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Giorgia Meloni la "presepista" PDF Stampa E-mail
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Lunedì 18 Dicembre 2017 11:09

di Carlo Patatu


Da qualche giorno impazza nella rete un filmato che, per un minuto e mezzo, riprende Giorgia Meloni[1] intenta ad allestire un bel presepe. Segnatamente a beneficio della figlioletta Ginevra, credo.

Io faccio stupendi alberi di Natale - afferma giuliva -. Sono cintura nera degli alberi di Natale. Invece quest’anno cambio tutto: da alberista divento presepista. Ho deciso di fare il presepe quando non lo fa più nessuno; quando dicono che a scuola non lo si può fare perché offende chi crede in un’altra cultura. […] Come fa a offenderti questo simbolo, [...] una famiglia che scappa per difendere quel bambino?...”.

Dimentica (forse) la Meloni che il presepe è la sacra rappresentazione della nascita di un bambinello di colore (Gesù era palestinese), figlio di genitori immigrati, ai quali fu negata una qualsivoglia ospitalità a Betlemme. Costretto, pertanto, a vedere la luce in una stalla. Dove gli fu destinata per culla una mangiatoia, confortato soltanto dall’amore del padre e della madre, riscaldato da un bue e un asinello.

Dunque, il figlio di Dio (per chi ci crede) aprì gli occhi in un mondo di peccatori da salvare, popolato da ipocriti ed egoisti, da tanta gente che ha tuttora la memoria corta.

 


[1] Presidente di Fratelli d’Italia.

 
Commenti (1)
Te piace o presepe? No, nun me piace!
1 Lunedì 18 Dicembre 2017 22:24
Bruno Puggioni

Io amo il presepe! Sempre.


---


Anch'io, caro Bruno. Fin da ragazzo, l'ho fatto a casa dei miei genitori anche con figurine di cartone ritagliate. Nelle scuole in cui sono stato, ho sempre favorito l'allestimento del presepe. Anche alla Maddalena, dove frequentava un numero consistente di bambini americani e musulmani che non avevano richiesto l'insegnamento della religione cattolica. Nessuno ha avuto alcunché da eccepire. E se pure vi fossero state rimostranze, mi sarei battuto fino in fondo per il rispetto delle nostre tradizioni, della nostra cultura. Messa in campo senza ostentazioni e senza desiderio di prevaricare o fare accoliti.


Siamo d'accordo, finalmente. (c.p.)

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