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Velista per mestiere, deputato per hobby PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 25 Luglio 2018 21:52

Si può esercitare il mandato parlamentare in tanti modi: bene, male e così così; ma non in barca, andando per mare anche in nome e per conto di chi non ci va – Le pretese del campione sardo Andrea Mura, pentastellato assente abituale ai lavori della Camera

di Carlo Patatu

L’avevo già detto prima a chiare lettere, loro sapevano che avrei esercitato il mandato parlamentare girando il mondo in barca a vela per difendere gli oceani dall’invasione della plastica. In questo modo do il mio contributo e ampia visibilità a una battaglia di civiltà che vede il M5S in prima linea.

Questa, più o meno, la risposta candida del neo deputato, nonché campione di vela, Andrea Mura a un giornalista della Nuova che gli chiedeva conto dell’accusa di assenteismo mossagli da un collega sardo.

In breve, il nostro velista ritiene, probabilmente in buona fede, di potere onorare un po’ come gli pare il proprio ruolo, prestigioso e ben remunerato, di rappresentante del Popolo in Parlamento. Il che mi pare abbastanza fuori da ogni logica solo a pensarlo. La Camera dei Deputati è da sempre il luogo del confronto e del dibattito. Dello scontro, anche. La sede in cui prendono corpo idee e progetti che fanno da supporto alle regole che sovrintendono allo svolgimento ordinato e armonico del gioco democratico nella comunità nazionale.

È evidente che, se un contributo personale e originale vuole e può offrire, Andrea Mura può darlo frequentando attivamente e assiduamente quel Palazzo augusto e importante; non armeggiando solamente, sia pure con la perizia e l’autorevolezza che gli cantano, la barra o la ruota del timone di una barca a vela. E può farlo avvalendosi pure di esperienze tanto originali quanto belle ed esaltanti maturate lungo le rotte oceaniche, affrontando in solitudine tempeste e imprevisti che l’andar per mare tiene sempre in serbo verso chi sfida le onde.

Inoltre, come qualunque altro lavoratore, un parlamentare ha doveri da rispettare, nei confronti del datore di lavoro; e cioè del Popolo che lo ha eletto. Doveri che la Carta Costituzionale delinea a chiare lettere e ai quali non può derogare. Nemmeno se si è velista e famoso. Neppure se si porta un nome come quello di Andrea Mura.

Infine, mi inquieta non poco il riferimento a loro, che sapevano ogni cosa fin dal momento della candidatura. Che c'entrano loro? Se così stanno le cose, la questione è ancor più grave. Davvero ignora l’onorevole Mura e fanno finta di non sapere loro (leggasi il M5S) che l’articolo 67 della Costituzione stabilisce che Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Attenzione: rappresenta la Nazione; e cioè anche chi non lo ha eletto e chi non ha votato perché minore o privo del diritto dell’elettorato attivo per qualche ragione. Inoltre, opera senza vincolo di mandato. Il che vuol dire che Andrea Mura, di ciò che fa, non deve rispondere a loro, ma alla propria coscienza, oltre che a chi lo ha votato.

Ecco perché, pur non avendolo gratificato del mio voto, ma stimandolo molto per le sue doti straordinarie di velista, ritengo che Andrea Mura debba restare al proprio posto, in Parlamento. A onorare l’impegno assunto solennemente davanti agli elettori con la solerzia e l’assiduità richieste e dovute. Riservando all’amata nautica il tempo restante: i fine settimana e il periodo feriale.

Se poi non dovesse riuscire a contemperare le due attività e la crisi di astinenza, lontano da boline, traversi, laschi, orza e puggia dovesse risultargli insopportabile, abbandoni senza esitazione lo scranno di Montecitorio. L’andar per mare, è vero, regala ben altre emozioni. Ma, da sportivo corretto e leale qual è, non può servire due padroni, né tenere il piede in due scarpe.

Decida come meglio riterrà; ma presto. Poi ci faccia sapere.

 

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