 10 £; Falchi Gavino, 50 £; Brunu Marco, 5 £; Tedde Spanu Maria, 50 £; Casu Giovanna, 5 £.

Le quote in grano: Giovanni Pinna, 25 £ ; Truddaiu Angelo, 25 £; Truddaiu Spanu Salvatore, 4,60 £; Perinu Salvatore, 3,10 £; Campus Francesco, 3,10 £; Busellu Antonio, 3,10 £; Tolis Francesco, 3,10£; Tolis Giorgina, ; Accorrà Pietro Matteo, 3,10£; Urgias Giacomo, 3,10; Soddu Antonio, 3,10 £; Muzzoni Giuliano, 3,10£; Satta Giovanni Antonio, 6,20 £; Manchia Giuliano, 3,10 £.

La raccolta complessiva raggiunse la cifra di 2.254,30 £, importante per i tempi, che rivalutate oggi, possiamo indicare in 2.082,04 euro.

Sabato prossimo, l'ultimo giorno del triduo di preghiere, ma niente serate con comiche di “Cuccù”, commedia “Gl'innamorati “ o càntigos de poètes ma, come di consueto, un gentile invito de dulcherìas fàttas in dòmo offerte dal Comitato.

E...a an'àtter'ànnu mézus !

 

Lefoto sono dell'autore, che ringraziamo

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Luglio 2017 09:26
 
Commenti (1)
E Sant'Elia? Che lardo!
1 Giovedì 27 Luglio 2017 12:19
Ange de Clermont

Glli obrieri della settimana successiva a quella del Carmelo, dopo la devota festa religiosa, hanno offerto del buon vino, un lardo che si scioglieva in bocca, capocollo e salsiccia prelibata.


Naturalmente pane nostrano e altre bibite per gli astemi, me compreso.


Confesso che sul lardo trattato con erbe aromatiche mi ci son buttato come un affamato. Sapore d'infanzia irrefrenabile credo d'aver mangiato almeno tre etti di lardo e buona notte al fegato. Che prelibatezza, fratelli!


Ange de Clermont


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Bene, bene. Speriamo che il fegato non se ne sia risentito più del dovuto. Con tanti saluti alle diete e alle prescrizioni di medici e professoroni. In fin dei conti, semel in anno... Sempre che sia semel, naturalmente. (c.p.)

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