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Sas funziones de Chida Santa, origini storiche PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   

di Angelino Tedde


Con riferimento a quanto ha scritto Claudio Coda sull'argomento ( Sa Chìda Santa di trent'anni fa), il prof. Angelino Tedde ci ha inviato il seguente contributo, che volentieri pubblichiamo.

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Quelli de sa Chida Santa sono riti lanciati dai Passionisti e poi dai Gesuiti nel Settecento per commuovere i fedeli.

Il predicatore doveva essere bravo ad illustrare i momenti salienti della Passione Morte e Deposizione di Cristo. Bravissimo era in Continente e in Sardegna il gesuita padre G.B. Vassallo (Dogliani 1699-Cagliari 1775) che, oltre alle paci tra le famiglie, favorì questi riti per spingere i fedeli al pentimento dei loro peccati.

Dopo il Concilio Vaticano II l'ala antidevozionista, chiamiamola pure rigorista o addirittura giansenista e spesso nordica, gettò il discredito su queste manifestazioni "teatrali sacre" tacciate "meridionaliste" e dove poté agire impunemente le soppresse. Il popolo fedele, tuttavia, definito talvolta "popolino" amò queste sacre rappresentazione e dove poté le rianimò.

A volte oggi si fanno anche per richiamare i turisti nella Settimana Santa, ma ciò non toglie che chi sente sinceramente questo teatro sacro non ne possa avere giovamento all'anima. Del resto ci sono anche i film, si pensi a the Passion, che illustrano teatralmente la Passione, Morte, Crocifissione e Deposizione di Cristo, che non è morto per gioco, ma per salvare gli uomini dal peccato originale.

Talvolta questa specie di  rigorismo si è diffuso anche nella formazione dei seminaristi che, da preti, oltre a non credere alle apparizioni di Cristo, della Vergine e dei Santi e agli stessi miracoli, non frequentano né Fatima né Lourdes ecc. Ora è pur vero che la fede è già tutta nel Vangelo, ma da nessuna parte c'è scritto che bisogna disprezzare il sentimento popolare con le sue devozioni o con le sacre rappresentazioni.

Ricordo in proposito che alla Cattolica ebbi una vivace discussione col prof. Marcocchi, ormai anziano, che riprovava le sacre rappresentazioni. Si tratta di studiosi giansenisti o rigoristi che vedono come il fimo negli occhi il deviazionismo.

Non nascondo che anch'io, per anni, ho guardato con sospetto questi avvenimenti e mai, fuorché a Medjugorje, sono stato a Lourdes o a Fatima, ma nemmeno in Terra Santa. Col tempo ho capito che ogni atto che serve ad incrementare la fede è sempre lodevole ed è inutile spacciarsi per giansenisti o razionalisti per disprezzare il popolo di Dio, a volte ignorante, in genere umile, ma piamente devoto.

Oggi, senza baciare la mano alla Vergine Addolorata, che giganteggia nella nostra parrocchia vestita dalla nostra stilista Iolanda Denanni, e senza rivolgermi a Santa Giusta o a Santa Lucia o a Santa Rita da Cascia, alle quali devotamente tocco le vesti, non lascio la chiesa. Poco m'importa, a 81 anni compiuti, che mi si dica bigotto, credulone o altro. Io compio questi atti con devozione, pensando che sono un povero peccatore che ha bisogno dell'aiuto dei nostri santi e sante.

 

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