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170 anni fa il paese cresceva, oggi declina PDF Stampa E-mail
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Lunedì 20 Agosto 2018 09:39

La demografia di Chiaramonti illustrata a quel tempo da don Ignazio Satta, parroco dal 1839 al 1858, anno in cui diede le dimissioni e si ritirò nel proprio paese, Florinas

di Carlo Patatu

Chiaramonti è un villaggio in agonia. Perde terreno anno dopo anno, con saldi demografico e migratorio inchiodati ineluttabilmente sul segno meno.

I numeri miserevoli dei nati sono ben lontani dal riequilibrare il divario impressionante determinato da chi se ne va al cimitero. Come pure è prevalente la cifra di chi emigra altrove rispetto a chi sceglie di stabilirsi qui. Già all’inizio di quest’anno mi chiedevo, su queste stesse pagine, se un comune come il nostro potesse guardare al domani con fiducia se, nel 2017, i nati sono stati appena sei (tre maschi e tre femmine) a fronte dei 25 deceduti (tredici maschi e dodici femmine). Risposta ovvia: no, decisamente non poteva. Non può.

Il drenaggio pare inarrestabile, dovuto a cause molteplici che abbiamo avuto modo di sottolineare in più circostanze. Un po’ lo si imputa alla crisi economica, alla mancanza di lavoro (e quindi di prospettive rosee per il futuro); ma pure a certo egoismo dei giovani d’oggi. Che, diversamente dai loro padri e nonni, non vogliono saperne di patire sacrifici e privazioni per tirar su nidiate di figli che superino l’unità.

Inutilmente, quando mi capita di discuterne coi nostri ragazzi, gli ricordo che i miei genitori (ma la cosa vale anche per migliaia di altri), pur potendo contare su un solo reddito e neppure sostanzioso, hanno allevato sei figli. In povertà; ma senza mai deviare dal sentiero del decoro, sovente irto di ostacoli che, di primo acchito, potevano apparire talvolta insormontabili.

Niente da fare, mi rispondono. Oggi le esigenze sono diverse. Certi beni, che in passato potevano considerarsi superflui, sono diventati ormai essenziali. È pensabile, mi dicono, ipotizzare, di questi tempi, di poter fare a meno di un telefonino pro capite, di un’auto o motorino a testa, di vestiti da cambiare anche due volte al giorno, della pizza fra amici, della gita domenicale e delle vacanze fuori porta? Anche in questo caso, la risposta è secca: no, non è ipotizzabile una situazione del genere. Sarebbe un ritorno al passato.

Ed ecco che le giovani coppie fanno trascorrere più anni, prima di decidersi ad avere un figlio. Che, fatti salvi eventuali incidenti di percorso, nella stragrande maggioranza dei casi resta unico. Non in grado, pertanto, di rimpiazzare la coppia che lo ha generato.

Ma non è stato sempre così.

Il numero massimo degli abitanti (3.119) a Chiaramonti lo si è registrato nel 1956. Oltre sessant’anni fa. Dopo di che è iniziato il calo, dovuto, segnatamente nel primo ventennio, alle emigrazioni di famiglie intere di lavoratori all’estero o nel triangolo industriale dell’Italia Settentrionale. Poi ci si è messa di traverso pure la caduta della natalità.

Per soddisfare la curiosità di chi ne ha interesse, riporto alcuni dati inerenti agli anni 1847-1862, raccolti da don Ignazio Satta, originario di Florinas e parroco di questo paese dal 1839 al 1858. Fatta eccezione per il 1855 (imperversava il colera), si registrava allora un saldo demografico costantemente positivo. I nati prevalevano alla grande sui morti. E il paese cresceva. Nonostante l’annus horribilis sopra citato, in quindici anni il paese crebbe di ben 216 unità. Oggi quei dati ce li sogniamo.

Ecco la tabella compilata da don Satta e, di seguito, alcune altre curiosità sulla composizione della popolazione oltre un secolo e mezzo fa[1]:

 

Anno

Nati

Morti

Saldo

1847

62

46

16

1848

94

84

10

1849

56

49

07

1850

72

47

25

1851

69

66

03

1852

64

36

28

1853

67

42

25

1854

63

41

22

1855

70

171

-101

1856

60

31

29

1857

47

31

16

1858

65

38

27

1859

72

41

31

1860

62

37

25

1861

60

38

22

1862

70

39

31

16 anni

1.053

837

216

 

Riepilogo della popolazione di Chiaramonti nell’anno 1848:

~ Il numero delle case è di 374

~ Il numero delle famiglie di 441

~ Il numero delle anime è di 1.723, non compresi quegli individui assenti per essere altrove registrati, cioè studenti, carcerati, ecc.

~ Il numero degli scapoli è di 553

~ Il numero degli ammogliati è di 299

~ Il numero dei vedovi è di 35

~ Il numero delle nubili è di 444

~ Il numero delle maritate è di 301

~ Il numero delle vedove è di 97

~ Il numero di chi sa leggere è di 17

~ Il numero di chi sa leggere e scrivere è di 47

~ Il numero degli estranei o nati altrove è di 178

~ Il numero dei maschi che hanno adempiuto al precetto

~ Il numero delle donne che hanno adempiuto al precetto

~ Il numero delle anime che dovevano adempirlo nelle donne e non adempirono è di

~ Il numero delle anime che dovevano adempirlo negli uomini e non adempirono è di

~ Il numero delle anime che non passano gli anni della discrezione. Cioè a dire fino agli anni otto inclusi è di 298.



[1] Cfr. Parrocchia di San Matteo Apostolo ed Evangelista in Chiaramonti, Quinquelibri – Stato delle Anime, anno 1848.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Agosto 2018 09:52
 

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