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I novant'anni del Monumento ai Caduti PDF Stampa E-mail
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Sabato 04 Novembre 2017 00:00

Chiaramonti 6 novembre 1927, l'inaugurazione

di Claudio Coda

“Nella limpida chiarezza dei monti e nella infinita purezza di un cielo autunnale Chiaramonti inaugura il Monumento alla Memoria dei suoi Eroi caduti in guerra[1].

Era domenica, il 6 novembre 1927.

Così è andata e la racconto brevemente, per quanto, esporre i dettagli della giornata, così la storia della sua edificazione, sarebbe assai prolisso. Ma riduco. Il resto... ai 100 anni!, pro chìe b'hat a èsser.

Alle ore 15, schierati in s'Istradòne, a ricevere gli illustri e graditi ospiti, una folla di cittadini e fascisti pervenuti dall'Anglona e Logudoro; i Fasci maschili e femminili locali, quelli di Martis, Nulvi, Ploaghe, Laerru e Perfugas; i labari della Sezione dei Mutilati, dei Combattenti e del Nastro Azzurro[2] di Sassari; le Associazioni dei Combattenti e la Milizia.

In prima fila, tra tutti, il Podestà di Chiaramonti, il decurione Luigi Raffo; il Segretario politico, dott. Bachisio Madau; il vice presidente del Comitato, dott. Giulio Falchi; l'avv. Rottigni; il Commissario Prefettizio di Nulvi cav. Cicu con il segretario del Fascio dott. Donadu e il fiduciario della Comunità Artigiana dott. Frassetto; il Commissario Prefettizio di Sedini Piero Satta con il dott. A. Piana; il Podestà di Ploaghe avv, Mulas; i vice-Podestà di Martis e di Laerru Piras e Rudas.

Dall'ingresso del paese, e fino alla piazza, i chiaramontesi, tenendo il braccio destro teso per il saluto romano, si “spolmonavano“ al grido di  “ALALÀ !... EVVIVA !”

Ad un segnale convenuto, in Piàtta, la banda musicale “Robur et Virtus” -di Sassari-, intonò “Giovinezza[3] e tutti all'unisono a cantare, a squarciagola: “...giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza !, della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va !... “.

Tra due ali di folla si fecero avanti, provenienti da Sassari, le Autorità provinciali: il Prefetto, Michele de Tura; il segretario federale del P.N.F.[4] avv. Lare Marghinotti; il Questore, cav. uff. Ferrari; l'avv. Alfredo Angioy; il prof. Mario Ascione; l'ing. P. Oggiano; l'avv. Meloni; il ten. Tola; la Medaglia d'Oro Onida; il cav. uff. Zolezzi; il prof. Giov. Maria Lay; il prof. Sebastiano Pola; il dott. Barmina; il cav. Accardo, che rappresentava il Fascio di Ozieri; il conte Gaspare di Sant'Elia; l'avv. Binna ecc. ecc..

Alla cerimonia era presente anche lo scultore col. cav. Vincenzo Puoti, di origine napoletana, discendente della famiglia dei marchesi Puoti.

In rappresentanza della stampa sassarese, la sig.na Myriam Riccio[5], il prof. F.A. Castiglia, i dott. Niko Solinas e Gino Satta.

Salite che furono le autorità sul palco, elevato nello spazio antistante il monumento, addobbato con fiori e bandiere, uno squillo d'attenti impose il silenzio: si toglieva la copertura al Milite Ignoto e “...mille e mille braccia protese e vibranti applausi seguirono...”.[6]

Il Segretario Politico dott. Luigi Madau, dal palco, lesse i numerosi telegrammi di adesione pervenuti, tutti sottolineati da fragorosi applausi. Di seguito, il dott. Giulio Falchi, in sostituzione del Presidente del Comitato Promotore pro erigendo monumento -col. Giovanni Grixoni, assente per motivi d'ufficio- nel consegnare l'opera al Comune di Chiaramonti, lesse un testo[7]:

“Sig. Podestà! Il Comitato per l'erigendo monumento ai Caduti in Guerra crede di suggellare in questa dolce serata autunnale l'opera intrapresa con modestia ed animo fiero nei giorni seguenti l'Armistizio. Motivi inderogabili trattengono lontani due dei nostri migliori compagni di fede in quest'opera che se permettete chiamerò e giustamente i due presidenti del Comitato: il colonnello Cossu[8] e il col. Grixoni[9]. Alla volontà loro, alla tenacia degli ex Combattenti, agli aiuti dell'Amministrazione Comunale e alla popolazione tutta e per la bontà dell'artista, si deve se l'aspirazione si è trasformata in realtà oggi nell'Anniversario della Vittoria di fronte al Rappresentante del Governo, del Re, delle Gerarchie fasciste. Chiudo, per non turbare l'aspettativa dei presenti che attendono la parola della nuova fede dell'oratore ufficiale. Solo e con lieve commozione avanti al simbolo del sacrificio civile della nostra gente permettete che con gioia guardando di fronte l'avvenire formulo l'augurio che da oggi Chiaramonti possa vivere normalmente la vita decorosa dei popoli buoni e liberi.

Podestà, ho l'onore di consegnare quest'opera completamente finita.Voi la custodirete per Chiaramonti con la stessa passione con cui Chiaramonti l'ha creata per i suoi migliori figli e per monito alle nuove generazioni.

Viva l'Italia ! Viva il Re! Viva Benito Mussolini“.

A memoria paesana, credo, che da allora non vi sia mai stata, in Chiaramonti, una cerimonia con la presenza di tante autorità, associazioni e organizzazioni. Neppure, forse, quando fu conferita la cittadinanza onoraria all'emerito Presidente della Repubblica F. Cossiga, nel dicembre del 2001. Ma potrei sbagliare.

A 90 anni da quella solenne inaugurazione, un altro Commissario sarà presente innanzi al Monumento, il 4 novembre. Ma non Prefettizio, bensì Straordinario. Sarà l'occasione per sentire, pubblicamente, la sua voce e concluderà il suo intervento diversamente da quello che pronunciò il suo omologo -Luigi Raffo- 90 anni fa, che così concluse: “...cittadini!, fascisti!, viva l'Italia, viva il Re, viva il Duce“.

 

Le foto sono dell'autore, che ringraziamo.



[1] Da archivio dell'autore.

[2] Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valor Militare della Grande Guerra, nato nel 1923.

[3] Inno trionfale del Partito Nazionale Fascista.

[4] Partito Nazionale Fascista.

[5] Figlia di Medardo Riccio -primo direttore de La Nuova Sardegna-,  pioniera del giornalismo sardo durante il periodo fascista.

[6] Da archivio dell'autore.

[7] Da archivio dell'autore.

[8] Colonnello Aurelio Cossu.

[9] [9]- Colonnello Giovanni Grixoni.

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Novembre 2017 18:06
 

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