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Sos cantigos de chida Santa[1] PDF Stampa E-mail
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Domenica 25 Marzo 2018 21:59

Una manifestazione di buon livello ha visto la partecipazione di tre cori femminili, due maschili e del cantautore Franco Sechi

di Carlo Patatu

È stata piacevole e ricca di emozioni la serata musicale offerta alla comunità Sabato scorso dall’associazione tutta femminile del Coro Doria. Unico neo la temperatura antartica della chiesa parrocchiale, che ha ospitato il concerto.

Nell’imminenza delle festività pasquali, il tema era d’obbligo: Cantigos de chida santa. Si sono esibiti cinque cori: tre cori femminili (N.S di Monserrato di Ittiri diretto dal maestro Marco Maiore; Caras deTathari diretto dal maestro Tore Bulla e le padrone di casa, dirette dal maestro Salvatore Moraccini) e due maschili (Su Cuncordu Banaresu diretto dal maestro Salvatore Serra e Su coro de Tzaramonte diretto dal citato Moraccini). Con due prove conclusive del cantautore chiaramontese Franco Sechi.

La serata è stata condotta dalla poetessa zaramontesa[2] Maria Sale. Che si è distinta per stringatezza ed essenzialità nel presentare i cori e nell’illustrarne i pezzi in programma. Ciò ha fatto senza cedere alla tentazione, sempre in agguato, di allungare i tempi con discorsi non pertinenti.

I canti sono stati scelti all’interno del repertorio della musica sacra, tradizionale e no. Data la circostanza, impostati sui toni gravi della tristezza e della malinconia. Infatti corre la settimana di Passione; domani avrà inizio sa Chida Santa.

Dei cori femminili c’è da dire che quello di Ittiri era al battesimo del fuoco: ha svolto a Chiaramonti la prima esibizione pubblica, essendosi costituito da qualche mese appena. La prestazione è stata peraltro convincente anche perché la bellezza delle voci ha fatto premio sull’esperienza che ancora manca.

L’associazione corale Caras de Tathari presenta invece un complesso solido, con ottime voci di soprano, cui facevano da contraltare altrettante di basso, producendo un’armonia che raramente è dato di apprezzare in formazioni esclusivamente femminili. Si tratta di un gruppo cui non manca l’esperienza e che ci ha deliziato con l’ascolto di belle voci soliste.

Infine, il nostro coro Doria cresce di stagione in stagione e va acquistando sempre maggiore sicurezza nei brani di non facile esecuzione, grazie anche alla guida severa e autorevole del maestro Moraccini, oltre che alla presenza di un paio di pregevoli voci soliste.

I cori maschili Su Cuncordu Banaresu e Tzaramonte hanno cantato in piena scioltezza e con la sicurezza che è tipica di chi ormai ha superato le soglie infide delle prime esperienze canore. Entrambi hanno eseguito brani della tradizione religiosa locale, non mancando di destare emozioni profonde nel pubblico e prevalendo, sia pure per qualche minuto, sulla temperatura glaciale che aleggiava tutt’intorno.

È da sottolineare la regia scelta da Moraccini per l’esecuzione di un brano, distribuendo i singoli membri del gruppo in diversi punti delle due navate, col compito di cantare tutti un paio di versi come solisti. È stata un’iniziativa intelligente, che, fra l’altro, ha consentito al pubblico di conoscere e apprezzare le voci di tutti i componenti del nostro coro.

Infine, Franco Sechi ha eseguito due preghiere e ha riscosso applausi caldi e prolungati, come di consueto. Soprattutto con la sua personale e originale esecuzione di Deus ti salvet Maria[3].

A costo di apparire partigiano, mi piace sottolineare che il momento di commozione massima me lo ha offerto su Coro de Tzaramonte durante l’esecuzione del salmo Miserere. Il tempo lentissimo scelto dal maestro ha dilatato non poco la cupezza che connota quel salmo. In piena sintonia con la celebrata Passio Christi[4].

Per chiudere, un buffet d’eccezione preparato personalmente dalle signore dell’associazione Coro Doria. Una varietà di piatti profumati, saporiti e colorati, e una tavolata di dolci deliziosi cui non si poteva dire di no. Il tutto preparato in casa. A s’antiga, come si suol dirsi da queste parti.

Complimenti alle organizzatrici, con l’augurio che manifestazioni di questo genere possano continuare a ripetersi nel futuro. Anche se, mi pare doveroso sottolinearlo con un pizzico di rammarico, la presenza dei chiaramontesi è stata proprio scarsa. Come al solito. La chiesa era sì affollata; ma non da tanti spettatori del luogo.

Peccato! Gli assenti non sanno cosa si son perso.

 

Le foto sono di Tinuccio Pinna, che ringraziamo.


[1] Canti della Settimana santa.

[2] Chiaramontese.

[3] L’Ave Maria in lingua sarda.

[4] La passione di Cristo.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Marzo 2018 19:42
 
Commenti (1)
Un sentito grazie
1 Martedì 03 Aprile 2018 20:33
Salvatore Moraccini

Caro Dott. Carlo Patatu,


la ringrazio tantissimo per aver apprezzato l’esecuzione di sabato. E’ sempre un piacere leggere e ascoltare i suoi commenti che valorizzano il lavoro frutto di tanti anni d’impegno.


Conoscendo le sue grandi conoscenze in materia, è per me un piacere avere una sua recensione così bella e puntuale, dove ogni piccolo o grande particolare viene messo in risalto. Le sono riconoscente per tutte le volte che ci ha accompagnato nelle nostre rappresentazioni canore, presentandoci, raccontandoci e dimostrando passione e affetto per noi.


Ancora grazie, con la speranza di incontrarci in tante belle occasioni!


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Grazie a lei, caro Maestro, per avere, con impegno severo e pazienza certosina, privilegiato l'opera di amalgama e di conoscenze a favore di due gruppi che omogenei non erano, in partenza. E che, come sovente accade in questo mio povero paese, lungo il percorso registrano defezioni, le cui conseguenze di segno negativo lei, invece, riesce ad attenuare.


Le auguro, e auguro ai cori che lei dirige con tanta autorevolezza, di poter proseguire su tale strada ancora a lungo. (c.p.)

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