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La Befana fascista PDF Stampa E-mail
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Venerdì 05 Gennaio 2018 10:09

Gennaio 1938: cerimonia celebrativa

di Claudio Coda

Rapido ragguaglio di ottant'anni fa.

Nel vasto locale del Fascio, in Chiaramonti, il giorno dell'Epifania si era svolta, come tutti gli anni, da quando era stata istituita[1], una grande manifestazione. Partecipata all'inverosimile.

Il dott. Giulio Falchi, Ispettore Federale del Fascio, si era interessato per la buona riuscita della festa e, con un emozionante discorso di circostanza, lodò questa bella istituzione per l'assistenza dell'infanzia. Il Comitato del Fascio Femminile, retto dalla signorina Merella, aveva dato il suo materiale contributo per la raccolta e confezionamento dei doni: 140 pacchi di vestiario e 400 doni in “cartocci di dolceria”.

Beneficiati: 450 bambini, d'ambo i sessi. A fine cerimonia, un canto corale con il salute al Duce.

“...la Befana vien di notte,

con le scarpe tutte rotte,

il vestito a gran sottana,

viva viva la Befana...!”,[2]

Qualche giorno prima, per il Natale del 1937, vennero distribuiti dal Commissario Prefettizio, insegnante Pasquale Brau, numerosi premi: uno di nuzialità; 30 di natività e 4 di allevamento per complessive 2.250 £. Inoltre: 36 premi, consistenti in vestitini di lana che vennero distribuiti ai bambini meno abbienti delle scuole e 1.200 in denaro, sempre ai ragazzi indigenti del paese. In totale 3.450 lire.[3]

Da documenti, in archivio personale, risulta che, in paese, la prima Befana venne festeggiata nel 1929. Fu un trionfo di regalie. Per brevità ne elenco alcune, prese a caso:

Comune, £ 65; il Commissario Prefettizio, 10 £; il Segretario Politico, ins. Pasquale Brau,10; il parroco, Pietro Dedola, 10; Nicolino Madau 20; Giuseppe Baiardo,10; Salvatore Cossiga,10,30; Giuseppina Tola,10; Fanny Brandano,10; brigadiere RR.CC., Demelas, 5; vice-brigadiere Luigi Cardia, 5; Angelo Solinas,10; Maria Dau, 10; Andreuccia Solinas Falchi, 5; Caterina Casu, 5 ed un berretto; Giov. Antonio Soddu, tre pacchetti di gallettine; Marianna Falchi, 5 £ e mandorle; Mario Rotigni, 5; Maddalena Casu, un fazzoletto da testa ed una trottola; Domenica Ferralis e Peppina Patatu, mandorle e fichi secchi; Maria Quadu, 5 £; Cicina Grixoni, 10 £; dott. Costantino Arru, 10; Elisabetta Lay, 2 £; fam. Murruzzulu, 5; Francesco Cossiga, mandorle; etc. etc.....

“... la Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte,

il suo sacco e pien di toppe

e le ossa ha tutte rotte...“.[4]

 


[1] In Italia nel gennaio 1928, per quanto si racconta.

[2] Differenti versioni, delle tante.

[3] Capitale rivalutato, all'incirca 3.150 euro.

[4] Differenti versioni, delle tante.

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Gennaio 2018 10:16
 

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