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Gli ottant'anni dell'Asilo infantile PDF Stampa E-mail
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Sabato 13 Ottobre 2018 11:37

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Travagliata cronistoria per l'edificazione dell’edificio che oggi ospita la sala del Consiglio comunale, il Centro sociale e l’Informagiovani

di Claudio Coda

Nell'ottobre del 1938 venne inaugurato il nuovo Asilo, posto all'estremo abitato di paese, attiguo ai Giardini Pubblici e al Monumento ai Caduti nell'allora via Marconi.

Già dai primi del '900, e per i successivi anni della 1^ Guerra Mondiale, i chiaramontesi persistevano nel progetto, consono all'esigenza infantile del periodo e che veniva svolto in locali poco idonei -nell'edificio del vecchio Municipio- e perciò si creò un Comitato pro erigendo Asilo. L'incarico di segretaria fu affidato alla maestra Giuseppina Tola (che da trentacinque anni, insegnava nella Scuola Elementare).

Da notizie, salvo ulteriori integrazioni e correzioni, posso fornire quanto letto nelle diverse fasi di consultazione presso archivi. Alla stessa maniera, immagino, altri possano avere dettagliati riscontri e ulteriori notizie. Sarebbe curioso conoscerne gli sviluppi e confrontarli con quanto espongo.

Scaletta

1928 gennaio: il 20 novembre del 1927 muore il possidente Nicolò Ferralis, che lascia, per l'erigendo Asilo, diversi beni: “sa tanca de santu Matèu”, “sa tanca de s'Istràmpu”, “sa tanca de sa figu” e quella “de funtàna Ùlumu”; in contanti, 2.500 lire. Un patrimonio allora stimato intorno ai 40/50mila lire. Nel lascito anche 1.000 lire alla Congregazione della Carità. La famiglia dei Grixoni, nel contempo, aveva offerto l'area per costruire l'edificio: il terreno denominato “terra ruja”, ovvero dov'è l'attuale palazzo delle Scuole Elementari.

Marzo 1928: si costituisce il Consiglio di Amministrazione pro Asilo Infantile: presidente su canònicu Cristòvulu/Cristoforo Grixoni; membri deliberativi i signori Bachisio Madau, Gavino Grixoni, Pasquale Brau, Nicolino Madau e Giuseppina Tola; membri consultivi le signore Fanny Brandanu, Solinas e Dau (credo anch'esse insegnanti delle Elementari). Nella prima riunione deliberano di dare inizio alla costruzione nell'area donata dalla famiglia Grixoni. Nel contempo, arriva altro rilevante contributo: la signora Giorgina Cossiga Falchi dona 10.000 lire.

Le fonti, da me consultate, si fermano per alcuni anni: sulla vicenda buio totale.

Novembre 1933: si elevano proteste pubbliche, nei confronti del Consiglio di Amministrazione, per il mancato avvio della costruzione. Dalle colonne del quotidiano l'Isola, traggo un breve passaggio redatto da un articolista, che non firma il pezzo: [...sappiamo che già da parecchio qualcuno si prefigge, raccogliendo fondi nel nostro paese, poiché ancora non si è visto nulla, e molta acqua passerà sotto i ponti, prima che qualcosa di concreto venga conchiuso, chiediamo, da queste colonne, quali siano le intenzioni e i motivi per cui ancora si debba procrastinare...].

A stretto giro arrivano dichiarazione del presidente -immagino il canonico Cristoforo Grixoni- e dice la sua, giustificando il ritardo. Per brevità non trascrivo l'intero pezzo, e riassumo: il paese versa in una maledetta crisi economica, per di più -il Comune- ha “sbancato” per erigere il Monumento ai Caduti (costato 28.000 lire di cui 21.000 raccolti dalla sottoscrizione pubblica e 7.000 dal Comune).

