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La discontinuità territoriale aerea PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 21 Marzo 2018 18:11

Esiste un accordo di code sharing[1] Alitalia-Blue Air? Si, ma il vettore straniero fa lo gnorri; la compagnia di bandiera lo conferma e quadruplica il prezzo del volo rispetto all’offerta rumena – Lettera aperta all’Assessore regionale

di Carlo Patatu

Signor Assessore Regionale dei Trasporti,

senta questa, che è bella. Dovendomi recare in Sicilia con mia moglie nel prossimo mese di Maggio, mi sono collegato via internet con Blue Air e ho richiesto un biglietto Alghero-Catania e ritorno.

Mi è stata offerta una sola opzione: volare con uno scalo a Torino. Al costo di 428 euro andata e ritorno. Il prezzo è buono, ma la durata del viaggio, per via della sosta torinese, è di quasi cinque ore.

Avendo letto sulla Nuova che Blue Air ha con Alitalia un accordo di code sharing, con una mail ho chiesto alla compagnia rumena di poter volare su Catania passando per Roma. I rumeni mi hanno risposto, in inglese, con un testo che mi è parso fumoso. Forse per la mia scarsa conoscenza di quella lingua.

Con altro messaggio ho manifestato insoddisfazione a Blue Air, reclamando il diritto a dialogare nella mia lingua, dato che vola su Alghero con soldi italiani. La risposta, cortese, mi è giunta per telefono: no, non è possibile emettere biglietti per Catania in code sharing volando da Alghero a Fiumicino coi rumeni e quindi in Sicilia con Alitalia.

Pertanto dovrò ritirare i bagagli a Roma, uscire dalla zona arrivi, rifare il cheek in e ripassare per i controlli di sicurezza. Il che richiederà un tempo piuttosto lungo, anche per la distanza fra le aree d’imbarco delle due compagnie.

Ma allora, ho chiesto alla gentile interlocutrice rumena, che ne è del code sharing Blue Air-Alitalia? Nessuna risposta. Il colloquio si è concluso con l’invito a ricontattare il call center per eventuali altre necessità. Poi il grazie per avere chiamato.

Inutilmente, mi pare.

Bene. A questo punto ho interpellato la nostra compagnia di bandiera. Il sito Alitalia mi ha proposto di volare regolarmente in code sharing con Blue Air su Alghero-Roma e con Alitalia su Roma-Catania e viceversa. Nessuna difficoltà.

Problema risolto? No, neanche per idea!

Di complicazione n’è sorta un’altra: il servizio offerto dalla nostra cara compagnia tricolore costa la bellezza di 1.597 € (796 all’andata e 801 al ritorno). Più che andare a New York! Ho chiamato Alitalia. L’operatrice ha ricontrollato il tutto, confermandomi l’esistenza dell’accordo di code sharing; ma solo con quella tariffa.

E allora, signor Assessore, come la mettiamo?

È mai possibile che accada tutto ciò? Lei non ne sa niente? Nessuno si è accorto di alcunché dalle sue parti? Se l’accordo c’è, non vedo perché Blue Air faccia lo gnorri e Alitalia ne approfitti per quadruplicare il prezzo.

Poveri noi! Isolani, isolati e bastonati.

Le chiedo troppo se mi attendo da lei una risposta esaustiva su quanto esposto?

La ringrazio per l’attenzione e la saluto con viva cordialità.

 


[1] Il code sharing è un accordo tra linee aeree nel quale un vettore commercializza un servizio e pone il suo codice sui voli di un altro vettore.

 

 

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