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Salvini, calma e gesso![1] PDF Stampa E-mail
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Domenica 24 Giugno 2018 17:40

Di pacatezza ha bisogno il Ministro; ma ne abbiamo bisogno anche per trovare soluzioni ai problemi che ci affliggono. Che sono tanti, complessi e non risolvibili con battute estemporanee, becere e infelici

di Carlo Patatu

Abbiamo un Ministro dell’Interno loquace. Molto loquace; anzi troppo. Tant’è che se ne inventa una al giorno, pur di stare sulle prime pagine di giornali e tv e far così lievitare il termometro dei sondaggi in suo favore.

Un giorno se la prende con gli immigrati, causa dei nostri mali; un altro con i rom, coi burocrati dell’Unione Europea, coi vaccini obbligatori e, per ultimo, perfino con lo scrittore Roberto Saviano, minacciando addirittura di prendere in considerazione la possibilità di togliergli la scorta. Dimenticando che tale potere non gli compete; che la scorta non è un lusso, ma una prigione cui è costretto, suo malgrado, chi ne è beneficiario. Per altre questioni cruciali non c’è spazio. Almeno per ora. Ma tant’è.

In sintesi, stando a quanto ciancia quotidianamente il Ministro, i mali più gravi che affliggono l’Italia deriverebbero dai disperati che approdano alle nostre coste, dai rom ladri, dalle vaccinazioni obbligatorie e dai rompiscatole tipo Saviano, colpevoli di dissentire da come la pensa lui. Per quel poco che conta, io sto con lo scrittore, obbligato a vivere in cattività per avere osato denunciare le malefatte del clan dei casalesi. Mi suona strano che il Ministro dell’Interno, invece di difenderlo, lo abbia collocato fra i cattivi.

Che gli immigrati ci creino problemi e oneri economici è fuor di dubbio. Che siano portatori di culture in contrasto con le nostre è altrettanto vero. Che tale fenomeno sia da noi governato in modo per niente efficace e poco trasparente è cosa altrettanto innegabile. Come pure va rimarcata la latitanza dell’Europa, dimentica che i confini italiani sono anche europei e che, pertanto, tutti gli Stati dell’Unione, ma proprio tutti, devono farsi carico di difenderli.

È pur vero che i rom, per tradizione consolidata e antica consuetudine, preferiscono la vita nomade abitando in tendopoli o roulotte, occupando spazi talvolta organizzati e talaltra no; praticando l’artigianato, il piccolo commercio, l’accattonaggio e il furto. Il che non ce li rende simpatici. Anzi. Ci capita di osteggiarli pure senza ragione.

Ebbene, il pensiero dominante del Ministro dell’Interno è darci licenza di uccidere in casa nostra e cancellare dal panorama nazionale sia immigrati che rom. Soltanto in second’ordine viene il resto. Che non è roba da poco. Salvini ha la capacità di mettere in campo soluzioni semplicistiche a problemi complessi. Tralascio i rom perché non mi pare che la Penisola sia assediata da quella gente. Che, oltre tutto, proviene da paesi dell’Unione Europea e che, per tale motivo, può attraversare le frontiere come qualunque altro cittadino.

Quanto agli immigrati, il Ministro leghista ha saputo moltiplicare, nei confronti di quei derelitti, sentimenti di ostilità, diffidenza e odio che non fanno (non facevano) parte della nostra cultura. Noi siamo stati (lo siamo tuttora) una comunità di emigranti, da sempre ben disposta all’accoglienza. Ecco perché dovremmo tenere a mente le sofferenze patite dai nostri padri, dai nonni. E prendere a modello i Paesi che tali problematiche hanno già avviato a soluzione con azioni adeguate. E cioè come ospitare e integrare chi chiede aiuto.

Invece abbiamo messo in pratica una forma di carità pelosa, che si limita a dare al povero il pesce, invece d’insegnargli a pescare.[2] Abbiamo appaltato il servizio di accoglienza (un letto e un posto a tavola) a sodalizi e ad albergatori non sempre all’altezza del ruolo e li abbiamo lasciati fare. Senza controlli degni del nome. Salvo intervenire quando scoppiavano gli scandali. Quando la frittata era ormai fatta. Abbiamo investito enormi risorse finanziarie nostre ed europee senza ottenere risultati apprezzabili. Abbiamo leggi farraginose e un apparato burocratico che richiedono anni per individuare chi, fra gli ospiti, ha diritto di asilo e chi no. Altrove è sufficiente qualche mese.

Ebbene, la colpa di tutto ciò è forse di chi giunge da noi in condizione di bisogno e debolezza estremi? Mi piacerebbe sentire dal Ministro Salvini qualche parola su un nuovo e possibile stile di accoglienza da mettere in atto. Ma anche sulle responsabilità di chi, in Italia e non solo, continua a lucrare sulla disperazione di quella gente, posto che il problema non lo si risolve lanciando slogan di pessimo gusto, chiudendo i porti ai naufraghi e insultando uomini di Stato di Paesi amici. La collaborazione e il sostegno dei quali ci sono indispensabili per rimodulare le regole europee in materia di immigrazione. Regole che, va detto a chiare lettere, furono sottoscritte dal Governo Berlusconi appoggiato dai leghisti di Salvini.

Mi piacerebbe pure sentire dal Ministro qualcosa in materia di lotta alla corruzione, alla mafia, alla ndrangheta, alla camorra, oltre che all’evasione fiscale. Magari invadendo il campo del Ministro delle Finanze, così come gli è capitato di fare attribuendosi competenze che non sono sue, ma di altri dicasteri o dell’afono Presidente del Consiglio.

Parli di meno, Salvini. Basta comizi! Smetta le vesti di Rodomonte. La campagna elettorale è finita da un pezzo. Ora gli tocca governare. Si occupi di sicurezza e di contrapposizione al mondo dei malavitosi, alla criminalità organizzata. Faccia presidiare a dovere le periferie delle città e si adoperi per fare proprio un lessico più consono al ruolo che ricopre. Ruolo che non è più quello del tribuno, ma del servitore della Stato deputato a governare tenendo unito in un clima di ragionevolezza il Popolo, invece di parlargli solleticandone la pancia e gli istinti più bassi, oltre che prospettandogli paure nuove e inesistenti.

Vada a caccia dei delinquenti veri, di quelli che hanno spolpato lo Stato e che, a quanto pare, continuano a derubarlo ogni giorno di più. Da un capo all’altro della Penisola. Quelli sono i nostri veri nemici, gli affossatori dell’Italia democratica. Questo è il suo mestiere.

Altro che immigrati, vaccini, rom e pistole a go go!



[1] Calma e gesso, espressione usata da chi pratica il biliardo, quando si accinge a giocare un colpo particolarmente impegnativo.

[2] Cfr. Confucio: Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

 

 

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