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La canzone Buggerru PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 29 Agosto 2018 17:53

Racconta le violenze inflitte a poveri minatori dai soldati del Regno d’Italia, che li colpirono per avere manifestato in difesa dei propri diritti di lavoratori, ampiamente violati

di Paolo Pulina

La canzone “Buggerru” racconta un episodio di violenza avvenuto nel 1904 per mano dei soldati contro dei poveri minatori che manifestavano per i propri diritti.

Il teatro dell’eccidio è la Sardegna, nel Sulcis Iglesiente. Antonio Carta l’ha composta nel 2004 insieme a Paolo Pulina con la preziosa collaborazione per gli arrangiamenti di Santi Isgrò. La propone nel video seguente, con una informazione sintetica sull’episodio.

La protesta dei minatori si intensificò nel mese di settembre 1904, a seguito della circolare diramata il giorno 2 dall'ingegner Georgiades, dove si comunicava che, a partire dal giorno successivo, la pausa tra i due turni di lavoro, quello mattutino e quello pomeridiano, era ridotta di un'ora. La reazione fu immediata e cominciò lo sciopero dei minatori, che presentarono le loro istanze alla società francese.

La domenica del 4 settembre 1904, mentre la delegazione sindacale era in trattative, gli operai si erano riuniti, di fronte alla sede della direzione generale della miniera, in sostegno della delegazione sindacale. Nel frattempo i titolari della ditta chiamarono l'esercito, che fece fuoco sugli operai uccidendone quattro e ferendone molti altri. Quella domenica sarà ricordata come l'eccidio di Buggerru.

La risposta del movimento operaio a livello nazionale non si fece attendere ed il 16 settembre si svolse il primo sciopero generale nazionale, al quale aderirono i lavoratori italiani di tutte le categorie.

Per un approfondimento si possono trovare notizie su Google digitando “Buggerru eccidio minatori”.

Per ascoltarla, cliccare qui.

 

Pro sos mortos de Buggerru

Per i morti di Buggerru

Chent’annos sun passados

Cent’anni sono passati

Da-i su millenoighentos battoro,

dal millenovecentoquattro,

s’annu  de sas  dies  de ifferru

l’anno delle giornate di inferno

chi sos liberos no de faulas

che i libri non di bugie

giamana cun duas  peraulas:

indicano con due parole:

su degogliu de Buggerru.

la strage di Buggerru.

Su degogliu de Buggerru.

Su degogliu de Buggerru.

La strage di Buggerru.

La strage di Buggerru.

Pediana sos minadores

Chiedevano i minatori

Dirittos giustos e sagrados:

diritti giusti e sacri:

un’ora de sole de istiu

un’ora di sole estivo

ca fit ancora cabidanni.

perché era ancora settembre.

Repondian  sos padrones:

Rispondevano i padroni:

bois sezis sos nostros  fiados;

voi siete le nostre bestie;

comomai semus in s’ierru,

ormai siamo in inverno,

o cherides Mastru Giuanni?

o volete far la fame?

Sos padrones cheren aer rejone

I padroni vogliono avere ragione

e, si pessan chi est  netzessariu,

e, se pensano che è necessario,

cambiàna  puru sas istajones

cambiano pure le stagioni

e magari su calendariu.

e magari il calendario.

A sos padrones de Buggerru

Ai padroni di Buggerru

no interessaia trattare,

non interessava trattare,

ma usare solu su ferru

ma usare solo il ferro

e sa zente minatare.

e la gente minacciare.

Sos dirittos cheriana furriare

in muntonarzu ’e iscoria,

pro  resesside a frimmare

s’ivviluppu de s’istoria.

I diritti  volevano buttare

in immondezzaio di scorie,

per  riuscire a fermare

lo sviluppo della storia.

Sos soldados an giamadu

I soldati hanno chiamato

e s’ordine lis  an dadu

e l’ordine gli han dato

de tirare cun su fusile:

di tirare col fucile:

battor mortos bi sunu istados.

quattro morti ci sono stati.

In tott’Italia an scioperadu

In tutt’Italia han scioperato

cun manna protesta tzivile.

con grande protesta civile.

Cun manna protesta tzivile.

Cun manna protesta tzivile.

Con grande protesta civile.

Con grande protesta civile.

De  sos minadores de Buggerru

Dei minatori di Buggerru

Ammentamus sa triste sorte.

ricordiamo la triste sorte.

Meritana  giustu considèru

Meritano giusta considerazione

a chent’annos da-i sa morte.

a cent’anni dalla morte.

Sos dirittos ana affirmadu

pro su tempus benidore;

e mannu ’ene est toccadu

a ogni trabagliadore.

I diritti hanno affermato

per il tempo a venire;

e gran bene così è toccato

a ogni lavoratore.

Sos padrones cheren aer rejone

I padroni vogliono aver ragione

e de  si  leare tottu su logu

e prendersi tutto lo spazio

pro non perdere  s’occasione

per non perdere  l’occasione

de iscontzare regulas e giogu.

di rovinare  regole e gioco.

Sos padrones cheren aer rejone

I padroni vogliono aver ragione

e, si pessan chi est  netzessariu,

e, se pensano che è necessario,

cambiàna  puru sas istajones

cambiano pure le stagioni

e magari su calendariu.

e magari il calendario.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Agosto 2018 18:02
 

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