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La casa è della parrocchia, ma due magazzini no PDF Stampa E-mail
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Giovedì 23 Agosto 2018 19:39

La vicenda curiosa della edificazione della palazzina parrocchiale di piazza Repubblica e la pretesa di un parroco, che rivendicò a sé la proprietà dei due magazzini posti al piano terra

di Carlo Patatu

Di tanto in tanto, qualcuno mi chiede come mai i due locali posti a sinistra del portone della casa parrocchiale appartengano a privati e non alla parrocchia, come il resto dell’edificio. E come dovrebbe essere, secondo logica. Ebbene, ciò discende a una vicenda curiosa accaduta all’epoca della costruzione di quel caseggiato e che vale la pena raccontare.

In verità, in altra occasione mi occupai dell’argomento, pubblicando quanto ebbe ad annotare, a quel tempo, Giorgio Falchi nelle sue cronache (Cfr. 1878 - Costruzione della casa parrocchiale )

Siamo nel 1878, anno in cui fu portata a termine la costruzione della palazzina che fronteggia i giardini in piazza Repubblica. Promotore dell’opera il frate carmelitano Stefano Maria Pezzi, chiamato nel 1859 – annotava il Falchi – per somma disavventura di questa popolazione, a sostituire l’anziano, pio e caritatevole don Ignazio Satta, ritiratosi definitivamente a Florinas suo paese natio[1].

Il vicario Pezzi, sottolinea lo stesso Falchi, era uomo coltissimo ed avido di pecunia. In breve tempo impiegando la sua astuzia volpina riuscì ad accattivarsi la stima dei primari del paese, i quali finì per asservire e renderli proni ai suoi voleri[2]. Intraprendente com’era, durante la sua permanenza a Chiaramonti, portò a termine due opere importanti: la edificazione della citata casa parrocchiale e, dieci anni più tardi, della nuova chiesa intitolata al patrono San Matteo, tuttora officiata.

Sennonché, in relazione alla palazzina, il Falchi racconta che ...né l'astuto frate lasciava di affermare, che nella costruzione del caseggiato, oltre di avervi profuso i fondi parrocchiali, il danaro proprio eziandio aveva impiegato onde condurlo a compimento. E sull'affermazione del controllo sulle fatte ebbe a rispondere non solo con reciso rifiuto, ma nel più breve tempo riteneva come cosa propria i due migliori magazzini esistenti nel fabbricato, salvo poi nel proprio interesse ad alienarli a caro prezzo al merciaiuolo Schintu Salvator Angelo[3]. Gli eredi del quale, negli anni Sessanta del Novecento, li cedettero in vendita all’imprenditore Leonardo Mureddu, successivamente emigrato in Australia, ov’è deceduto qualche decennio fa. Oggi quei locali, che ospitano rispettivamente l’edicola e una rivendita di tabacchi, appartengono alla vedova e ai due figli del Mureddu.

Di seguito riporto due documenti, tratti dal registro sullo Stato delle Anime dei Quinquelibri parrocchiali. Il primo riporta il testo della supplica inviata dal vicario Pezzi all’arcivescovo di Sassari Diego Marongio Delrio a giustificazione della pretesa proprietà dei due locali. Il secondo è la trascrizione del decreto arcivescovile col quale si riconosce la rivendicata appartenenza degli immobili in questione al richiedente.

Per concludere, il vicario Pezzi, inviso ai parrocchiani, nel 1892 fu cacciato dal paese a furor di popolo. L’arcivescovo, di conseguenza, lo trasferì a Sassari. Promuovendolo, come d’uso.

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Dal registro sullo Stato delle Anime dei Quinquelibri della Parrocchia di Chiaramonti:

Copia conforme all’originale del decreto e relativa supplica, rilasciato da Monsignor Arcivescovo di Sassari ai 9 Novembre 1879, dal quale risulta l’obbligo che il Parroco pro tempore o il sacerdote che abiterà la Casa Parrocchiale di celebrare annualmente una Messa anniversario in apparato col risponso in tutto il mese di gennaio in suffraggio del fu Sacerdote Baingio Cabresu e risulta dallo stesso che i due magazzini attigui e la stalla sono proprietà del Padre Stefano Maria Pezzi Carmelitano.

