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15 lire al giorno al posto di 5 lire
Scritto da Ange de Clermont   
Domenica 25 Febbraio 2018 16:40

Tra i legionari fascisti partiti in Spagna, a cinque giorni dalla mia nascita, anche mio padre Angelino senior, secondo me ben poco animato dall'amore per la patria e tanto meno per la Spagna.

Rientrò a Chiaramonti nel mese di giugno sicuramente per conoscermi, ma anche perché penso che ne avesse le tasche piene di una guerra civile terribilmente crudele e sanguinosa. Su un ponte i rojos avevano fatto fuori 12 suoi compagni e lui s'era salvato buttandosi nel fiume e restando in acqua finché la furia degli avversari non cessò. Ci rimise il sistema cardiorespiratorio e parte del sistema digerente. Non parlò mai volentieri di quella brutta guerra né tanto meno si dimostrò entusiasta del partito, almeno nel parlarne.

Sono certo che andò per racimolare qualche lira dal momento che ai legionari davano 15 lire al giorno, mentre ai giornalieri che restarono in paese davano soltanto cinque lire. Solo la classe dirigente fascista poteva dirsi entusiasta, ma non certo questi poveri fantaccini che andavano per "lavoro".

Sicuramente diedero a mia madre, essendo io il primogenito, la solita somma di denaro, e qualche lira anche da orfano riuscii ad averla anche se una parte cospicua la lasciai all'ENAOLI per non danneggiare l'adozione ufficiale di mia sorellina. Mandai a carte quarantotto la terza richiesta di documenti che mi fecero nel 1959 e dire che ne avevo particolare bisogno.

Sul campo franchista lasciarono la vita 500 mila uomini e altrettanti ne lasciarono sul campo dei rojos che poi non erano tutti tali, ma di varia ideologia. Un milione di morti costò la vittoria di Franco e naturalmente tra questi parecchi sardi.

A suo tempo volevo scrivere un contributo e mi feci mandare l'elenco dall'archivio militare e contemporaneamente feci intervistare dalle mie studentesse una cinquantina di reduci. Non so perché poi di tutto questo materiale che ho da qualche parte non ne feci più niente.

Una brutta pagina del ventennio tra tante brutte pagine.

 
Questo è un commento di "Filippo Budroni"