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Franco e Gianni Denanni - note biografiche PDF Stampa E-mail
Lunedì 31 Dicembre 2007 00:12
I fratelli Franco e Gianni Denanni sono fra i più autorevoli ambasciatori del canto sardo nel mondo. Non capita tutti i giorni d'imbattersi in due belle voci nella stessa famiglia. E con doti naturali di prim'ordine che hanno portato i due a calcare i palchi più famosi dell'Isola e d'oltremare. Ma Franco e Gianni sono figli d'arte. Pur non essendo assurti alle glorie del palcoscenico, i loro genitori (ma anche nonno Cristoforo) hanno coltivato, con successo e nel solo ambito familiare, la passione per su cantigu a chiterra.
Fin da bambino, Franco, classe 1958, non perdeva occasione per fare festa cantando. Le sue primas boghes se l'è cantate durante gli spuntini e le ricorrenze in famiglia. In campagna. Non si faceva pregare. Da piccolo era tanto estroverso quanto ora è riservato. Durante le gite scolastiche, rallegrava i compagni di scuola cantando con una vocetta melodiosa che indulgeva al gorgheggio.

Naturalmente, un tale dono naturale non poteva passare inosservato. E così, andando in giro col padre ad assistere alle gare di canto, senza esitare accoglieva l'invito che, immancabilmente, i cantadores professionisti gli rivolgevano: saliva sul palco e cantava con loro una 'oghe. Incoraggiato dai primi successi, ha partecipato ai concorsi per voci nuove. È nel 1976 che conquista un trofeo importante e determinante per la carriera, quale vincitore del concorso più prestigioso del canto sardo: l'Usignolo della Sardegna.
Dopo di che c'è stato un crescendo d'inviti. Da ogni parte. Il suo telefono è sempre caldo; le gare alle quali ha partecipato non si contano più, come pure le apparizioni in televisione e le trasferte trionfali all'estero.

Gianni DenanniA Gianni, più piccolo per età (1960) e con un fratello già noto al grosso pubblico, è toccato di fare una gavetta più lunga, pur avendo iniziato da ragazzo a frequentare gli ambienti del canto sardo. Ma la passione e il supporto dei familiari, sommati ai numerosi estimatori, lo hanno stimolato a vincere la sua naturale ritrosia. Quindi ha partecipato a numerosi concorsi per voci nuove, sbaragliandone i concorrenti e giungendo quasi sempre primo al traguardo.

Appassionato cultore del canto sardo all'antica e convinto assertore dell'uso della lingua sarda, ha studiato a fondo le vecchie incisioni dei maestri, riuscendo a personalizzare l'impostazione della propria voce e creando uno stile tutto suo che gli appassionati non hanno mancato di apprezzare. Ai testi classici, cantando affianca composizioni proprie che trattano tematiche di attualità e che pongono al centro dell'attenzione problematiche di carattere locale e universale. È uomo del nostro tempo.

Impegnato nel sociale, s'è posto al servizio della comunità come amministratore comunale e, da qualche tempo, mette a disposizione dei ragazzi la propria esperienza di cantadore, in una scuola di canto sardo a chiterra. Ambasciatore del canto tradizionale, ha girato il mondo, portando i muttos, il Re, il Mi e La e quant'altro in molte regioni italiane, in Belgio, Australia, Argentina, Malta, Stati Uniti, Egitto e Siria. Una bella carriera, non c'è che dire.

Da "Chiaramonti, un paese in collina", a cura di Carlo Patatu, ed. Associazione Turistica Pro Loco Chiaramonti 2006
Ultimo aggiornamento Domenica 02 Marzo 2008 23:22
 

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