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Le parole di Franco Sechi...
Scritto da salvatore cossu   
Giovedì 08 Febbraio 2018 23:36

Caro Marco,

innanzitutto, premetto che non intendo polemizzare o controbattere all'articolo da te soprascritto, anzi, mi trovo pienamente d'accordo sulla analisi da te descritta sul tema dei migranti in Italia, in Europa e nel mondo.

Mi preme però precisare, o più giustamente testimoniare, sulle angherie subite dagli emigrati italiani.Tu affermi di non avere mai visto un emigrato italiano nascosto... ecc. ecc...

Credibile, vero, nella tua esperienza. Molto probabilmente la tua. Andato via, voluto o non voluto, é avvenuto in epoca diversa dalla mia e in realtà o luoghi diversi. La mia esperienza di emigrato avvenuta nella meta' degli anni '60, testimoniano vicende vissute che, purtroppo, riscontrano fatti ed avvenimenti, più o meno, come descritto nel testo della canzone di Franco Sechi. Di queste potrei elencarne tante.

Mi limito a segnalare una legge, fra tante, sulla regolarizzazione della immigrazione, vigente qui in Svizzera negli anni '60 e '70 del secolo scorso, la quale non permetteva ai lavoratori stranieri, in regola con il permesso di soggiorno, il raggiungimento dei propri famigliari per una durata determinata, per cui molti lavoratori stranieri, fra questi tanti italiani, facevano entrare la moglie e i propri bambini in modo clandestino tenendoli nascosti in casa con le saracinesche abbassate anche durante il giorno, talvolta anche negli scantinati, sempre con la paura di essere scoperti ed espulsi.

Queste testimonianze caro Marco ti assicuro di averle vissute di persona. Per fortuna ora non é più così, almeno per noi italiani.

Carissimi saluti.

Salvatore Cossu