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Anche il Comune sarà su FB PDF Stampa E-mail
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Martedì 31 Luglio 2018 09:54

La giunta municipale ha deliberato l'apertura del profilo istituzionale del Comune di Chiaramonti sui servizi di social network con relative linee guida. Che meriterebbero qualche aggiustamento

di Carlo Patatu

È ufficiale: a breve, il Comune sarà su facebook con un proprio profilo, aperto alla collaborazione dei cittadini. Lo ha deliberato la giunta municipale il 20 Luglio scorso.

Un profilo analogo su FB esiste già da qualche anno (v. Comune di Chiaramonti/Comune de Tzaramonte), probabilmente frutto dell’iniziativa personale di qualche amministratore. Ora, mi pare di capire, il Comune vuole operare col crisma dell’ufficialità.

Molto bene.

L’iniziativa è senz’altro lodevole e da condividere. Creare spazi di discussione libera e di confronto democratico sulle questioni che riguardano questa comunità minuscola e sonnacchiosa significa, così come aveva auspicato il sindaco in occasione dell’insediamento, che la collaborazione dei cittadini, ancorché in forma critica, è ritenuta indispensabile e va perciò sostenuta con ogni strumento a disposizione. Compreso quello, oggi in auge, rappresentato dalla rete.

La stessa giunta ha pure adottato le linee guida che sovrintenderanno alla gestione del profilo. Un insieme di regole che parrebbero persino ovvie; ma che, avuto riguardo a esperienze analoghe maturate qui e altrove, pare opportuno mettere in conto.

È da sottolineare che il Comune vede nell’utilizzo della rete una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva. Che la presenza su FB costituisce un’interfaccia complementare ai tradizionali strumenti di comunicazione, attivata per migliorare l’efficacia e la tempestività dell’informazione e partecipazione dei cittadini. Con l’avvertenza che lo spazio istituzionale sui social network non vuole sostituirsi alle competenze specifiche degli uffici comunali e non può rispondere alle segnalazioni e richieste informative di carattere generale. Alle richieste relative ai post pubblicati verrà fornito riscontro, sentiti gli uffici interessati.

La gestione della pagina ricadrà nella responsabilità del sindaco. Che potrà designare, a tale scopo, una o più persone. Vi saranno pubblicate informazioni inerenti all’attività amministrativa, a eventi, manifestazioni organizzate o patrocinate dal Comune e comunque a ogni iniziativa d’interesse pubblico. Ovviamente, sottolinea il documento, tali pubblicazioni si aggiungono ma non sostituiscono in alcun modo le forme di pubblicità prescritte dalla legge, né pregiudicano il diritto di accesso agli atti amministrativi.

Tutto bene, fin qui.

Il documento stabilisce pure le modalità di accesso al profilo comunale e le norme di comportamento per chi intende pubblicarvi qualcosa. Seguono pertanto indicazioni circa il linguaggio da usare, il rispetto per chi propone o commenta. Insomma, una serie di precetti sulla buona creanza che ciascun utente è tenuto a osservare quando entra in casa d’altri e con altri si rapporta sul terreno della discussione. Ma anche del dissenso. Nel caso contrario, il gestore della pagina provvederà a bloccare i contributi ritenuti offensivi o non coerenti con le finalità che l’iniziativa si propone di conseguire.

Ed ecco elencate situazioni particolari che gli interessati sono tenuti a leggere consultando il sito ufficiale del Comune. Fra le quali ce ne sono alcune che, a mio avviso, destano perplessità e che desidero segnalare all’attenzione della giunta.

Si legge, fra l’altro, che verranno eliminati senza darne evidenza pubblica:

- i commenti inseriti a semplice fine di propaganda politica, sindacale, religiosa;

- i commenti inseriti con lo scopo di innescare polemiche e che non siano espressione del diritto di critica o di libertà di pensiero;

- le apologie di ideologie politiche, religiose, o qualsiasi enfatizzazione di superiorità di una razza, etnia, nazionalità, regione, ideologia o credo religioso;

- le comunicazioni scritte e le discussioni non dovranno essere in nessun caso di contenuto politico e propagandistico né riferirsi direttamente o indirettamente alla politica o a personaggi del mondo politico;

- sono da evitare atteggiamenti sarcastici e denigratori, in modo da rendere il clima delle discussioni il più sereno possibile.

A questo punto, com’è evidente, c’inoltriamo in un terreno molto scivoloso. Mi torna alla mente il famigerato motto del Ventennio: qui non si fa politica! Ma lungi da me l’intento di fare accostamenti di sorta.

Mi chiedo: perché mai gli interventi dei cittadini non dovranno essere in nessun caso di contenuto politico e propagandistico né riferirsi direttamente o indirettamente alla politica o a personaggi del mondo politico? Con quale metro si stabilirà che certo modo di esprimersi sia sarcastico e denigratorio? Socrate si serviva proprio dell’ironia per giungere alla verità.

Potrei io affermare, su quelle pagine, di essere contrario al governo Lega-5 Stelle? Mi sarebbe concesso di dissentire da come la pensano i politici locali, regionali e nazionali, posto che le loro decisioni producono pur sempre ricadute anche su Chiaramonti? Sarei libero di criticare il parroco o il vescovo su risoluzioni che riguardino questa comunità? Quali i parametri per valutare se un mio intervento risulti coerente oppure no con le dichiarate finalità dell’Amministrazione?

Come si vede, non solo queste, ma altre questioni spinose potrebbero insorgere nell’applicazione delle linee guida di cui trattiamo. Il fatto è che, quando si vuole puntualizzare troppo, ci si complica la vita. Pure operando in buona fede e con le migliori intenzioni, come credo che, nella fattispecie, abbia fatto la giunta.

Ritengo sia il caso di non porre troppi lacci e laccioli, lasciando libero corso al dibattito in pagina. Con la sola prescrizione di bandire il turpiloquio, le offese a chicchessia, le notizie volutamente false e l’anonimato. Anche perché, in questa come in altre circostanze, non è possibile, né utile, prevedere ogni cosa.

Strada facendo, si potrebbe aggiustare il tiro. Se necessario.

 

 

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