Eccellenza Reverendissima,

Il Sacerdote Fr. Stefano Maria Pezzi Carmelitano Vicario Parrocchiale di Chiaramonti umilmente espone all’E.V.R.ma[4] di essersi edificata in questo Comune la nuova Casa Parrocchiale, la quale nel Piano terreno consistente nell’ingresso, nel magazzino a destra coll’unitovi cortile ed in tutto il Piano superiore, eccettuati due magazzini e la stalla, che sono proprietà dell’esponente, perché fabbricati a sue proprie spese.

Siccome la sunnominata Casa trovasi edificata su di un terreno di pertinenza dello scrivente, denominato sa Terra Ruja, detto terreno trovasi onerato d’un legato perpetuo, consistente in una Messa solenne di Requiem anniversaria con risponso in apparato (?) la somma annua di lire otto e centesimi cinquanta, e fondato in questa Parrocchia ai 30 di Dicembre 1833 dal fu Sacerdote Baingio Cabresu, a suffraggio del quale deve annualmente celebrarsi in tutto il mese di Gennaio; perciò il sottoscritto, avuto riguardo alla povertà della Parrocchia, altro compenso non chiede per la quota dell’area, su cui è edificata la Casa Parrocchiale, che la celebrazione annua dell’annunciato legato; epperciò Supplica l’E.V.R.ma perché si degni rilasciare il relativo decreto, che obblighi in perpetuum i Parroci pro tempore di Chiaramonti a celebrare annualmente ed ex propriis il surriferito anniversario.

Chiaramonti 5 Novembre 1879.

Fr. Stefano Matia Pezzi Vicario Parrocchiale.

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Visto. Considerato il vantaggio che deriva ai Signori Parroci di Chiaramonti dall’essersi fabbricata coi risparmi delle amministrazioni Ecclesiastiche di esso paese, e col concorso dell’Oratore la Casa Parrocchiale, per difetto della quale furono finora costretti a prendere casa in affitto con pagamento di non lieve mercede e considerando che questa Casa, cui va pure annesso un cortile, è per intiero destinata ad abitazione e uso del Parroco, eccettuati soltanto due magazzeni e la stalla posti al piano terreno, che sarebbero di proprietà dell’Oratore, oneriamo su di essa Casa e cortile l’annuo peso di una Messa solenne di requiem col rispettivo Responsorio fondato dal fu Sacerdote Cabresu nel 30 Dicembre 1833 sul terreno nel quale trovasi fabbricata la Casa stessa, ordinando che tale peso venga annualmente soddisfatto dal Parroco pro tempore che ha diritto di abitare la detta Casa, ed in caso di vacanza da chi provvisoriamente ne farà le veci, e che il presente decreto venga gelosamente conservato nell’archivio Parrocchiale, inscrivendo questo onere nel Catalogo dei Legati Pii.

Sassari, 9 Novembre 1879.

+ Diego Arcivescovo

Can Panedda Seg.rio

Per copia conforme all’originale, Chiaramonti 14 Novembre 1879

Fr. Pezzi Carm.no Vicario Parr.le

La detta scrittura è stata registrata all’Ufficio della Ricevitoria di Sassari ai 27 Aprile 1880 – Reg. 36, Foglio 68 – n. 1017. Pagate lire diciotto e centesimi quaranta.

Fr. Pezzi Carm.no Vicario Parr.le

Il detto Legato deve soddisfarsi annualmente nel mese di Gennaio ed è stato soddisfatto negli anni dal 1880 al 1926.

Dopo di che nulla si sa al riguardo. Salva restando la proprietà riconosciuta a privati dei due locali posti al piano terra della casa parrocchiale.

 



[1] Cfr. CARLO PATATU, Chiaramonti - Le cronache di Giorgio Falchi, ed. Studium adp, Sassari 2004, pagina 110.

[2] V. Supra.

[3] V. Supra.

[4] Eccellenza Vostra Reverendissima.

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Agosto 2018 08:59
 

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