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Elezioni 1946: tre liste di candidati PDF Stampa E-mail
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Domenica 06 Maggio 2018 00:11

Diversamente da oggi, lotta serrata, a Chiaramonti, alle comunali del 10 marzo di 72 anni fa

di Claudio Coda

A proposito di elezioni, vado indietro nel tempo.

Il 22 febbraio 1946, in Chiaramonti, vennero presentate tre liste, ma ne erano state organizzate due. All'ultimo momento, i componenti della seconda, provocarono la spaccatura e così saltò fuori la terza: quella dei comunisti, che prima condividevano il progetto con socialisti, repubblicani e sardisti.

Cos'era accaduto: originariamente il progetto comprendeva la lista dei democristiani ed indipendentisti e quella dei socialisti, comunisti e repubblicani-sardisti. Qualche giorno prima, il secondo gruppo si divise provocando la fuoriuscita dei comunisti, che presentarono la loro.

Così trentasei, complessivamente, i candidati in lizza.

Il logo dei democristiani, la prima lista, rappresentava una stella a quattro punte; la seconda, quella dei socialisti-repubblicani-sardisti, lo stemma sardo; la terza, dei comunisti, una spiga di grano.

La lotta comunque era ad appannaggio delle prime due, a discapito dei fuoriusciti che dovettero arruolare, tamburo battente, altri candidati.

Il seggio elettorale era collocato nella chiesa del Rosario -sconsacrata nel periodo di guerra- e su 1.447 aventi diritto, votarono in 1.113 con una percentuale alta, per allora: 76,91. Si poteva esprimere fino a dodici preferenze, anche distribuite in altre liste. Le schede nulle, 76.

Per comparazione, nelle amministrative del 2017 gli iscritti al voto erano 1408 -su 1664 residenti- ed unica la lista presentata: 12 componenti, compreso il candidato a Sindaco. Non si raggiunse il quorum, dando il benvenuto al Commissario Straordinario che entrò a palazzo con disinvoltura. A pieno titolo.

Il 10 marzo 1946 la lista n. 1 (democristiani ed indipendenti) vinse alla grande piazzando i 12 consiglieri: Madau Antonio Luigi, Puggioni Sebastiano, Rottigni Salvatore, Ruiu Francesco, Urgias Andrea, Canopoli Gavino, Scanu Giovanni Michele, Murgia Gavino, Canopoli Giovanni Agostino, Lezzeri Salvatore, Quadu Salvatore, Denanni Gavino.

In minoranza furono eletti: Accorrà Andrea, Baiardo Giuseppe del Partito Sardo d'Azione e Soddu Giovanni dei comunisti.

La terza lista, quella dei comunisti, era composta dai seguenti: Brundu Giuseppe di Sebastiano, Canu Lorenzo, Soddu Giovanni di Giovanni, Unali Giovanni di Andrea, Soddu Gavino fu Gavino, Putzolu Emilio di Salvatore, Coda Mario di Giacomo, Manghina Antonio fu Salvatore, Montesu Pietrino fu Antonio, Mureddu Antonio Maria fu Giovanni Domenico, Satta Matteo di Antonio, Murruzzulu Giovanni fu Pietro.

Il 17 successivo si riunì il Consiglio Comunale, per procedere all'elezione del Sindaco ed assessori. La presidenza dell'assemblea civica fu tenuta dal Madau A. Luigi che, preso atto dei voti attestati alla 1^ lista, dopo alcune contestazioni, passò alle votazioni: sindaco Madau Ant. Luigi, che ottenne 11 voti su 15 presenti. Eletti assessori, con 12 voti alla pari: Puggioni Sebastiano e Canopoli Gavino. Supplenti: Rottigni Salvatore, 10 voti e Ruiu Francesco con 8 voti.

Allora, il senso civico, la fiducia negli altri, l'atteggiamento partecipativo alla res publica era più sentito e, negli anni successivi, ebbe effetti benefici per la ricostruzione di un Paese, affranto dal periodo del dopoguerra. Nell'oggi, invece, l'atteggiamento è modificato: in meglio od in peggio ?

Da valutare pacatamente, oppure entrare in “terapia intensiva”.

Delle due, l'una.

 

Le foto sono dell'autore, che ringraziamo.

 

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