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Mandighende e buffende in Zaramonte[1] PDF Stampa E-mail
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Sabato 17 Marzo 2018 15:20

Si è chiusa con un grande successo la 4a edizione di Buffende in Carrela, organizzata dalle associazioni del luogo sotto l’egida della Pro Loco

di Carlo Patatu

1.100 i litri di vini locali, 9 quintali di vivande, poco meno di 1.500 quote individuali incassate dai partecipanti, più di 2.000 le presenze fra bevitori-assaggiatori del luogo e ospiti forestieri. Compresi i soliti imbucati. Sempre onnipresenti.

Questi, in sintesi, i numeri di una bella manifestazione, che va crescendo e migliorando di anno in anno. Insomma: successo pieno registrato dalla quarta edizione di Buffende in Carrela, la sagra eno-gastronomica promossa dalla Pro Loco e realizzata dalle associazioni locali, con la collaborazione del Comune, della Compagnia Barracellare e dei Carabinieri, che hanno vigilato con discrezione sullo svolgimento della serata. La quale non ha prodotto alcun incidente sgradevole, sebbene, in gran parte e a una certa ora, i protagonisti fossero piuttosto alticci. Né poteva essere altrimenti.

Una meditata e accorta programmazione dell'itinerario da seguire ha facilitato il compito di chi, non essendo del luogo, non aveva contezza della dislocazione dei nove siti, dove, oltre al buon vino (di quello che non fa venire il mal di testa, sottolineavano i mescitori), erano offerti piatti con prelibatezze locali accompagnate da un’ischirriolada de pane appena cottu[2].

Il paese sembrava rinato a nuova vita. Le strade erano affollate e i carruggi, solitamente ventosi, animati da in via vai di persone che, fermandosi a gustare le tante specialità culinarie in bella mostra sui tavoli apparecchiati, non mancavano di apprezzare pure le antiche architetture de sas chentinas zaramontesas[3], sapientemente restaurate e riportate all’antica funzione. E cioè quella di ospitare botti ripiene di buon vino; ma anche di accogliere gli amici, ai quali i proprietari usavano offrire, con malcelato orgoglio, il prodotto delle proprie fatiche di viticultori.

Ma l’attenzione dei visitatori era rivolta soprattutto ai piatti tipici esposti nei vari siti che punteggiavano il percorso programmato per le stradette del centro storico. Fave con lardo, salsicce e a rebisale, ceci in umido con finocchietti selvatici, porcetti arrosto, polenta, cinghiale in umido con lenticchie, coratella in umido con piselli, trippa, pan’untu con pancetta e lardo alla brace, formaggio fresco, stagionato e frazigu, salsicce, pancetta, prosciutto e fette sottili di lardo di cui si è perso ormai il sapore. Per finire, 
dolci; tanti dolci di vari sapori, fogge e dimensioni, rigorosamente fatti in casa dalle signore dell’associazione

Coro Doria, nel rispetto delle antiche ricette delle nonne. Il tutto condito con tanta musica, proposta da complessi, cori e balletto. Tutta roba nostrana.

Ancora una volta, le associazioni locali hanno fatto sistema, all’insegna del famoso forza paris, dell’unione che fa la forza. Accanto alla Pro Loco, il Gruppo Folk Santu Mateu, Su Coro de Tzaramonte, l’Aero Club I Grifoni, la Carruzu Longu, i Cagliari Supporters, la XXL, il Coro Femminile Doria, il Chiaramonti Slalom Team e i giovani de Sa Chentina de Sas Comares (mi scuso se ho dimenticato qualcuno) hanno di che andare orgogliosi della buona riuscita di una sagra che, avviatasi in sordina quattro anni fa, stavolta ha fatto barba e capelli alle manifestazioni consimili dell’area anglonese.

Ma non poteva mancare la ciliegina sulla torta.

Finito il giro, dopo avere mangiato e bevuto a volontà, la serata si concludeva al Caffè Rally, attiguo al distributore Q8, lungo la statale 672 Sassari-Tempio. A tre chilometri circa da Chiaramonti. Sono stati in molti ad affollarne la sala, ballando fino alle ore piccole e godendosi l’ospitalità di Manuel. Un servizio di navetta, intelligentemente predisposto, garantiva il collegamento col paese. Andata e ritorno. A scanso di conseguenze spiacevoli nell'eventualità d'imbattersi in un etilometro delle forze dell’ordine. Non si sa mai.

Tutto bene, dunque. Anche se è stata registrata, con una punta di delusione da parte degli organizzatori, la presenza  di alcuni portoghesi che, accompagnandosi sfacciatamente a chi aveva pagato la quota prevista (10 €), mangiavano e bevevano a scrocco. Il che nulla ha tolto alla spensieratezza, all’allegria e, va ribadito, al successo che hanno connotato la bella serata di Sabato 10 Marzo scorso. Alla faccia dei portoghesi; che, in simili circostanze, non mancano mai.

A me resta il cruccio di non avervi potuto partecipare, per un concomitante impegno lionistico, per me ugualmente gratificante: la consegna della borsa di studio alla studentessa chiaramontese Michelle Murgia, classificatasi prima in Anglona in un concorso bandito dal Lions Club Castelsardo.

Complimenti a tutti! A un’ater’annu mezus!


Le prime quattro foto sono di Tinuccio Pinna; l'ultima è del Coro Doria. Li ringraziamo entrambi.


[1] Mangiando e bevendo a Chiaramonti.

[2] Un bel pezzo di spianata sfornata in giornata.

[3] Le antiche cantine di Chiaramonti.

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Marzo 2018 19:36
 

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