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Mercoledì 20 Settembre 2017 12:39

1931: Festeggiamenti in onore di San Matteo, patrono di Chiaramonti

di Claudio Coda

E siamo arrivati alla celebrazione della festa del patrono, San Matteo, edizione 2017. Quella che voglio raccontare, invece, è l'edizione dei festeggiamenti di 86 anni fa.

I chiaramontesi non si sono mai risparmiati per onorarlo, hanno sempre organizzato grandi eventi e quello del '31 non era da meno, considerando che il periodo era quello che era: témpus de fàmine a chìntu![1]

In paese arrivarono, non solo dai paesi vicini, ma da centri piuttosto lontani e il perché aveva una sua spiegazione: i fuochi artificiali e una “due giorni” di gare poetiche. Sul palco, a misurarsi, i grandi di Sardegna: Remùndu Piras[2], da Villanova Monteleone; Ciciu Piga[3] da Perfugas e Antonio Andrea Cucca[4], vissuto e deceduto ad Ossi . Cìcciu/Cìciu Piga mi risulta essere stato il “buon padrino” del nostro poète compaesano Juànne Seu.[5]

Nella mattinata di lunedì 21 settembre, una santa messa in apparato, in parrocchia, concelebrata dal parroco don Pietro Dedola; don Canalis, parroco di Ardara, don Andrea Unali della parrocchia di Martis e da Florinas, dove si era ritirato in pensione, arrivò don Peppino Calvia andato via da Chiaramonti nel 1926 dopo 33 anni di apostolato. La predica lasciata al rev. Loriga, professore del Seminario di Sassari. Un brillante oratore.

Dalla tribuna lignea, la Schola Cantorum parrocchiale, per tutta la funzione, diffuse nelle navate canti e musiche d'organo. Alla schola partecipavano i seguenti paesani, di cui cito solo i cognomi, perché dai documenti consultati sono omessi i nomi, ma che, leggendoli sono, o lo erano ai tempi, genie ricorrenti in loco: Giacomino Cubeddu, Andrea Carboni, Battistino Ferralis Ferralis, Cente Cossu, Lezzeri e Perinu.

Subito dopo, una lunga e partecipata processione si è sviluppata per le vie addobbate a festa: sas cunfrarìas de Sànta Rùghe e de Su Rosàriu, con le vesti tradizionali; il clero e il simulacro del Santo. A seguire le autorità: il podestà Antonio Luigi Madau; il fratello Nicolino, comandante del Fascio Giovanile; il maestro Pasquale Brau, segretario politico del Fascio; Salvatore Cossiga noto Bore, presidente dei Combattenti; Salvatore Ara, comandante della Reale Caserma dei Carabinieri, accompagnato dai carabinieri a cavallo Sebastiano Canu e Nicola Pinducciu. E i medici: quello della condotta, dott. Gavino Grixoni e l'altro medico, dott. Antonio Marcellino, che esercitava la professione... a modo suo. Ricca l'aneddotica di questo personaggio in paese. Era di Sassari, ma aveva sposato una signorina chiaramontese.

Il merito di tanto perfetta organizzazione era dovuto all'impegno del comitato promotore, che era composto da sos oberàjos: Giulio Falchi, Giacomo Canu e Giuseppe Manchia. A festeggiamenti conclusi vennero comunicati i componenti del successivo comitàdu 1932 : Antonio Luigi Madau, Mario Rottigni e Natale Maciocco.

Auguri agli organizzatori di quest'anno, i fedàles 1966 e a quelli che prenderanno il testimone.

E al buon San Matteo, una supplica, se può, visto che è nostro patrono: dia un celeste sostegno per l'elezione di un'Amministrazione Comunale. Perché siamo senza. Altrimenti non ci rimarrebbe che adottare lo stesso metodo, in ultima ratio: ricorrere, per le liste, ai fedàles. O saranno fuochi d’artificio!



[1] Détto sardo: la fame cingeva sino ai fianchi, vita, cintola.

[2] Remùndu Piras di Villanova Monteleone (1905 -1978)

[3] Ciciu Piga di Perfugas (1887-1962)

[4] Antonio Andrea Cucca (1870-1945)– mi è sconosciuto il luogo di nascita.

[5] Juànne Seu di Chiaramonti (1915/2000).

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Settembre 2017 16:17
 

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