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Migranti
Scritto da Bruno Puggioni   
Mercoledì 07 Febbraio 2018 20:52

Analisi perfetta che condivido solo in parte.

Dalla tua analisi sembra che dovremmo rassegnarci alla migrazione epocale. Ebbene, io non voglio rassegnarmi. Certamente se i black dovessero presentarci il conto per tutto quello che hanno subito e continuano a subire dalle potenze occidentali, non basterebbe tutto l'oro del mondo per ripagarli. Penso a quando, ridotti in schiavitù (con la complicità degli arabi), sono stati trasferiti nelle Americhe. Penso al colonialismo, quando le potenze occidentali hanno depredato le loro terre. E penso ad oggi, costretti a migrare, scappando da guerre o nella speranza di un futuro migliore.

Tuttavia credo che ogni nazione abbia il diritto - dovere di programmare il proprio futuro e in questa programmazione debba rientrare anche il controllo dei propri confini. Ricordiamo sempre che l'emigrazione in America è stata sempre controllata e a quel tempo l'arrivo della manodopera era fortemente incentivata. In Belgio addirittura abbiamo scambiato manodopera con carbone.

Anche i Romani controllavano perfettamente il loro limes e, quando necessario, solo quando necessario, aprivano i cancelli. Potevano benissimo evitare quella migrazione epocale nei territori dell'impero, ma, essendo, in quel tempo, una civiltà in forte decadenza hanno sottovalutato il problema.

Riguardo ai migranti di oggi, bisogna riconoscere che non sono certamente come quelli raccontati da Steinbeck in "Furore" (1939). Quelli erano armati da una disperata volontà di trovare lavoro e, quando comunque sfruttati, riuscivano a trovare quel bene, erano disposti a tutto pur di non perderlo. Perché il lavoro dava senso allo loro esistenza.

Non vedo questa volontà nei migranti che sbarcano quotidianamente nelle nostre coste. Non è colpa loro, ma nostra, che non siamo stati in grado di veicolarli verso una convivenza che si fonda su diritti, ma anche su doveri. A rendere complesso il problema c'è il sogno segreto dell'Islam di dominare il mondo, non dobbiamo mai dimenticarlo. Le argomentazioni sarebbero tante, e non sarebbe sufficiente la memoria del IPad per contenerle, pertanto mi fermo qui, precisando comunque che non vedo opportuno un piano Marshall per l'Africa , che potrebbe favorire solo tiranni e dittatori, ma necessaria una operazione culturale (?) volta a far capire che nel pianeta siamo già tanti e che non è più tempo di dodici figli per coppia.

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Caro Bruno, anch'io condivido solo in parte le tue argomentazioni. Non sarà per te una novità. Sappiamo bene, entrambi, come la pensiamo sul problema immigrati.

Mi limito pertanto a sottolineare che i Romani (quelli dell'Impero, intendo dire) ponevano dei limes a terra, dov'era e dov'è più facile controllare il territorio. Oggi, con mezzi da sbarco diversi da quelli dell'era imperiale romana, le nostre migliaia di chilometri di coste sono assai vulnerabili e scarsamente difendibili.

Non mi arrendo a un'inevitabile islamizzazione dell'Italia. Come pure so bene che gli immigrati africani giungono qui con scarse capacità operative e, forse, con poca voglia di fare. Ecco perché credo in un novello Piano Marshall che, com'è accaduto per l'Europa, ha operato anche sul piano culturale. Con risultati, non sempre brillanti, devo ammettere.

Continueremo la discussione in occasione della prossima cena. (c.p.)

 

 
Questo è un commento di "Immigrati molesti, violenti e… bombaroli"