Home » La Tribuna » La Tribuna » Su municìpiu de Nulvi

Immagini del paese

Ch neve 2005.13.JPG

Statistiche

Tot. visite contenuti : 5767872

Notizie del giorno

 
Su municìpiu de Nulvi PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 8
ScarsoOttimo 
Martedì 05 Settembre 2017 13:23

Una giornata particolare.

di Claudio Coda

Era la domenica del 27 ottobre del 1929, a Nulvi, e si inaugurava il palazzo del Municipio.

La solida ed imponente costruzione, che era attesa da oltre trent'anni, ebbe elevazione con l'aspirazione di rappresentare la primazia nulvese nell'Anglona. Consideriamo che doveva pure ospitare alcune celle della Casa Mandamentale, per detenuti in attesa di giudizio per reati lievi o pene fino ad un anno.

Il progetto era stato predisposto dall'ing. Oggiano, che potrebbe essere quello che progettò l'edificio dell'sstituto scolastico Margherita di Castelvì in Sassari. I lavori vennero coordinati dal sig. Gavino Delogu e affidati all'impresa di Pietro Garau. L'interno fu arricchito da pregevoli stucchi e decorazioni, tutte opere del prof. Maninchedda.

Nell'ampio edificio, anche la Prefettura e, se non “fallisco”, ai tempi, al piano terra, anche l'Ufficio Postale. Ora potrei sbagliare sulla sede, ma nel mese successivo, ovvero novembre del '29, alle Poste avvenne un furto della cassaforte, che era ben fissata alla parete da robusti bracci di ferro.

I malfattori, già pregiudicati, furono arrestati, nel giorno successivo, su indicazione di una ragazza, la quale, durante la notte precedente, aveva subito, dagli stessi, un tentativo di abbattimento del portone di casa sua, per usarle violenza.

Un fatto di cronaca nera ancor oggi non dissimile.

Lo stile de su palàttu doveva ispirarsi al richiamo del classicismo del periodo: rigore per linee e regolarità delle masse, sia nei pieni che nei vuoti. Così pure al sapiente uso dei materiali, degli elementi nei particolari architettonici. Alcuni con richiamo politico, quasi simbolico.

Questo edificio mi è rimasto nel cuore dei ricordi: a fine anni del '50 ho trascorso due anni -da alunno- nell'ala destra del primo piano, dov'erano ospitate le aule della Scuola Media. Ed è lì, noi studentelli chiaramontesi, che affrontammo l'esame d'ammissione -eravamo in 5^ elementare- e le successive classi, insieme a ragazzini nulvesi: i fratelli N. e A. Ciriolo, I. Vannini, A. Canu, A. Campus, M. Posadinu, G.L. Carta...; alcuni martesi: i cugini Casu...; al massimo uno o due da Perfugas. Di Laerru, invece, non ho ricordi.

I più numerosi, comunque, in pellegrinaggio scolastico, eravamo noi chiaramontesi.

Vado a memoria corta: i fratelli Pitzolu, G. Cossu, L. Mannu, P.C. Truddaiu, N. Madau, T. Patatu, D. Quadu, B.Villa, G.C. Budroni, G. Dettori, S. Ogano, I. Denanni, A. Piras.... altri ancora.

Ritorno alla giornata particolare.

Al nobile Piero Satta, Commissario del Comune, alla presenza di tutte le Autorità civili, militari, politiche ed ecclesiastiche, l'onore di aprire la manifestazione. Il suo discorso, tutto improntato all'apprezzamento della politica in auge: “...Nulvi fascista vede realizzato un suo sogno più che trentennale, e ciò per volere del Governo di Benito Mussolini che alla Sardegna e al nostro paese che ha poco promesso e molto dato in questi anni, contrariamente a quanto i passati governi avevano promesso nel corso di un cinquantennio...“.

Ad ascoltarlo, oltre a tutta la popolazione entusiasta e festante, senza dubbio le figure più rappresentative: il decano rev. mons. Pirodda; il dott. Donadu, segretario politico; il dott. Zecchina, commissario dell'Asilo; l'avv. Pietro Giua, pretore del Mandamento; il decurione dott. Dominici, comandante della Milizia; il presidente dei Mutilati, sig. Posadinu; il maresciallo Ghisu, presidente dell’O.N.B.; il maresciallo Fiori, comandante dei Reali Carabinieri; il segretario dei Sindacati dei Lavoratori, sig. Altea e quello degli Industriali, sig. Giorgio Buscarinu-Pileri; e in prima fila anche la segretaria del Fascio Femminile, prof.ssa Merella. Scolaresche comprese.

Tutti impettiti innanzi al Palazzo, tra bandiere e stendardi.

A Nulvi, in quelle settimane, c'era gran movimento e fervore, sempre ad opera dell'audace e solerte nobile Pietro Satta: fu promotore, tra l'altro, del Comitato per la sottoscrizione e raccolta fondi per regalare, allo Stadio del Littorio/Foro Italico in Roma, una statua a nome della Provincia di Sassari. Immagino iniziativa portata a compimento.

Sempre in quel periodo: la Festa del Fiore: giornata antitubercolare in collaborazione del Fascio Femminile.

A fine agosto tenne l'ospitalità -due intere giornate- a truppe del 45° Reggimento Fanteria, di ritorno dal campo di Tempio. Era un battaglione al completo, quindi dai 500 ai 1.000 militari, capeggiato dal comandante del Reggimento, il colonnello conte Mastai-Ferretti. Forse un discendente parentale di Papa Pio IX, anche lui un Mastai-Ferretti.

La popolazione, con festosa accoglienza, dimostrò grande affinità agli ufficiali e soldati, i quali deposero una corona d'alloro ai piede del Monumento ai Caduti.

Prima di partire, diretti verso Osilo, un ultimo brindisi: un vermouth d'onore offerto, ma solamente agli ufficiali, da quell'audace fascista e nobile Piero Satta.

E, per intanto, i nulvesi ebbero quel palàttu municipàle, mànnu e béllu !

 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):