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Più che sacrilego, atto di stupidità PDF Stampa E-mail
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Giovedì 11 Gennaio 2018 15:30

Il danneggiamento della statua del Bambino nel presepe all’aperto della associazioni locali la dice lunga sulla carenza di senso civico e dell’appartenenza comunitaria

di Carlo Patatu

Non ch’hat pius religione in custa ‘idda!

Così, giuro, sbotterebbe mia madre, se fosse ancora in vita, nell’apprendere di quanto è appena accaduto al presepe allestito nei giardini pubblici dalle associazioni locali in occasione delle festività natalizie.

L’arrivo della Befana, insieme alla calza tradizionale, ha portato in paese la notizia che la statua del Bambinello di quel presepe era stata danneggiata: asportate tre dita della mano sinistra, un buco consistente sulla spalla destra e, come autografo dell’autore della bravata, tracce consistenti di cenere sull’ombelico, dov’era stato spento un mozzicone di sigaretta. La notizia io l’ho appresa qualche ora fa, leggendo la cronaca della Nuova Sardegna.

Mi piace ricordare che, per la prima volta nella loro storia, tutte le associazioni locali (culturali, sportive, d’intrattenimento e così via) avevano concordato la realizzazione di un presepe all’aperto, in un angolo privilegiato del giardino pubblico e la cui inaugurazione aveva avuto luogo in forma solenne e con una larga partecipazione di cittadini, ai quali i sodalizi citati avevano offerto abbondanti e saporite degustazioni di prodotti locali, accompagnate, manco a dirlo, da numerosi brindisi.

Il presepe ha resistito bene alle intemperie, alla pioggia scrosciante e al turbinio dei venti che, durante le festività natalizie, hanno funestato la Sardegna. Ma ha capitolato, all’arrivo dei Re Magi, per mano di qualche stupido che, probabilmente alla ricerca di un'emozione di troppo, ha danneggiato il simulacro del protagonista di quella sacra rappresentazione.

Che dire?

Il parroco, leggo sul giornale, ha qualificato sacrilego quel gesto. Probabilmente sbaglio; ma credo che si tratti di un gesto stupido, dettato da scarsa intelligenza, imbecillità, idiozia e ottusità. Il che, a mio modo di vedere, è ben più grave del sacrilegio. Chi decide di compiere un gesto profanatorio una qualche idea in testa ce l’ha. Condivisibile o no. Lo stupido agisce senza rendersi conto del danno che arreca a se stesso, oltre che agli altri.

L’associazione Pro Loco ha provveduto subito a sporgere denuncia contro ignoti. Molto bene. C'è da sperare che le indagini portino presto alla individuazione del colpevole. O dei colpevoli. Dopo di che potremo ragionare con qualche elemento in più su quanto è accaduto e sul turbamento che, di certo, quel gestaccio ha determinato in gran parte della comunità.

Ma che paese siamo? Stiamo cedendo, forse, al richiamo di pratiche ormai desuete, lontane nel tempo e persino dimenticate della nostra storia? Ci siamo ridotti al punto da non rispettare nemmeno uno dei simboli della nostra civiltà millenaria?

Personalmente, sono dispiaciuto per quanto è successo. Lo sono come chiaramontese, come genitore, come uomo di scuola e anche per avere governato, sia pure per soli cinque anni, questo povero Comune.

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Gennaio 2018 15:47
 
Commenti (1)
Stupidità tra i fumi dell'acol
1 Venerdì 12 Gennaio 2018 12:15
Ange de Clermont

Concordo che si tratti di un atto di stupidità tra i fumi dell'alcol o di altra sostanza drogastica. Nessun chiaramontese a mente lucida avrebbe compiuto un'azione così ignobile.


Può darsi che ill paese sia ormai abitato da cristiani atei, non praticanti e praticanti, ma comunque cristiani e quindi rispettosi della nostra cultura comune. Chi è arrivato a tanto non può esserci arrivato con mente lucida.


Mi viene da cantare: Caro Gesù Bambino, tu che sei tanto buono... perdona quello scemo che ti ha sfregiato.

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