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Ecco i nomi degli attori improvvisati PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Venerdì 28 Settembre 2018 09:48


Ho letto gli interventi finora pervenuti dai lettori in risposta al mio invito.

Nessuno di essi, singolarmente, è riuscito a identificare tutti i protagonisti di quel siparietto andato in scena sessant’anni fa. Ma i nomi esatti degli “attori” sono stati fatti per intero. Nessuno ha fatto cenno alla data dell’evento, al luogo in cui si è svolto e al perché lo stesso fu organizzato.

Andiamo dunque per ordine.

La Rai, che già nel 1953 serviva gran parte del territorio nazionale con la diffusione dei programmi televisivi, era rimasta molto indietro con la Sardegna. Grosse difficoltà tecniche si frapponevano al superamento dei quasi 300 chilometri che separano il monte Limbara da Monte Argentario, prescelti per installarvi antenne e ripetitori di segnale.

Qualche anno dopo, tali difficoltà furono superate; tant’è che il collegamento TV con la nostra isola fu inaugurato la notte di Capodanno 1956.

Poiché allora i televisori avevano un costo poco abbordabile, si rendeva necessario fare propaganda per invogliare le famiglie ad acquistarli. E così la Rai prese l’iniziativa di diffondere in sede locale programmi prodotti alla buona nei singoli comuni. Grazie alla collaborazione delle rispettive amministrazioni e di volontari. Insomma, a costo zero, o quasi.

Il sindaco del tempo, il cav. Nino Brandano (1956-1960), accolse di buon grado la proposta fattagli e si adoperò fattivamente per mandarla in porto. Chiamò subito in causa il segretario comunale cav. Tottuccio Galleu, ottimo organizzatore e dotato di grande creatività. Un vero e proprio vulcano, che accettò con entusiasmo l’incarico di regista dell’evento.

Galleu abbozzò la scaletta del programma e chiamò a realizzarlo persone che rappresentassero il paese mettendone in mostra costumi, tradizioni e caratteristiche essenziali. Ricordo che a mia madre, abile pasticcera, fu chiesto di confezionare un gigantesco cattò a forma di torre, a simboleggiare il Castello dei Doria, da mostrare alle telecamere e da offrire poi al gusto dei tecnici e del personale di ripresa. Quel dolce favoloso fu affidato alle mani di mia sorella Iolanda e di comare Piera Schintu, che lo consegnarono al giornalista dottor Costi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il segretario-regista Galleu scrisse pure la sceneggiatura di una breve farsa, chiamando a interpretarla gli attori che figurano nella foto e che, partendo da sinistra, sono Giovannino Pinna (Ciondolo), compare Toeddu Moretti (Cocoi, fratello di Malleddu Caramella, ala sinistra della nostra squadra negli anni Sessanta), Toeddu Busellu e Giulio Cherchi (seduti). Dietro di loro, Nino Pischedda (seminascosto, fratello minore di Peppino) e Sergio Scanu.

Correva la primavera 1958.

Lo studio televisivo fu allestito in un salone dell’asilo infantile, là dove ora gli anziani si riuniscono per giocare a carte. Io non ebbi modo di partecipare a quella manifestazione straordinaria: a Lecce frequentavo il XXI corso allievi ufficiali dell’Esercito. L’intero programma fu trasmesso in diretta, come si usava a quel tempo, ed ebbe un grande successo. In sede locale, naturalmente.

Questo è quanto. Se a qualcuno dei lettori venisse in mente qualcos’altro al riguardo, potrebbe darcene conto liberamente. Queste pagine sono a loro disposizione.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Settembre 2018 10:07
 

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