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1976 - II tracciato della Sassari-Tempio subirà una variante PDF Stampa E-mail
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Giovedì 30 Novembre 2017 14:13

La Soprintendenza alle Antichità è irremovibile: il villaggio nuragico non si tocca

La Nuova Sardegna – 9 Novembre 1976

I lavori per la realizzazione della strada a scorrimento veloce Sassari-Tempio furono avviati il 1. Settembre 1970, con la costruzione della cosiddetta Traversa C che, partendo da Chiaramonti, si arrestava subito dopo il ponte sul Coghinas, in località Santu Rocco.

Io ero sindaco di Chiaramonti da appena un mese. Successivamente, la Provincia mise mano alla Traversa D (Chiaramonti-bivio di San Michele di Salvennero, in territorio di Ploaghe).

Il pezzo che segue è un articolo pubblicato sulla Nuova Sardegna 41 anni fa e tratta di uno dei tanti problemi insorti durante lo svolgimento dei lavori. Negli anni seguenti, si riprese a lavorare da Santu Rocco in direzione di Tempio Pausania (Traversa B), arrestandosi poco prima dei tornanti della Fumosa.

A distanza di quasi mezzo secolo, la Sassari-Tempio resta ancora una incompiuta. Manca la Traversa A, vittima di errori di progettazione, di conseguenti procedimenti giudiziari e, non ultimo, del fallimento di un’impresa. (c.p.)

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CHIARAMONTI - Nel corso di una riunione tenutasi a Sassari presso la sovrintendenza alle antichità, sono stati trattati i problemi connessi alla sospensione dei lavori per la realizzazione della traversa ‘D’ della Sassari-Tempio; sospensione che, come si ricorderà, è stata determinata dal fatto che l’asse della strada in questione dovrebbe attraversare i resti di un villaggio nuragico in regione Tuvuleddu, agro di Chiaramonti.

Al vertice hanno partecipato il dott. Salvatore Nicosia e la dottoressa Fulvia Lo Schiavo della sovrintendenza, il dott. Giovanni Soro, ispettore onorario per i beni culturali di Chiaramonti, l’ing. Edoardo Addis, direttore dei lavori, il geometra Franco Pagnoni in rappresentanza della Cogea, appaltatrice dell’opera e, per il comune di Chiaramonti, l’assessore Pierfranca Catta Catta e il consigliere Leonardo Tedde.

Nel corso dell’incontro è stata ribadita dal dott. Nicosia la ferma volontà della sovrintendenza di salvaguardare il patrimonio archeologico, confermando così la sospensione dei lavori per la costruzione della strada a scorrimento veloce e invitando i tecnici e le autorità competenti a trovare un’altra soluzione che consenta di realizzare l’opera in programma, nel rispetto del villaggio nuragico di Tuvuleddu.

Che si farà per il proseguimento della strada? L’ingegnere Addis e il geometra Pagnoni, nell’intento di salvaguardare l’attuale tracciato, hanno proposto la sopraelevazione della strada nel tratto in discussione, oppure la copertura dei reperti archeologici con del materiale plastico che li salvaguarderebbe dalle sollecitazioni del traffico che si svolgerebbe nell’arteria, a lavori ultimati.

AI riguardo è da registrare la netta opposizione dei rappresentanti della sovrintendenza, affiancati dall’ispettore onorario Soro e dagli amministratori di Chiaramonti. Non resta altra soluzione che quella di spostare l’asse stradale a monte o a valle dell’attuale tracciato per una lunghezza di circa tre chilometri; ciò, secondo l’ingegnere Addis, richiederà una spesa supplementare di alcune centinaia di milioni di lire e, nel contempo, comporterà oltre un anno di ritardo nel completamento dell’opera! Da ciò, ha proseguito l’ingegnere Addis, avranno tutto da guadagnare... sia il progettista, come pure l’impresa appaltatrice!...

A questo punto siamo noi a chiederci: chi pagherà? A chi verranno addebitate le responsabilità derivanti da tanta incredibile leggerezza che permette ai progettisti (che per le loro prestazioni percepiscono profumati onorari, non dimentichiamolo!) di tracciare le strade con disinvolta noncuranza, travolgendo nuraghi e distruggendo foreste pietrificate, in dispregio a precise disposizioni di legge?

L’ing. Addis, bontà sua, ha confessato che il progettista, nel momento in cui studia il tracciato di una strada, non può permettersi di realizzare giardini cinesi, ove le curve e le controcurve hanno una loro specifica funzione.

Noi siamo d’accordo con lui. Ma se, per caso, ci troviamo fra i piedi il Colosseo? Niente paura: c’è sempre un sovrintendente di buona volontà che riesce a bloccare i lavori per tempo. L’ente finanziatore penserà ad approvare in tempi brevi una variante al tracciato.

Tanto, chi paga è pantalone!...

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Novembre 2017 15:06
 

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