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40 anni fa: un quarto della popolazione attiva privo di una occupazione stabile PDF Stampa E-mail
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Giovedì 19 Aprile 2018 22:44

Quasi raddoppiato a Chiaramonti il numero dei giovani disoccupati

La Nuova Sardegna – 25 Febbraio 1978


Che cosa è rimasto della legge sull'occupazione giovanile?

Strombazzata ai quattro venti all'atto della sua promulgazione, essa ha vissuto una stagione di gloria. Quando cioè, lasciandosi cullare dalle illusioni, sembrava a molti di essere ormai in prossimità del paese di Bengodi, dove i giovani in cerca di un lavoro avrebbero trovato subito l’occupazione desiderata. Ciò doveva realizzarsi sotto il sorriso materno e compiacente del ministro Tina Anselmi e con la collaborazione di dirigenti e imprenditori industriali. I quali, secondo le intenzioni degli estensori del disegno di legge, avrebbero fatto a gara nell'assumere i giovani per beneficiare delle provvidenze previste dalla legge.

Anche l'amministrazione comunale di Chiaramonti, solitamente pigra e sonnacchiosa, ha avuto occasione di occuparsi  problema, sia pure in modo superficiale e poco credibile, redigendo in tutta fretta un piano che prevedeva l'occupazione di qualche decina di giovani per una spesa di oltre trecento milioni, peraltro mai arrivati.

Della legge Anselmi, oggi, restano i piani predisposti da comuni e regioni (tanto ambiziosi quanto demagogici) insieme a tanti giovani, sempre disoccupati e in attesa di un lavoro che tarda a venire. E che, quasi certamente, non verrà, considerato che i posti di lavoro, in questo frangente, li va perdendo anche chi già li aveva in precedenza e li reputava sicuri.

Non stupisce, quindi, che i 39 giovani iscritti nelle liste speciali di questo comune al 30 giugno scorso, siano diventati ben 59 alla fine del 1977. E non stupisce nemmeno il fatto che nessuno di essi, finora, ha trovato lavoro. Nemmeno temporaneamente.

Pertanto, se ai 59 giovani aggiungiamo gli 80 disoccupati compresi nelle liste ordinarie e i 20 operai recentemente licenziati o messi in cassa integrazione dalle imprese di Porto Torres, oggi possiamo contare oltre 150 chiaramontesi senza lavoro, su una popolazione attiva che, stando ai dati Istat, supera di poco le 600 unità. Quasi il 25 per cento di lavoratori, spesso professionalmente qualificati, sono costretti a tenere le braccia incrociate, in attesa di tempi migliori. Che peraltro sembrano ancora molto lontani.

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Aprile 2018 22:51
 

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