Il prefetto di Sassari, De Nurra, aveva fatto mettere a bilancio del Comune la somma di 5.000 lire, per anno, per sopperire alle spese della Scuola Elementare ed Asilo, ma poiché l'Ente comunale non contribuì al suo sostentamento, intervenne il Comitato pro Asilo. Sottraendo così fondi per l'erigendo palazzo per l'Infanzia. Così, in altro passaggio, il presidente giustificò: […spese per sopperire alle spese dell'arredamento della Scuola, per lo stipendio dell'insegnante e della bidella. Il locale arredato con criteri moderni, prendendo a modello il mobilio esistente nel locale scolastico di San Donato in Sassari; la scuola funzionò regolarmente, anzi con plauso dell'Ispettore scolastico durante gli anni 1927/28, 1928/29 e 1929/30, ma l'Amministrazione (comunale – n.d.a.) non volle contribuire, per niente, nelle spese adducendo l'impossibilità a pagare, date le ristrettezze del bilancio. Quindi la somma spesa si dovette detrarre dal non vistoso capitale raccolto con tanta fatica e sacrificio...].

Nel contempo poiché il tracciato dell'edificio Scuole Elementari non era stato ancora definito, si ritenne che l'area predestinata in “terra ruja” -quella donata dai Grixoni- non fosse idonea per accogliere Asilo e Scuole Elementare, in quanto troppo limitato per due edifici e non potendo realizzarsi locali sufficienti ad accogliere suore -e le abitazioni per esse- un salone di ricreazione, un giardinetto in cui stare all'aria aperta. Così si decise di trovare altra area pertinente.

La famiglia dei Grixoni, che aveva offerto primariamente l'area “terra ruja”, si rese disponibile a donare -all'Ente pro Asilo-, la somma ricevuta dal Municipio per l'esproprio, e poter acquisire altra area.

Luglio 1935: a Deo gratias, il 2 luglio, l'appalto ai lavori. Cinque le ditte partecipanti: Pischedda che propose il 10,25% di sconto; Masia Pietro con il 5,80%; Coda Giacomo&Scanu con il 6,13 %; Tavera Luca con il 5,97%; Cosso/u Emilio con l'11%, che si aggiudicò i lavori.

L'area definita, era quella attuale. Da informazioni raccolte, forse era di proprietà della famiglia Falchi, ma non è dato sapere se l'abbiano donata o ricevuto il corrispettivo valore, frutto dell'esproprio ottenuto dalla famiglia Grixoni da parte della cassa Comunale. Già nel novembre del 1933 lo loro benevola disponibilità.

Ottobre 1938: nella seconda decade avvenne l'inaugurazione e non avendo notizie in merito all'avvenimento (mi pare strano, però, che il corrispondente del quotidiano Isola, sempre molto attento agli avvenimenti chiaramontesi di quel periodo, non abbia mai descritto la manifestazione; qualche incomprensione tra questi e il Consiglio di Amministrazione? Possibile, e a noi, incolpevoli, non rimane che immaginare, senza una pezza giustificativa, la solenne manifestazione) cito il testo di una cartolina spedita -il 30 ottobre- a monsignor Cristoforo Grixoni, dalle suore (che erano quattro, della Congregazione delle Povere Suore Scolastiche di Nostra Signora: suor Giuseppina Marucchi, direttrice; Paola Brucelli, maestra d'asilo; suor Bonifacia cuoca e Luigia Mente, maestra di ricamo e cucito):

Monsignore Reverendissimo. Oggi festa di Cristo Re, abbiamo pregato in modo speciale per Lei, nostro ottimo Monsignore, che con tanto amore ci preparò la bella dimora ove speriamo di avere in breve nella Cap. l'Ospite Divino, al quale sempre porgeremmo le nostre umili suppliche a favore dei nostri Benefattori. Nella scorsa settimana abbiamo ricevuto la bella vasca di graniglia, il recip. di zinco. Grazie per tutto! Suor Paola ringrazia per le scatole di cartone e di metallo e per le graziose cartoline. Il capomuratore ha portato la mensola di marmo, attendiamo la Sua gradita visita per collocarla.

Riconoscentissime Suore d. N.S.

Chiaramonti 30.10.1938”.[1]



[1] Testo da archivio Mario Unali.

 

 

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