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Caro signor Nessuno… PDF Stampa E-mail
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Martedì 21 Novembre 2017 15:10

Lettera aperta a un lettore e commentatore attento, sensibile, interessato alle sorti di Chiaramonti, bene sulle questioni che si trattano in Comune, ma vuole restare anonimo

Carlo Patatu

Caro signor Nessuno,

tre giorni or sono mi è giunta un’altra sua nota di commento. Che è l’ultima, così lei mi dice, e che io ho archiviato accanto alle altre pervenutemi nel tempo. Assegnandole ugual sorte: la mancata pubblicazione perché anonima.

Più volte, su queste pagine, ho avuto modo di esplicitare che non avrei dato corso alla pubblicazione di contributi prodotti da sconosciuti. Ai quali avevo pure assicurato, e lo ribadisco ancora, l’impegno di mettere in pagina tali scritti firmati con uno pseudonimo, qualora gli autori volessero mantenere riservata la propria identità.

Io, anche questo concetto è stato chiarito ad abundantiam, dovendo farmi carico responsabilmente di quanto pubblico su questo blog, devo sapere con chi ho a che fare. Insomma, devo poter guardare negli occhi il mio interlocutore.

Ciononostante, signor Nessuno, lei ha continuato, pervicacemente e con ostinazione, a scrivermi per evidenziare questo o quel problema inerente alla nostra minuscola comunità paesana. Le sue segnalazioni, le critiche serrate e le proposte che ha di volta in volta prospettato sono, dal mio punto di vista, generalmente condivisibili. E pertanto meritevoli di stare in tribuna per essere lette, conosciute e accolte o respinte da chi le legge.

Confesso che mi mancherà, Signor Nessuno. Anche perché ho capito che lei è persona informata e competente. In breve, uno di quelli che, togliendo la maschera e mostrandosi a viso aperto, potrebbe mettersi in gioco in occasione delle prossime elezioni amministrative.

Lei, invece, preferisce l’anonimato, ancorché improduttivo, e si limita ad abbaiare alla luna. Che, come dice il poeta[1], è solinga, eterna peregrina […] pensosa […] e forse intende […] questo viver terreno; ma se ne sta silenziosa mentre continua a riandare i sempiterni calli. Insomma, non dà segno di avere inteso le lamentazioni e le proposte del signor Nessuno. La storia ci narra di tanti personaggi illustri che hanno gridato al deserto. Inutilmente.

Per concludere, confesso che un’altra cosa mi dispiace: che lei non ha confidato in me, non si è fidato. Probabilmente non mi ha ritenuto all’altezza della situazione; e cioè che non sarei stato capace di mantenere riservata la sua identità, qualora lei avesse avuto la bontà di rivelarmela.

Pur dispiaciuto, la saluto con viva cordialità

 


[1] Giacomo Leopardi nei Canti.

 

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